Fotografia di Carolina Davalli

perché la mbfw di tbilisi sta sbaragliando tutte le altre fashion week

Molti la considerano la migliore in assoluto. Noi ci siamo stati, e qui vi raccontiamo cosa rende così competitiva la Mercedes-Benz Fashion Week georgiana.

di Carolina Davalli
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11 novembre 2019, 11:25am

Fotografia di Carolina Davalli

La Georgia è uno stato che, sia per la sua posizione geografica che per la sua storia, si è ritrovato ad essere un vero e proprio bacino di culture, influenze, religioni e ideali distanti anni luce tra loro. Ognuno di questi elementi distinti ha dato il proprio contributo alla cultura georgiana, aggiungendo al già ricco calderone una personale dose di suggestioni artistiche, identità visuali e punti di vista che mescolandosi, sovrapponendosi, stratificandosi e con il tempo depositandosi sono diventati l’humus in cui fermenta la Georgia di oggi. E Tbilisi, capitale e centro nevralgico del paese, è emblema di questa amalgama. Incarnazione del pastiche di riferimenti architettonici, visivi e culturali. Immagine di mescolanza estetica e di significato.

Eppure, questa serie di ondate culturali non ha in alcun modo intaccato né l’identità georgiana nella sua integrità, né Tbilisi come città a sé stante. Semplicemente, è andata ad aggiungersi e stratificarsi al bagaglio preesistente. La lingua georgiana potrebbe essere una metafora di questa tensione tra inglobamento e resistenza, definita non a caso "agglutinante" per la sua qualità di poter aggregare parole in sequenze lineari, ma allo stesso tempo vantando un’origine completamente sradicata da qualsiasi gruppo di lingue conosciute. Nata sotto una fitta coltre di leggende e affascinanti accadimenti, Tbilisi è presto diventata il luogo preferito per una naturale unione di talenti, correnti artistiche e azioni d’avanguardia.

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Questo è il contesto in cui si sviluppa la Mercedes-Benz Fashion Week di Tbilisi, che per la sua decima edizione ha invitato artisti, performer, 40 designer e più di 100 talenti internazionali per poter mettere sotto abbaglianti riflettori le loro pratiche artistiche, in particolare la serie di collezioni S/S 2020. Mercedes-Benz è un’istituzione ormai stimata e riconosciuta dal mondo della moda, che nei suoi ventiquattro anni di presenza all’interno dell’industria ha saputo riconoscere il valore di precisi nervi geografici e portarli sulla cresta dell’onda per presentazione e promozione di nuovi talenti all’interno del fashion system. Sydney, Città del Messico, Madrid, Berlino: questi i nomi di alcuni dei centri di intensissima portata culturale sostenuti dal brand.

E da dieci anni a questa parte, anche Tbilisi fa parte di quella che ormai può essere considerata una delle reti di promozione della moda più influenti in circolazione. Le qualità intrinseche della città e i tratti che connotano la cultura di questo paese a cui facevamo riferimento nei paragrafi precedenti, oltre alla presenza di una personalità come quella di Sofia Tchkonia, direttrice creativa della settimana della moda e fondatrice di BENEXT Art and Fashion Foundation, portano la MBFW di Tbilisi in cima alle nuove vette degli eventi di moda da tenere d’occhio. E non mancherà molto prima che si dovranno prenotare i voli per la capitale georgiana con largo, larghissimo anticipo, come succede per quelli diretti alle settimane di Milano, Parigi o Londra.

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E ora parliamo di moda, visto che è di moda che si tratta. La settimana si è conclusa da poco, ma l’eco degli immaginari proposti da questa edizione aleggiano ancora intorno alle menti ipnotizzate sia di chi c’era, sia di chi ha seguito le sfilate a distanza. Innanzitutto una selezione di location ricercate, che hanno visto alcuni designer insinuarsi in luoghi iconici della città, ha portato gli spettatori a scoprire diverse tipologie di contesti e a rendersi conto di quanto sia duttile il contesto urbano di Tbilisi.

Il brand georgiano ANOUKI ha sfilato nel Vake Park, parco pubblico nel centro della città, esponendo gli invitati sia ad una collezione totalmente prodotta in Georgia e ispirata da elementi presi dal contesto naturale, sia a quella che poteva essere una normalissima domenica pomeriggio da abitante della capitale, tra giochi per bambini e panchine illuminate dal sole. Sempre nello stesso parco c’è una biblioteca pubblica, set invece della sfilata firmata LALO Cardigans, la cui manipolazione e innovazione nel campo della maglieria si è vista proiettarsi tra i corridoi e negli anfratti delle fitte librerie della biblioteca.

