Nicki Minaj nel video di "Senile",via YouTube

ma perché tutti, da justin bieber a beyoncé, cantano in spagnolo?

E possiamo considerarlo un atto di appropriazione culturale?

di André-Naquian Wheeler
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04 gennaio 2018, 2:47pm

Nicki Minaj nel video di "Senile",via YouTube

Questo articolo è stato scritto dai nostri colleghi di i-D US e analizza nello specifico l'industria musicale americana. Per questa ragione, in fase di traduzione ed editing sono state fatte piccole modifiche per rendere il contenuto fruibile anche dal pubblico italiano.

La scorsa estate era praticamente impossibile accendere la radio senza doversi sorbire Despacito nella versione di Justin Bieber. O andare in un chiosco e non sentire Enrique Iglesias e la sua Subeme La Radio. Che in classifica stazionino di frequente canzoni spagnole non è comunque una novità, né in Italia, né negli Stati Uniti. Negli anni '90 c'erano Selena e Ricky Martin a spopolare, seguiti poi da Jennifer Lopez e Shakira all'inizio del nuovo millennio. Ma non esageriamo affermando che nel 2017 la musica spagnola ha invaso l'industria musicale con una forza senza precedenti: oggi è impossibile separare il pop mainstream dal Latin Pop. Le tracce rap come Unforgettable di Swae Lee e Bodak Yellow di Cardi B sono state remixate in "spanglish" e sono diventate ospiti fisse di classifiche e radio internazionali. Intanto, pop star come Nicki Minaj e Beyoncé hanno sfornato pezzi reggaeton. Queste collaborazioni sono le impollinazioni incrociate della cultura contemporanea e si stanno facendo sempre più frequenti e conosciute.

L'ironia di questa tendenza è palese: da un lato c'è Donald Trump che negli Stati Uniti vuole costruire un muro lungo il confine con il Messico, dall'altra c'è una popolazione intera che canta in spagnolo. Despacito è rimasta per ben 16 settimane al numero uno della classifica di vendite statunitensi, mentre in Italia è una delle tre canzoni ad aver ottenuto il disco di diamante dal 2010 ad oggi: è innegabile che la visibilità della cultura latina stia aumentando a ritmi forsennati. Ma questo (anche) perché fa intrinsecamente parte della cultura americana, come dimostra anche il successo di Ugly Betty e Jane The Virgin, adattamenti in salsa mainstream di due telenovela in spagnolo. Non deve quindi stupire che oggi non siano solo i prodotti televisivi a venire adattati per un pubblico non ispanofono, ma anche i cosiddetti tormentoni.

Le pop star americane stanno affinando le loro skill spagnole da un bel po' di tempo, comunque. Qualche esempio? Te Amo di Rihanna, Alejandro e Americano di Lady Gaga, Change Your Mind (No Seas Cortes di Britney Spears. E, come sempre, a fare il passo decisivo è stata Beyoncé, che nel 2006 ha pubblicato Irremplazable, un intero EP in spagnolo a cui hanno collaborato alcune delle pop star latine più famose, come Voltio e Alejandro Fernández. E chi non ricorda il featuring di Queen Bey e Shakira del 2007, Beautiful Liar? Si tratta di un pezzo ibrido a cavallo tra R&B e Latin Pop con chitarre spagnole, uno stile à la flamenco e un testo molto Destiny's Child che parla di tradimento; anche il video era un mix non solo di stili, ma di identità diverse in cui diventava difficile capire chi fosse chi.

Ovviamente, alcuni hanno visto questi momenti come episodi di appropriazione culturale con infiniti pezzi d'opinione sul remix di Despacito di Justin Bieber e affini. Ed è innegabile che, troppo spesso, specifiche culturali di determinate popolazioni diventino di moda solo dopo essere state rimaneggiate da una pop star bianca e occidentale. La popolarità del vogueing—stile nato nelle ballroom frequentate da uomini queer di colore—si è fatta planetaria solo dopo l'uscita dell'iconico video Vogue di Madonna nel 1990. All'inizio degli anni '00, pop star come Justin Timberlake, Britney Spears e Christina Aguilera si sono servite di produttori di hip-hop e R&B per dare un taglio diverso alla loro immagine (stessa cosa fatta poi da Miley Cyrus nel 2013).

Petra Rivera-Rideau, docente di cultural studies presso il Wesley College, spiega così le politiche etniche che si nascondono dietro il remix di Despacito: "una delle cose più frustranti in assoluto è l'enfasi posta su Bieber. Gli artisti latini che raggiungono la fama negli Stati Uniti sono automaticamente etichettati come 'nuove scoperte'. È come negli anni '90, quando ci fu il cosiddetto 'Boom Latino' con l'ascesa di Ricky Martin, Shakira ed Enrique Iglesias in America, ma che erano già famosissimi negli ambienti del Latin Pop.

Gli artisti ispanofoni o con radici latine che hanno raggiunto la fama negli ultimi anni, fortunatamente, non vengono più bollati come esotici. Sono semplicemente le nuove promesse del panorama internazionale tra cui spiccano ad esempio Cardi B, di origini dominicane, e Camila Cabello, per metà cubana e per metà americana. Il suo primo singolo Havana ricordava molto da vicino le atmosfere di Cuba e ha un ritmo quasi cha-cha, cantandolo in versione 'spanglish' durante i Latin American Music Awards. Cardi B intanto continua a infarcire le sue rime rap di riferimenti culturali al mondo latino, che arrivano al pubblico come un modo genuino di esprimere la propria identità a livello artistico.

Avere un pubblico prevalentemente bianco può riservare sorprese per gli artisti latini, di colore o più in generale non caucasici. Il fatto che la maggior parte delle persone che ascoltano hip-hop siano bianche ne è un esempio. Artisti come Kendrick Lamar, Frank Ocean e Jay-Z hanno sfruttato a loro favore questo meccanismo per affrontare temi sensibili come povertà, mascolinità nera e discriminazione razziale. Forse, questa nuova generazione di pop star latine farà lo stesso.

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