Fotografia di Cameron McCool

guida all'autenticità in foto per aspiranti fotografi

Siete a una festa sfrenata, fate mille foto, ma quando le riguardate di quell'atmosfera libertina no c'è più traccia. Abbiamo chiesto come risolvere il problema a Cameron McCool, fotografo professionista famoso per i suoi scatti dopo il tramonto.

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03 gennaio 2019, 5:00am

Fotografia di Cameron McCool

Cameron McCool è bravissimo a cogliere quell’aria di libertà e spontaneità che si respira a una festa ben riuscita, ma è ancora più bravo a trasmetterla attraverso uno scatto. Fotografo autodidatta, McCool è in grado di dare pura autenticità a ogni immagine, dote piuttosto rara oggi. Spaziando da serate tranquille passate con un paio di amici all’edonismo più sfrenato che si prolunga ben oltre le luci dell’alba, le sue fotografie sono spesso una finestra spalancata su un contraddittorio paradiso californiano fatto di agonia ed estasi. Quando proviamo a immortalarla, l’energia di una notte sfugge spesso al nostro obiettivo; l’immagine è troppo pensata o i soggetti troppo sfocati, ma l'arte di questo giovane artista, invece, trova il modo perfetto per integrarsi nel cuore della notte.

Cresciuto in una cittadina vicino a Los Angeles, Cameron ha iniziato a fare foto ai concerti, per cui realizzava anche i volantini. Da allora, il suo archivio sconfinato si è arricchito di scatti a giovani talenti del mondo della musica a LA, modelli, attori, nonché di scatti editoriali per testate come Vogue, Numero, e Interview, e un servizio nel nostro The Superstar Issue.

ANGEL OLSEN TOUR PORTLAND

Come e quando ti sei avvicinato al mondo della fotografia?
Quando ero un ragazzino, nel tempo libero facevo i volantini per un locale di Pomona, il Glass House. Non mi pagavano, ma in cambio del mio lavoro potevo entrare gratis a tutti i concerti che volevo. Ho iniziato a portare con me la macchina fotografica compatta di mia madre per documentare quello che vedevo. È stato un buon modo per mantenermi, ma senza mantenermi. La musica è sempre rimasto il focus principale. Fotografare gli artisti in studio, on the road e sul palco è diventata la mia scuola. Dopodiché la moda si è incastrata alla perfezione in tutto questo, scardinando gli schemi in modo meraviglioso.

Ti ricordi la prima volta in cui il lavoro di un fotografo ti ha davvero influenzato?
Ho trovato For Now, il libro di William Eggleston, nella sala d'ingresso di un hotel. Mi sono totalmente perso in quelle immagini. Il suo controllo di colori e composizione mi ha rapito. Quando ho alzato lo sguardo, la luce fuori era del tutto cambiata. D’istinto avrei voluto rubarlo, ma il ragazzo all’ingresso mi teneva d’occhio e forse un po’ se l’aspettava.

Come riesci a creare immagini fresche e nuove in un'industria ormai satura?
Uscire dalla propria caverna ogni tanto aiuta. Ascolto i miei dischi preferiti, guardo i film che amo. Indosso un profumo al vetiver.

MARLON GOLDSTAR NYC

Per quanto riguarda l'originalità, come riesci a non perderla quando sembra ormai che tutto sia già stato scattato?
Chiudo gli occhi e inizio a sognare. Vado in un posto e faccio una scenata. Non mi riesce difficile, perché sono spesso di cattivo umore.

Quanta competitività c'è tra giovani fotografi?
Non sento la competizione con gli altri giovani artisti. Ma mi ha molto infastidito scoprire che Danny Lyon ha pubblicato The Bikeriders a 25 anni.

Pellicola o digitale? Per farcela è necessario investire quantità ingenti di denaro in attrezzature?
Pellicola. Uso ancora la prima SLR che ho comprato. Rompo molto spesso le compatte che uso, ma costano davvero poco. Scannerizzo da solo le foto e così risparmio tantissimo.

Qual è la sfida più grande da affrontare in quanto fotografo?
Le bollette e gli ufficiali alla dogana.

HENRY LEVY PARIS

Che cosa rende un’immagine potente e ricca di emozione?
L’intimità, la paura e gli occhi lucidi. I momenti in cui cade la maschera.

Quale consiglio vorresti dare a chi ha intenzione di intraprendere la carriera di fotografo a tempo pieno?
Assicurati di volerlo fare a prescindere dall’approvazione del pubblico o dai guadagni. Una volta stabilito questo, puoi creare liberamente quello che vuoi. Se fare foto ti dà soddisfazione, allora fai tutto il possibile per farlo sempre. Lasciati ispirare e vai alla ricerca di te stesso. E trovati un chiropratico di fiducia.

Quanto pensi alla fruibilità dell'immagine sui social media, e su Instagram in particolare, nel momento in cui scatti?
Non ci penso assolutamente. Io non faccio meme.

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Come risollevarsi quando, dopo mille lavori commerciali, si perde il senso della creatività e la gioia di fotografare per il puro piacere di farlo? Questa la risposta di Claudia Difra:

Crediti


Fotografia di Cameron McCool

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.