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Altro luogo di intensissima portata emotiva è stato quello scelto da Datuna, ossia il Kakhidze Music Center, dove la drammaticità musicale della Filarmonica di Tbilisi, quella del coro dell’Opera e quella apportata dai capi surreali e pregni di simbologie regali del designer Datuna Sulikashvili, hanno alzato l’asticella per quanto riguarda la potenza sensoriale che può sprigionare un fashion show. Facendo forse l’occhiolino alla famosa sfilata di Chalayan Ventriloquy del 2001. Lo show che invece ha concluso la settimana era quello del brand russo Bessarion, che ha utilizzato gli storici spazi del Silk Factory Studio come tempio per far sfilare i suoi capi, fortemente influenzati dall’arte georgiana e dall’architettura sovietica presente nel paese. E possiamo affermare che è stato un finale con il botto.

Fulcro dello showcase degli altri brand georgiani e non, è stato il Tbilisi Concert Hall, che ha ospitato la maggior parte degli eventi e delle sfilate, diventando il punto di incontro tra i visitatori e i designer, lì a strettissimo contatto gli uni con gli altri. Il ritmo era frenetico e insaziabile, come se un minuto perso fosse un minuto in meno per apprezzare nella sua interezza l’esperienza totalizzante di questa MBFW di Tbilisi. Lì hanno sfilato designer del calibro di DOMINNICO, brand spagnolo selezionato per il Mercedes-Benz Fashion Talents che così ha avuto modo sia di ricevere mentorship e finanziamenti dall'industria, sia di poter sfilare all’edizione georgiana della settimana della moda. Le sue club-kids monumentali e scultoree hanno sfilato con indosso texture e tessuti densamente manipolati e una palette di colori che slittava dall’ultra-riflettente al rosa baby.

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Altro talento che ha attratto a sé l’attenzione degli insider della moda è quello di Aleksander Akhalkatsishvili, direttore creativo della maison di moda georgiana Matèriel, e fondatore del suo brand che dal 2015 sta facendo sempre più parlare di sé. Linee essenziali, una costruzione del vestito magistrale e pulita, silhouette per nulla scontate sono i tratti essenziali di questo designer, decisamente da tenere d’occhio. BLIKVANGER è un altro dei protagonisti della serie di momenti topici presso il Concert Hall, facendo sfilare una collezione fitta di intarsi, applicazioni e manipolazioni tessili. La maglieria è il suo punto di forza, come quello di un approccio estetico ironico e leggero, ma non per questo meno impattante e d'effetto. La designer Tako Mekvabidze attraverso la nuova collezione del suo omonimo brand ha invece investito la passerella con una nuova percezione di femminilità, vestendo le sue modelle con colori dal glitter al monocromo, con texture dal raso alla pelle. Donne fiere e coscienti di sé.

E poi c’era Janashia, brand della designer Gvantsa Janashia, pioniera della moda georgiana e fondatrice del concept store Flabour, luogo di un retail completamente dedicato ai lavori di designer georgiani emergenti. La sua collezione S/S 20 ha presentato silhouette dai tagli tecnicamente raffinatissimi, giocando sulla dicotomia tra il vestito e il nudo, combinando pannelli di tessuto coprenti, (quasi ingombranti) a calze di una rete larghissima, cosparse nella loro interezza di punti luce. Nemsen è invece il brand della designer Guga Nemsadze, la cui tendenza a livello progettuale è quella di concentrarsi su dettagli specifici implementandoli in una struttura di vestito essenziale e semplice. Questa collezione ha dimostrato che è rimasta fedele al suo processo creativo, e che i riferimenti da cui trae ispirazione sono molteplici e dei più disparati, dall’ambito formale a quello religioso, i dettagli verdi, blu e rosa brillanti quasi inglobati su uno sfondo nero pece.

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Questi sono solo alcuni dei talenti che hanno portato i loro lavori sulla soglia dell’industria della moda e al vaglio degli ‘addetti ai lavori’; tutti sono i protagonisti di una nuova generazione di creativi che utilizzano un approccio artistico totalmente proattivo e fortemente legato al bisogno di una totale rappresentazione di sé e dei loro immaginari senza filtri, e senza compromessi. Come la lingua georgiana, i designer presenti alla MBFW di Tbilisi hanno saputo dimostrare come la mescolanza di riferimenti, l’appropriazione persino di elementi visivi e culturali, può essere associata a una fermezza identitaria ed estetica.

Ed è per questi motivi che la settimana della moda georgiana è diversa da tutte le altre, e la ragione per cui si farà sempre più strada nel panorama della moda globale. Perché in qualche modo ognuno di questi creativi ha saputo coniare una propria lingua, o meglio un proprio linguaggio, totalmente sradicato da quelli pre-esistenti, rimanendo però comprensibile da chi invece continua a parlare altre lingue. E noi non vediamo l'ora di diventare sempre più poliglotti con il passare delle loro collezioni.

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Ecco Tbilisi come non l'avete mai vista:

Crediti

Testo e fotografia di Carolina Davalli

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