i fotografi che a berlino stanno riscrivendo le regole del gioco

"Qui ci si sente spesso molto soli. Se sai come affrontarla, Berlino è una fucina creativa che non ti giudica, però neanche ti aiuta."

|
ott 19 2018, 1:44pm

Il mondo è pieno di sorprese che aspettano solo essere scoperte. C’è molto, molto più che lo schermo del tuo vicino in metropolitana mentre torni a casa dopo l’ennesima giornata di lavoro. Di osservare da vicino lavori creativi che non avete già visto mille altre volte su Instagram può essere un buon modo di staccare la spina, perché la fotografia è in grado di trattare temi e realtà estremamente diverse tra loro, anche quelle della nostalgia e l’infanzia, che ti fanno venir voglia in un secondo di chiamare tuo fratello o tua sorella e dirgli che ti manca quella sua voce insopportabile. O magari ti parla di patria, traumi e concetto di fratellanza.

A Berlino c'è un'Accademia, la Ostkreuzschule für Fotografie, che vuole formare fotografi di questo tipo. Ne abbiamo selezionati sette, e poi abbiamo chiesto loro di raccontarci qual è l'approccio che hanno scelto per stare dietro la macchina fotografica. Su tutte, ci premeva fare loro una domanda in particolare: in che modo oggi i giovani creativi possono ancora farsi notare?

soren-drastrup-ostkreuzschule-fotografo-berlino-da-conoscere

Søren Drastrup

Di cosa parla la tua serie It's not you, it's me?
È un progetto in corso d'opera in cui faccio ritratti ad amici, amanti e conoscenti. Si potrebbero interpretare come brevi stralci della mia vita raccontati attraverso le immagini che scatto, ma in realtà è il mio modo di non dimenticare alcune esperienze.

In che modo oggi i giovani creativi possono ancora farsi notare?
È sempre più difficile farlo, innanzitutto. Oggi molto del nostro lavoro si basa sul modo in cui ci presentiamo online. Vivere a Berlino fa sì che farsi notare diventi ancora più difficile, perché è una città zeppa di creativi. Ovviamente, è importante sviluppare un proprio linguaggio, in modo che il pubblico possa riconoscere immediatamente un tuo lavoro, ancor prima di vedere il tuo nome.

Quali sono i consigli migliori che hai ricevuto durante l'università?
Mi sono trasferito a Berlino nel 2012, prima vivevo a Copenhagen. La fotografia è l'unica cosa che riesce a non annoiarmi mai. Durante gli anni universitari ho lavorato soprattutto allo sviluppo di una mia estetica personale. Una cosa che mi ha aiutato moltissimo, però, è stato il confronto costante con altri fotografi. Il modo in cui percepiamo un'immagine è estremamente soggettivo, quindi è importante scambiarsi opinioni e pareri. Ah, ultima cosa, da Ute Mahler ho imparato che le prime due o tre foto che scatti alla fine sono sempre le migliori.

@sorendrastrup

TIM-SCHMELZER_fotografo-berlino-da-conoscere

Tim Schmelzer

Di cosa parla WAR ON US?
Parla della separazione, e della sensazione di totale dipendenza che si prova quando si vivono certe relazioni. Il lavoro si basa su un racconto breve che ho messo insieme attraverso i racconti e le esperienze dei miei amici. Mi sono anche tatuato una frase di questo racconto, un po' come conclusione della serie.

Qual è la caratteristica che ti fa capire che stai osservando una bella fotografia?
In tutta onestà, mi interessano idee ed emozioni. Quando vedo passione e intimità emergere da una foto, per me allora è una bella foto.

Quanto ti ispira Berlino nel tuo lavoro?
Berlino per me è un posto in cui lavoro, non il posto dove vivo. Qui ci si sente spesso molto soli. Se sai come affrontarla, Berlino è una fucina creativa che non ti giudica, però neanche ti aiuta.

@timschmelzer

Jana-kiesser-ostkreuzschule-fotografo-berlino-da-conoscere

Jana Kießer

Di cosa parla das bleibt unter uns?
La mia serie tratta l'abuso sessuale in famiglia. Entrambe le foto che vedete qui immortalano lo shock, senza cercare di rendere il tutto più poetico o leggero. Voglio incoraggiare le persone che hanno vissuto questo tipo di esperienze a parlarne, perché c'è ancora uno stigma fortissimo sul tema. Più artisti lo affrontano nel loro lavoro, più il senso di vergogna si ridurrà.

In che modo oggi i giovani creativi possono ancora farsi notare?
È un mix di talento, flessibilità, stile personale e fortuna.

Quali sono i consigli migliori che hai ricevuto durante l'università?
Negli anni universitari ho capito che sono le tue esperienze a determinare la persona che sei, perché ti spingono a interessarti a cose che chiunque altro tralascerebbe. Quello che la vita ti offre, e quindi quello che sta dietro una fotografia, la rende ancora più interessante.

