questa t-shirt è la prova che abbiamo davvero esagerato con il merchandising

Da Bernie 2016 alla Burrata, passando per la passerella Balenciaga. Forse siamo davvero andati oltre i layer ironici per avventurarci nel ridicolo.

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25 ottobre 2018, 8:32am

Immagine via Instagram

Oggi, tutto è moda, tutto fa tendenza, tutto genera follow. Il fashion business ha invaso gli ambiti più diversi. Ma c'è un altro settore ancor più presente nella vita di tutti noi, rispetto all'abbigliamento: il cibo. E se la matematica non è un’opinione, quando si unisce il cibo alla moda si ottiene un risultato tanto perfetto quanto inaspettato, che si spera finisca per avvantaggiare entrambe le parti, giocando magari sull'hype generato dall’ironia. Ma se i tre ingredienti della ricetta sono Bernie Sanders, Demna Gvasalia (e quindi Balenciaga) e la burrata, il rischio oltrepassare i confini dell'ironico e finire nel ridicolo è piuttosto alto.

Correva l'anno 2016, e sulla passerella autunno/inverno 17 di Balenciaga osservavamo stupiti il logo della maison rielaborato con il font e i colori rosso-blu del partito democratico statunitense. Più precisamente, del merchandising realizzato per la candidatura di Bernie Sanders alle primarie dei democratici. Il più irriverente, e contemporaneamente temuto da avversari e alleati, politico americano era finito nel calderone del buon vecchio Demna. Stesso font, stessa consonante iniziale, stessa onda bianca a sottolineare la scritta. Era finita ovunque. Bomber, tshirt, cappellini da baseball, pantaloni in jersey e calzini.

E dato che oggi la regola sembra essere "vale tutto", perché non esasperare il concetto? Deve essere quello che ha pensato Sweetgreen, community di distribuzione, valorizzazione e diffusione di cibo salutare e a impatto zero. Nel loro shopping online compare, già sold-out, la stessa maglietta firmata dal designer georgiano, ma al cui centro campeggia la scritta Burrata. Non Bernie Sanders, non Balenciaga. Non un manifesto politico quindi, né tantomeno una dichiarazione di stile. Solo una reinterpretazione eccessiva di un concept già svuotato dei suoi contenuti.

La burrata. Niente di più lontano dal mondo della moda forse, dove l’alimento in questione risulta bandito da decaloghi e elenchi di cibi permessi. Eppure la mozzarella unisce. Più di Bernie Sanders, più di Demna.

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