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sette t-shirt femministe e quello che davvero vogliono dire

Cosa c'è dietro i loro slogan?

di Sophie Wilkinson
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19 ottobre 2017, 2:53pm

Fotografia di Liza Cowan (1975)

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

Negli ultimi anni il femminismo è diventato di moda.E inevitabilmente, ciò che va di moda diventa costoso. In questo senso, il caso più eclatante è la t-shirt We Should All Be Feminists della collezione Dior primavera/estate 17. Prezzo di vendita al dettaglio: 710 dollari. Il progetto sostenuto anche da Chimamanda Ngozi Adichie, la scrittrice nigeriana autrice della frase—nata come titolo del suo TED Talk, è poi stata ripresa da Beyoncé nel testo di Flawless—e i ricavi delle vendite sono stati in parte devoluti all'associazione benefica fondata da Rihanna, la Clara Lionel Foundation.

La coscienza politica delle Generazione Z ha sicuramente influenzato l'alta moda, garantendo editoriali e retweet in egual misura. In un articolo per il The Guardian, Adichie ha difeso la collaborazione con Dior: "Il femminismo non è così sexy. Posso dire con relativa sicurezza che in Nigeria venderei molti più libri se dicessi di non essere più femminista. Avrei un seguito più cospicuo e guadagnerei di più. Quindi, quando la gente dice 'oh, il femminismo è solo una strategia di marketing,' lo trovo quasi comico."

Ma ora che questo virtuoso uso di slogan impegnati si è diffuso anche tra chi fa shopping solo in boutique esclusive e monomarca di lusso, possiamo dire lo stesso delle t-shirt che tappezzano i negozi di fast fashion? Qual è lo scopo di un vero slogan femminista se poi i proventi non migliorano in nessun modo le condizioni di vita delle donne? Beh, si potrebbe dire che sia un modo per generare awareness, per diffondere il messaggio. Quindi, al posto che chiedere chiarimenti direttamente ai brand, oggi vi spieghiamo noi cosa significano gli slogan delle t-shirt femministe più mainstream.

FEMME WHATEVER

'Femme' indica in lingua inglese una donna lesbica molto femminile; sostanzialmente, si tratta dell'opposto di 'butch' [donna lesbica spiccatamente mascolina]. Spesso si pensa che queste ultime debbano affrontare un maggior numero di episodi omofobici, ma non è così: anche le femme vivono tali esperienze. A questo si aggiunge poi l'ovvia associazione femminilità=eterosessualità con la quale devono fare i conti quotidianamente. Solo nello scorso anno, una persona su cinque nella comunità LGBTQ+ è stata vittima di crimini d'odio. Qui potete trovare ulteriori informazioni sulla condizione delle femme nella società contemporanea.

NOT YOUR HONEY

Le lavoratrici della Honey Birdette, un'azienda di lingerie basata in Australia, hanno bruciato i loro reggiseni per protestare contro le "condizioni di lavoro e politiche sessiste" che affermano essere state portate avanti dalla compagnia. Not Your Honey [non il tuo tesoro, ndt] è il nome della campagna che hanno organizzato per tutelare il loro diritto di essere ascoltate quando denunciano casi di molestie sessuali da parte dei clienti. Qui un modo per migliorare le condizioni lavorative delle donne.

THE FUTURE IS FEMALE

È una frase stupenda, su questo siamo tutti d'accordo. Diventata celebre dopo essere stata vista sulla t-shirt della musicista Alix Dobkin nel 1975, lo slogan è tornato prepotentemente di moda dopo che la fotografia dell'artista scattata da Liza Cowan è stata condivisa su Herstory, un profilo Instagram sulla storia lesbica. La collaborazione tra lo studio di graphic design Otherwild, Herstory, Cowan e Dobkin ha fatto sì che le royalties arrivassero agli ideatori, così che possano continuare la promozione di una parte di storia spesso dimenticata. La t-shirt può essere acquistata qui.

CHOOSE PEACE

La t-shirt di Monki, secondo quanto riportato sul sito del marchio, "vuole dire la verità—il mondo sarebbe un posto di gran lunga migliore se tutti scegliessimo la pace, l'amore e la speranza. Lo sapete, parliamo del tipo di mondo che vogliamo per tutti i nostri clienti." Ed è prodotta con cotone organico al 100 percento. Ma le t-shirt Choose... originali sono state create negli anni '80 dalla famosa stilista Katharine Hamnett. Qui trovate una Choose Love t-shirt per 19 sterline, e parte del ricavato è destinato all'organizzazione umanitaria Help Refugees. Ah, sul sito potete anche tracciare il percorso della vostra nuova maglietta preferita, scoprendo dove e da chi è stata cucita.

THE FEMALE BOSS

The Female Boss non era solo il nome di un album di Tulisa Contostavlos (che l'ha anche tatuato sul suo braccio), ma anche quello della sua azienda The Female Boss Ltd. Purtroppo, dopo alcune difficoltà finanziarie sorte in seguito a ingenti spese legali, l'azienda ha infatti chiuso da qualche tempo. Quali spese legali? Prima, Tulisa ha denunciato l'ex fidanzato per aver diffuso senza il suo consenso un video in cui i due facevano sesso. Poi, c'è stata la batosta del finto sceicco, risultato in seguito colpevole di aver intralciato il corso della giustizia tentando di dipingere Tulisa in modo decisamente diverso da quella che è in realtà. Qui potete sostenere il Revenge Porn Helpline, invece qui potete dare il vostro contributo a rendere un po' meno sessista l'ambiente del giornalismo.

GIRLS TO THE FRONT

Sì, il font è proprio quello di Stranger Things, ma ancor più importante è che lo slogan è stato creato da Kathleen Hanna, cantante della band Bikini Kill. Ai concerti punk solitamente ci sono quasi solo uomini nelle prime file, ma Kathleen voleva che anche le donne potessero andare to the front, lasciarsi andare e godersi lo spettacolo per cui avevano pagato senza dover essere prese in giro o molestate. "Tutte le ragazze in prima fila! Ragazzi, siate decenti per una volta nella vita e andate indietro," diceva spesso Kathleen ai concerti, continuando poi "più ragazze ci sono qui davanti e meglio è! E se qualcuno vi infastidisce per questo, allora salite qui sul palco e sedetevi accanto a me. Non siete voi a dover gestire quei coglioni, sono loro a dover smettere di comportarsi da coglioni." Un paio di generazioni dopo, Girls Against combatte per il diritto delle donne di potersi godere un concerto senza subire molestie. Qui trovate maggiori informazioni a riguardo.

DON'T UNDERESTIMATE THE POWER OF A WOMAN

Sappiamo tutti che le donne possono arrivare al potere, ma è indubbio che il patriarcato cercherà sempre di mettere loro i bastoni tra le ruote. Se anche voi volete che le donne abbiano più peso politico, potete iniziare informandovi qui.