@jana.kiesser

Charlott_Cobler_fotografo-berlino-da-conoscere

Charlott Cobler

Di cosa parla Eine unumstößliche Verbindung?
Per la tesi di laurea ho deciso di fotografare fratelli e sorelle in luoghi che hanno un significato importante per loro. Questa immagine in particolare, ad esempio mostra due sorelle nel parco giochi dove andavano ogni giorno da bambine.

Quanto ti ispira Berlino nel tuo lavoro?
Berlino è la città in cui sono nata e cresciuta insieme ai miei fratelli e le mie sorelle. È qui che sono tutti i luoghi della nostra infanzia, ed è per questo che è un posto magico, per me.

Quali sono i consigli migliori che hai ricevuto durante l'università?
Non si può essere sempre, contemporaneamente, chi produce l'immagine e chi osserva ciò che accade intorno a sé.

@charlott.cobler

miguel-brusch-ostkreuzschule--fotografo-berlino-da-conoscere

Miguel Brusch

Cosa c'è dietro queste due immagini, Miguel?
Stavo scattando un altra persona, quando il ragazzo che vedi sulla destra mi ha fermato e mi ha chiesto se potevo fare una foto anche a lui. Mi ha raccontato di aver avuto una vita difficile, aprendosi moltissimo con me, per essere un perfetto sconosciuto. Così ho preso in mano la macchina fotografia e gli ho fatto questo ritratto.

Di cosa parla The Black Pool?
Vuole essere un ritratto della città inglese di Blackpool, e di chi ci vive. Il lavoro è estremamente soggettivo, riportandomi a quei luoghi e alle connessioni che si sono create con le persone che ho fotografato. Blackpool è incredibile, perché è come se il tempo si fosse fermato all'interno dei suoi confini. È il luogo perfetto per chi vuole scappare dalla realtà.

Qual è la caratteristica che ti fa dire "ok, questa è una bella foto"?
Deve essere un'immagine che mi fa provare un'emozione, lasciandomi contemporaneamente lo spazio necessario per fare associazioni e interpretarla a modo mio.

Qual è il consiglio migliore che hai ricevuto durante gli anni dell'università?
Discutere del proprio lavoro con altre persone, sempre. Specialmente in fase di creazione di un progetto, per capire cosa funziona e cosa no, trovando così delle soluzioni e non arrivando a fine serie con un malloppo di fotografie che non significano nulla per chi le osserva.

@miguelbrusch

Laura_Spes-fotografo-berlino-da-conoscere

Laura Spes

Cosa c'è dietro questa immagine, Laura?
È un ritratto che vuole rappresentare le persone che incontriamo nei sogni, quelle di cui al risveglio abbiamo solo un vaghissimo ricordo.

Di cosa parla Ich träume von einem Bild?
È una serie in cui ho fotografato i miei sogni. O meglio, ho cercato di trasformare le impressioni ricevute in sogno in immagini reali. Per ognuna di esse c'è un set, e anche questo arriva dai miei sogni.

Di cosa dovrebbe maggiormente occuparsi la fotografia?
Ogni giorno passano davanti ai nostri occhi migliaia di immagini, quindi dovremmo cercare di ridurre il numero di foto che scattiamo, così da dare maggior respiro a quelle che invece rimangono.

@lauraspes

patricia-morosan-ostkreuzschule-fotografo-berlino-da-conoscere

Patricia Morosan

Cosa c'è dietro queste due immagini?
La foto sulla sinistra immortala un monumento eretto in Lituania nel 1989, che secondo l'Istituto di Geografia Francese si trova nell'esatto centro dell'Europa. Fa parte del mio progetto Remember Europe, in cui ho visitato sette luoghi cardine della storia europea. La foto sulla destra, invece, è stata scattata durante una celebrazione domenicale in Polonia.

Parlami di (I) Remember Europe...
ll mezzo diventa ricerca esistenziale in questa serie, dove la geografia si trasforma in destino e metafora politica insieme. Sette luoghi di sette nazioni diverse affermano di essere al centro dell'Europa, così io li ho visitati tutti, utilizzando questa esperienza come strumento per parlare contemporaneamente di emozioni e coordinate geografiche.

C'è ancora un modo per farsi notare, oggi? Per emergere dalla massa?
Onestamente, questo non mi preoccupa. Non credo esista una massa. Ciò che mi interessa è l'analisi personale che sviluppo attraverso le mie immagini, osservando la realtà e cercando di raccontarla in modo sincero.

@patriciamorosan

Segui i-D su Instagram e Facebook.

Altri fotografi emergenti che vale la pena conoscere:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D Germania.