perché instagram è la piattaforma giusta per parlare di salute mentale

Kehlani e Justin Bieber hanno parlato della loro salute mentale e sono stati presi di mira da tutti. Perché non siamo in grado di prendere seriamente i loro problemi?

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apr 4 2016, 10:27am

photography arturo torres

La carriera dell'artista R&B Kehlani è improntata sull'onestà con cui parla della vita e delle relazioni. "All'inizio non volevo parlarne a nessuno, perché non volevo che le persone provassero pietà per me," ha spiegato riguardo alla decisione di rendere la sua storia pubblica. "Odio l'idea che le persone possano ascoltare la mia musica accompagnati da un sentimento di pietà. Voglio che la mia musica trasmetta ai fan un senso di forza e che renda evidente che tutto ciò che ho passato non ha fatto altro che rendermi una persona migliore."

L'ottimismo di Kehlani è stato messo a dura prova martedì. Per chiunque non abbia bazzicato su internet gli scorsi giorni, Kehlani stava uscendo ufficialmente con il giocatore di NBA Kyrie Irving da questo gennaio, anche se alcune voci vogliono che i due siano insieme ormai dalla fine dello scorso anno, ovvero solo pochi mesi dopo che Kehlani ha interrotto la relazione con il rapper PartyNextDoor. È sembrata una rottura amichevole e il rapper ha ammesso i suoi errori (tra i quali un brano chiamato "Kahlani's Freestyle".) Lunedì, però, PartyNextDoor ha fatto infiammare internet, postando su Instagram una foto di se stesso su di un letto, stringendo quella che è l'inconfondibile mano tatuata di Kehlani. La caption della foto non lascia dubbi "dopo tutti i problemi e colpi bassi, sono riuscito a riportare la cantante R&B nel mio letto,". Il nome di Kehlani è diventato uno dei maggiori trend di Twitter in pochi minuti, con la gente che la accusava di tradire Irving. La stessa notte Kehlani ha postato una foto (che ha poi cancellato) in cui compariva il suo braccio attaccato ad una flebo.

"Oggi ho tentato di togliermi la vita," ha scritto. "Per una volta mi sono comportata da completa egoista. Non avrei mai pensato di arrivare così in basso. Non credete a tutto ciò che dicono nei blog: io non ho tradito nessuno e non sono una cattiva persona. Molti stanno soffrendo e ci troviamo tutti nel mezzo di un grosso fraintendimento. Oggi, però, non avevo nulla che mi facesse guardare al domani con speranza. Dio però mi ha salvato per una ragione, e io devo essere grata. C'è un motivo se ora non mi trovo in paradiso. Ciao Instagram." Ha scritto prima di cancellare il suo intero feed di Instagram.

Con la stessa rapidità con cui il suo nome è salito al vertice dei top trend di Twitter, l'hashtag #StayStrongKehlani ha conquistato i social network. Per ogni fan che le augurava di riprendersi presto, però, ce n'era uno che l'accusava di voler attirare l'attenzione su di sé con la scusa del suicidio. "Kehlani prova a suicidarsi e subito dopo lo posta sui social media per attirare l'attenzione di tutti. Un tentato suicidio sono solo affari tuoi, nessuno lo deve sapere. Assurdo." hanno scritto su Twitter. "Kehlani si è quasi suicidata per colpa dei social media, ma poi se ne serve per aggiornarci sul fatto che si trova in ospedale," scrive un altro. L'opinione generale sembra sicura del fatto che il suo problema non fosse "reale" perché affrontato in silenzio fino a quel momento, o perlomeno non dato in pasto ai media.

La rapidità con la quale sono iniziate ad apparire battute alquanto sconvenienti sull'accaduto ricorda molto la reazione che le persone hanno avuto quando un'altra nota pop star ha provato a parlare della propria salute mentale. Justin Bieber ha reso pubblico su Instagram che avrebbe cancellato i meet&greet futuri per lo sforzo che richiedono in termini psicologici. "Ne esco così esausto e infelice," ha spiegato. "Voglio sempre far sorridere le persone, ma non a mie spese. Ogni volta ne esco mentalmente ed emotivamente esausto fino al punto della depressione." Le reazioni negative che questa dichiarazione ha suscitato sarebbero giustificabili solo la pop star fosse stata sorpresa a fare la pipì in un altro secchio. Anche i media gli hanno riservato delle headline di dubbio gusto come "Justin Bieber non incontrerà i fan paganti perché la cosa lo deprime." Sarebbe stato più credibile se avesse detto al suo team di inventarsi qualcosa a proposito di un ricovero in rehab a causa di un esaurimento? Probabilmente. L'immediatezza dei social media si presta naturalmente all'onestà. Sfortunatamente, però, queste piattaforme rappresentano anche l'habitat naturale di troll e persone crudeli. L'illusione di distacco che danno, la possibilità di nascondersi dietro agli schermi di pc o smartphone, però, fa anche sì che i social media rappresentino il luogo ideale per dar voce al dibattito sulla salute mentale.

Sono stati scritti migliaia articoli sulla facilità sconcertante con la quale una finta personalità possa essere costruita ad hoc online. La ragione non è tanto da cercare in una relazione diretta tra i social media e la tendenza all'inganno, quanto per il fatto che è più facile fare qualsiasi cosa quando ci si trova dietro a uno schermo. Non tutti hanno un amico o un familiare a cui possano rivolgersi di persona senza imbarazzo, e anche se ce l'hanno, la propria salute mentale non è proprio l'argomento che si vorrebbe affrontare durante una cena in famiglia. Beh, non è semplice quanto condividere un post dal tuo iPhone. Non per questo si tratta di una scorciatoia o di un messaggio meno serio e legittimo e tantomeno rende la persona che l'ha condiviso un impostore in cerca di attenzione. Tumblr, e prima di esso LiveJournal, da tempo ormai rappresentano delle piattaforme sulla quali i giovani possono parlare candidamente di salute mentale. Perché non succede lo stesso su tutti i social media? Perché ci sentiamo a nostro agio nel vedere e condividere bevande detox e nuove pose yoga piuttosto che confrontarci con sentimenti malinconici, un'onesta tristezza?

Poche ore dopo il post di Kehlani, la star di Prison Break Wentworth Miller ha postato un messaggio simile sulla propria pagina Facebook. Questo dopo essersi trovato al centro dell'attenzione della rete, protagonista di alcuni meme in cui viene deriso la sua scarsa forma fisica. L'attore ha rivelato che è stato vittima di depressione e pensieri suicidi a partire dal suo semi-ritiro dalle scene nel 2010. Anche lui, come Kehlani, ha deciso di aprire il proprio cuore ai social media. Fortunatamente, la sua storia è finita in un modo decisamente più positivo. "Ora, ogni volta che vedo quella immagine di me sorridente con la mia maglietta rossa, mi torna in mente la mia battaglia." scrive. "La resistenza e la perseveranza che mi hanno concesso di abbattere tutti i demoni. Alcuni dentro di me, altri fuori… Se tu o qualcuno che conosci avete dei problemi, sappiate che c'è chi vi può aiutare. Parlatene. Mandate un messaggio, un'email, chiamate qualcuno."

C'è una sottile ironia nel vedere quanto siamo sprezzanti quando si parla di salute mentale sui social media, forse perché troppo spesso dimentichiamo quanto bene faccia parlarne. Da quando Kesha ha dato voce alla propria battaglia per essere svincolata dal contratto con la propria casa discografica (e il suo presunto violentatore), un contratto che, secondo quanto afferma, l'ha portata a soffrire di una grave forma di depressione, i social media hanno offerto a migliaia di fan e altre celebrità un modo efficace per sostenere la pop star e per raccontare le loro storie di sopravvivenza. Davvero dobbiamo arrivare a racconti così tragici per riuscire a credere che anche le celebrità soffrano come noi comuni mortali?

Una delle opinioni più sconcertanti tra quelle apparse in internet riguardo alla storia di Kelahni è che la star dovrebbe essere in grado di tollerare le reazioni della rete visto che è stata una sua scelta quella di rendere i propri problemi di dominio pubblico: praticamente se l'è cercata postando quella foto su Instagram, no? Beh, in caso non ce ne fossimo accorti, siamo nel 2016 e di certo non è l'unica a farlo. Ricordiamo come la moda delle crying selfies dell'anno scorso ci ha concesso di vedere le star in un modo diverso e quanto è stato rigenerante. Noi invece vogliamo il #NoFilter, ma a delle condizioni. Lo stesso per #LiveAuthentic. Tutti vogliono che le celebrità svestano i loro panni da star e si mostrino come sono nella vita reale, nella loro quotidianità, ma quando lo fanno, esponendosi in quanto esseri umani con difetti e problemi, nessuno vuole ascoltare.

Crediti


Testo Hannah Ongley
Foto Arturo Torres