basta push-up, arriva la lingerie femminista

Abbiamo parlato con la fondatrice di Neon Moon, il brand di lingerie femminista, di reggiseni, sessualizzazione e visione distorta del proprio corpo.

di Tish Weinstock
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30 marzo 2015, 10:25am

Hayat Rachi ha 25 anni, e grazie all'aiuto del Prince's Trust e di Kickstarter ha aperto la sua compagnia che produce lingerie femminista chiamata Neon Moon. Prima che urliate "EEEEH?!" ed elenchiate tutte le cosiddette invenzioni "femministe" che ora vanno così di moda, dovreste sentire la sua storia.

Negli anni '70 bruciavano i reggiseni come simbolo di riscossa femminile, ma nel 2015 il reggiseno sembra qui per restare. Cresciuta nelle case popolari, prima della sua famiglia ad andare all'università (si è laureata alla Kingston nel 2012 in Economia), Hayat ha dovuto lottare per entrare nel mondo della moda, prima con uno stage da Elle e poi nelle PR di un'azienda che lavorava con i maggiori marchi di lingerie. Qui è iniziata la sua frustrazione rispetto alla sessualizzazione e oggettivazione della donna nell'industria della lingerie, e così è nata Neon Moon. Stanca dei soliti reggiseni che schiacciano, spingono e imbottiscono, i cui ferretti non fanno altro che aderire all'idea che la donna sia un oggetto sessuale, Hayat ha disegnato la sua linea di intimo che assicura confort e supporto (senza l'effetto restrittivo dei reggiseni sportivi), con cui vorrebbe dare potere alle donne e togliere la pressione di dovere sembrare qualcosa che non sono. Ma soprattutto, i suoi capi sono per tutte le forme e taglie, e possono seguire ogni tipo di cambiamento del corpo. Per le sue pubblicità non ha usato le solite donne ritoccate con i seni a punta, ma delle donne vere con curve, cicatrici, cellulite e (orrore!) peli sotto le ascelle, per enfatizzare che nessuno è perfetto e che non esiste un'idea prestabilita di cosa sia una donna. Ne abbiamo parlato con lei.

Che cos'è la lingerie femminista?
Il femminismo è la volontà di avere parità dei sessi in ambito sociale, politico ed economico. Neon Moon è un marchio di lingerie femminista che non oggettivizza o sessualizza le ragazze per farle sentire oggetti in balia dello sguardo maschile - perché questa non sarebbe "parità". Vorrei che le ragazze definissero da sole cos'è per loro il successo: c'è uno standard ben definito di cos'è la bellezza nella società, e nell'industria della lingerie in particolare, la Neon Moon invece è fatta anche per le persone di colore, LGBT, asessuali e pansessuali. È un brand body-positive che cerca di dare potere alle ragazze.

Perché ce n'era bisogno?
Io non potrei mai acquistare da un marchio che rende le ragazze oggetti sessuali e le fa sentire a disagio con il loro corpo. Perché dovrei mettere da parte quello in cui credo e promuovere la crescita di questi marchi? Ero frustrata e volevo un cambiamento, così ho creato il mio brand. Neon Moon è un'alternativa per chiunque cerchi un marchio che non pretende di farti sembrare ciò che non sei. 

Come hai scelto il design dei capi?
Ho pensato a tutte le tipologie di corpo possibili. Le linee naturali del corpo sono così belle, non vedo perché dovrebbero essere schiacciate o inferrettate. Le coppe morbide permettono al seno di cambiare forma, magari perché si prende peso o si perde, oppure perché si ingrossa durante il ciclo. Ho disegnato la lingerie che prende la forma del corpo, non il contrario.

Perché hai usato donne "vere" con peli sotto le ascelle e cellulite per la tua collezione? 
Ho scelto di non ritoccare le foto e di mostrare la cellulite, le smagliature, l'acne, le lentiggini, i peli pubici, quelli delle gambe e delle ascelle. Sono tutti attributi femminili normali, e volevo sottolineare che la felicità non diminuisce perché ce li hai. Volevo che le ragazze si chiedessero perché vedono le modelle di lingerie sempre in un certo modo e mai in altri. Perché una modella di lingerie non può avere peli sotto le ascelle? Perché non può avere peli da nessuna parte? Il fatto che la società dica che le ragazze devono essere in un certo modo, non significa che una ragazza non possa dire "in realtà sono felice come sono, grazie."

Cosa c'è di sbagliato nel photoscioppare le modelle e vendere prodotti basati su canoni estetici definiti? 
Promuove una visione distorta del proprio corpo e dà alle ragazze che magari hanno già problemi con il loro corpo una definizione di bellezza a cui aspirare irraggiungibile. Io cerco di promuovere un'immagine positiva del corpo mostrando le ragazze come sono veramente. Comunque, cosa c'è di così sbagliato in una ragazza se si sente il bisogno di doverla ritoccare in qualcosa che non è? Se qualcuno guarda una modella di Neon Moon e dice "Che bello, una ragazza come me," allora sono felice.

Pensi sia sbagliato pensare al seno come qualcosa di sessuale?
Certo! E la ragione è che la società è ipocrita. La società riempie le strade, i bus, le riviste e i cartelloni pubblicitari con immagini di ragazze con i seni ben in vista come fossero la loro caratteristica più sessuale. Poi quando una donna vuole allattare il figlio all'Hotel Claridge (e ricordiamo che il seno è fatto per questo), Londra si scandalizza e urla che è rivoltante e che dovrebbe coprirsi e cercarsi un posto riservato. È un double standard. In che modo questo promuove l'uguaglianza? L'oggettivazione della donna deve finire o non arriveremo mai all'uguaglianza, i brand non sessualizzano così tanto gli uomini, perché quello non vende!

Su cos'altro stai lavorando?
Alla prossima collezione! Da Kickstarter ho avuto tantissimo sostegno, è andata benissimo la campagna e sono fiduciosa per il futuro di Neon Mood. Sto pianificando un po' di cose per il futuro visti i feedback delle persone che hanno sostenuto il progetto. 

neonmoon.co

Crediti


Testo Tish Weinstock
Foto  Fitria Tjandra 

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