Fotografia di Mitchell Sams

per gucci, la moda è teatro e il teatro è moda

Con un tributo a Dolly Parton, borse di Topolino e una performance di Jane Birkin, Alessandro Michele ci ha regalato una serata che non dimenticheremo facilmente.

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25 settembre 2018, 3:00pm

Fotografia di Mitchell Sams

Prendendo il controllo dell'iconica istituzione parigina che è il Théâtre Le Palace, Alessandro Michele ci ha invitato a entrare più a fondo nel suo pluriverso Gucci con una folle performance. Sfidando l'atteggiamento richiesto a una maison di moda quando sfila a Parigi, Gucci si è trasformato in palcoscenico e spettacolo insieme, reimmaginando decenni di vita notturna e ricordi cinematografici in un pastiche tanto unico quanto indimenticabile.

Sotto la direzione di Alessandro Michele, il giardino Gucci è diventato un luogo popolato da vivaci scontri di colore e sostenuto da un mosaico di riferimenti appartenenti a secoli diversi. Dai dinosauri agli alieni, dai cartoni animati agli effetti speciali, dai piccoli draghi ai negozi di fish&chips, ogni cosa è la benvenuta, in una fusione dell'antico e cupo con il pop e trash. Stagione dopo stagione, l'ampia enciclopedia di riferimenti di Alessandro ci porta sempre più a fondo nel suo mondo attentamente coltivato.

Non appena arrivato Parigi, l'immaginazione del jet set di moda è stata immediatamente attirata da Gucci: tra tutte le buste contenenti gli inviti alle diverse sfilate, una si è distinta per originalità. Si trattava di un sacchettino brandizzato contenente bulbi di diversi fiori. Il messaggio era chiaro: il giardino Gucci cresce ovunque Michele decida di piantarlo. La location dello show primavera/estate 19 rappresentava infatti l'ultima tappa di un omaggio in tre parti alla Francia, iniziato lo scorso gennaio con la campagna Pre-Fall 2018 Gucci Dans Les Rues, che ricordava le proteste studentesche del maggio 1968 a Parigi, e continuato poi sulla Promenade Des Alyscamps di Arles per la sfilata Gucci Cruise 2019.

L'ambientazione della passerella per l'ultimo spettacolo di Gucci, il Théâtre Le Palace, è stato il filo conduttore che ha collegato quasi un secolo di cultura e vita notturna parigina. "L'identità del club si sposta costantemente per riflettere gli stati d'animo e gli stili contemporanei, ma è sempre in sintonia con il bisogno primordiale della città di vedere e farsi vedere," si leggeva nella nota introduttiva alla sfilata. Guardando oltre le solite location che i brand di lusso tendono ad usare a Parigi per presentare le loro collezione, la scelta di un teatro ha esaltato con maestria la visione del mondo Gucci, grazie al suo essere "un club subliminale al centro della scena musicale tra la fine degli anni '70 e '80 che continua ad ispirare le giovani generazioni di oggi."

Conosciuto dai più come risposta parigina allo Studio 54, Le Palace non è solo uno spazio in cui socializzare, ma una fuga lussuosa ed edonistica intrisa di musica da club e luci abbaglianti. Nelle sue mille vite ci sono stati progetti scandalosi negli anni '20 e '30, ma anche programmi di musica sperimentale, arte, teatro e danza a partire dagli anni '70 in poi. Ecco, Alessandro Michele ha gettato nel suo magico calderone tutto questo glitter, lamé, cristalli, piume di struzzo, borse con la testa di Topolino, un pappagallo vivo sulla spalla di una modella. Chi più ne ha, più ne metta.

Prima dell'inizio dello spettacolo, Gucci ha proiettato A Charlie Parker, un cortometraggio di Leo de Berardinis e Perla Peragallo del 1970. La nota introduttiva della sfilata è stata dedicata proprio al duo del cinema sperimentale italiano, raccontando nel dettaglio la storia di chi si è battuto contro il teatro istituzionale per creare piéce nuove e sperimentali. Allo stesso modo, senza un backstage tradizionale e una passerella, le modelle hanno attraversato lo spazio come attori che si avviano a occupare il loro meritato spazio sul palco. Poi, a metà dello spettacolo, Jane Birkin si è alzata e ha iniziato a cantare Baby Alone In Babylon.

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Guarda Gucci negli anni '90:

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Fotografia di Mitchell Sams

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.