la fotografia cruda, nsfw e autentica di luo yang

Se ancora non conoscete questa fotografa cinese, beh, non avete idea di cosa vi state perdendo.

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gen 11 2019, 12:15pm

In un'intervista per il New Stateman del 2012, l'artista Ai Weiwei ha definito Luo Yang "una delle stelle in ascesa nel firmamento della fotografia cinese." Negli anni successivi i suoi lavori sono stati esposti in Cina e Europa, si è guadagnata il plauso di alcune delle menti creative più stimate al mondo e, nel 2018, è finita anche nella lista delle 100 donne più influenti secondo la BBC.

L'ultima mostra di Luo, che è anche la sua prima retrospettiva in assoluto, comprende il lavoro di un intero decennio. Principalmente incentrato sul ruolo delle donne nella società cinese, GIRLS—questo il nome dell'esposizione—oscilla tra espressioni di identità femminile molto diverse tra loro, esplorando temi come genere, sessualità e sentimenti. Il risultato è un racconto per immagini delle complessità e contraddizioni intrinseche al patriarcato, offrendo una prospettiva unica sulle specificità della Cina. "Ogni immagine è importante. Ognuna rappresenta un momento, un'età, un posto e una persona diversa," spiega Luo. "Unite diventano un quadro della donna cinese oggi."

Lavorando e vivendo tra Pechino e Shangai, Luo è stata testimone diretta degli enormi cambiamenti che hanno interessato la Cina dal 2008 a oggi, quando ha iniziato a fotografare giovani donne in giro per il paese. Scegliendo volutamente soggetti eterogenei, Luo riesce a raccontare l'evoluzione stessa dei suoi personaggi, che diventano quindi espressione dell'evoluzione sociale cinese nella sua interezza. "Sono cambiate moltissime cose nell'ultimo decennio. Prima, norme sociali e ambiente rendevano più complesso per una donna vivere in modo non canonico. Oggi invece siamo sempre più indipendenti, e possiamo scegliere il nostro percorso liberamente, o quasi."

GIRLS ha di recente fatto tappa a Bangkok, dove abbiamo incontrato Luo per parlare del suo progetto, del modo in cui si è avvicinata alla fotografia e di tutto quello che ha imparato immortalando per 10 anni la femminilità moderna in Cina.

luo yang photographs a girl sat on a bridge

Ci racconti come è nato GIRLS? Da dove arriva l'idea?
Tutto è nato dall'idea di documentare la mia confusione, quella sensazione di essere totalmente persi che tutti proviamo durante l'adolescenza. Ma questo l'ho capito dopo, quando mi sono accorta che anche gli altri avevano storie ed emozioni simili alle mie, così ho deciso di iniziare a documentare anche le loro vite, non solo la mia. Tutto è successo con molta naturalezza, e vedo GIRLS come una rappresentazione spontanea del mio percorso di crescita e di quello delle persone intorno a me.

Oggi in Cina l'idea di "femminilità" è ancora la stessa di dieci anni fa?
No, ci sono differenze enormi. Dagli anni '80 circa, in Cina le donne si stanno guadagnando sempre più indipendenza e libertà. Oggi invece siamo sempre più prive di vincoli, e possiamo scegliere il nostro percorso liberamente, o quasi

E tu cosa pensi della femminilità?
Credo sia un qualcosa di morbido e fragile, sensibile e dolce, ma le sue radici affondano nella tenacia e nella resistenza di fronte alle avversità.

luo yang photographs a mother and child

Come vedi invece la diffusione di operazioni chirurgiche e trattamenti di bellezza a cui le donne scelgono di sottoporsi?
Internet ha letteralmente stravolto la Cina. Quando ho iniziato la mia serie, la gente si vestiva in modo semplice e mai troppo appariscente. Oggi tutto ruota attorno alla moda internazionale. Gli aspetti visivi sono sempre più importanti, i look si fanno esagerati, e lo stesso vale per il nostro aspetto fisico, che modifichiamo attraverso chirurgia e trucco.

Quali sono le caratteristiche femminili che cerchi di immortalare nelle tue foto?
La delicatezza e la tenacia, ma anche l'autenticità delle donne che scelgono di farsi fotografare da me.

Queste donne sono tue amiche o sconosciute?
Ho fotografato più sconosciuti che amici e famigliari. Fotografandoli, però, entriamo in connessione. Parliamo, ci avviciniamo, e spesso finiamo poi per diventare amici.

luo yang photographs a topless girl with a snake

Quali sono i fotografi che più ammiri? E quelli a cui ti ispiri?
A dire il vero, se sono in cerca d'ispirazione preferisco il cinema e altre forme d'arte alla fotografia. Mi piacciono molte artiste, non saprei sceglierne una di preciso. Però la persona che ha avuto l'influenza più consistente sul mio lavoro è mia madre.

In che modo i social media hanno cambiato il tuo approccio alla fotografia?
All'inizio li usavo soprattutto per scovare nuovi artisti, era un modo per ampliare le mie prospettive. Poi ho cominciato a condividere online anche i miei lavori, e dopo aver ricevuto parole d'incoraggiamento e commenti positivi da molte persone ho capito che sarebbe diventato un ottimo strumento per promuovere il mio lavoro. E per trovare nuove modelle, ovvio.

Hai studiato fotografia all'università?
Non nello specifico. Ho studiato graphic design in realtà. Ma passare gli anni universitari in un ambiente creativo mi ha influenzato molto, spingendomi a interessarmi anche ad altre forme d'arte.

luo yang photographs a topless girl lying on a bed

Pellicola o digitale? Servono un sacco di soldi per avere gli strumenti giusti?
Pellicola, che non è poi così economica come scelta, ma non sono una collezionista di macchine fotografiche, fortunatamente. Uso solo 135mm, che sono un buon compromesso.

Qual è la sfida più grande che hai dovuto affrontare in quanto fotografa?
Uscire dagli schemi. Allontanarmi dalle regole di genere, geografia e società.

Presentata da Moonduckling e prodotta da Annette Fausboll, Jean Alexandre Luciani e Julien Favre, la retrospettiva decennale della fotografa Luo Yang "GIRLS" è stata co-curata da Chomwan Weeraworawit e RDX Offsite. Tutte le altre informazioni le trovi qui: moonduckling.com/luo-yang.

luo yang photographs a girl naked lying amongst flowers
luo yang photographs a woman smoking in a market
luo yang photographs a woman with her hands in the air

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK