Off-White™ ️lancia 9 nuove face mask e noi di i-D le abbiamo reinterpretate con altrettanti creativi

Scopri come il fotografo Cary Fagan, il visual artist Karol Sudolski, l’illustratrice Ruohan Wang, la videoartista Olivia Ross, il duo di image-maker Chicco e Tigre e l'artista Felice Grodin hanno reinterpretato le face mask.

di Creato in collaborazione con Off-White
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16 luglio 2020, 1:00pm

Artwork Karol Sudolski 

Usciamo di casa e facciamo--o almeno dovremmo--un check mentale dello stretto necessario: “Telefono? C’è. Chiavi? Ci sono. Portafoglio? C’è.” Ma da qualche settimana a questa parte si è aggiunto un nuovo oggetto alla lista: “Mascherina?” E se ce ne accorgiamo quando siamo giù usciti dal portone, corriamo subito in casa a prenderla. Perché la mascherina non è solo obbligatoria, ma è anche un device che ci protegge e tutela in ogni situazione pubblica.

Il lockdown ha sconvolto le nostre vite da ogni punto di vista, incluso il nostro modo di vestirci. L’introduzione di un nuovo accessorio quotidiano, infatti, non è cosa da poco: l’uso della mascherina ha dettato la repentina nascita di un codice estetico del tutto nuovo. Ma un cambio di prospettiva può diventare un nuovo modo per esprimere il nostro stile personale e la attitude. Del resto, se siamo felici, lo si vede dagli occhi—frase che abbiamo scoperto essere vera proprio da quando indossiamo una mascherina, riuscendo comunque a comunicare agli altri il nostro smile inside.

Quello che vi presentiamo oggi è il secondo drop di una nuova serie di face mask di Off-White™ in uscita proprio in queste settimane. Nello spirito della libera circolazione di idee all’interno di una comunità creativa globale, Off-White™️ ha deciso di lanciare questo progetto attraverso una collaborazione interattiva con i-D. Insieme abbiamo arruolato 9 talenti creativi da tutto il mondo, e ognuno ha reinterpretato una face mask della nuova serie attraverso il proprio linguaggio e visione.
Dopo Wooya (@wooya_91) da Seoul, il duo milanese formato da Jon Bronxl e Andrea Colacicco (@lifeisuptempo e @blackelephant_ac) e Andy Picci (@andypicci) da Parigi, per questo secondo drop altri sei artisti hanno reinterpretato a modo loro le face mask di Off-White™, utilizzando le loro skill per personalizzare l’oggetto indispensabile per eccellenza di questo 2020. Si tratta di Cary Fagan (@cary.fagan) dagli Stati Uniti, Karol Sudolski (@youaremyanchorpoint) dalla Polonia, Ruohan Wang (@ruo_han_wang) dalla Cina, Olivia McKayla Ross (@cyberdoula) dal Queens, NYC, Chicco (@chicco.jiang) e Tigre (@tigrezhang) dalla Cina e Felice Grodin (@felicegrodin) da Miami.

Olivia McKayla Ross (@cyberdoula) è una videoartista, programmatrice e poetessa di New York, originaria per metà delle Barbados e metà di Grenada. Si definisce una “cyber doula”, ed è una nativa digitale classe 2001 che mette criticamente in discussione il rapporto dell’uomo con la tecnologia, squarciando il velo di Maia dell’era digitale. Programma da quando ne ha memoria, e fin dal liceo organizza hackathons e workshop con il collettivo Black Girls Code (@blackgirlscode), coltivando in parallelo una spiccata attitudine artistica, tra filmmaking, musica e fotografia. La sua pratica creativa digitale non poteva che avere un’essenza ibrida, proprio come l’artwork per Off-White™: un’ode alla mitologia della sacerdotessa cybernetica che vaga nei meandri della rete per portare la pace e infrangere l’oppressione dell’algoritmo, protetta dalla facemask quando si muove mondo reale, come fosse un’armatura. La ripetitività del tema musicale riflette la routine soffocante del lockdown, alternandosi all’ampio respiro dell’arpa, dolce e delicata: in un momento in cui tutto sembra difficile, possiamo trovare il nostro smile inside nella tenerezza e nell’altruismo. Questo è quello in cui crede Olivia.

Chicco (@chicco.jiang) è una image-maker nata e cresciuta in una città di mare nella provincia di Guangdong, in Cina. Tigre (@tigrezhang) è un fotografo di origini cinesi con un passato da pittore e scultore. Nel 2013 sentono il bisogno di cambiare aria e si trasferiscono in Italia, ancora ignari che a Siena si sarebbero conosciuti e che, insieme, avrebbero frequentato l’Accademia di Belle Arti di Napoli, per poi condividere il resto della loro vita. Insieme si avvicinano al mondo del videomaking e scoprono la loro più grande passione: la camera oscura. Irrequieti, due anni dopo decidono di iniziare una vita completamente nuova in un’altra città: Milano. Per loro indossare una facemask non è una novità, ci spiegano, per via dell’inquinamento, e per questo ne hanno colto il valore fin dall’inizio anche in questo nuovo contesto: sicurezza, protezione e rispetto[SP1] [BP2] . Ed è questa semplicità la base del loro artwork per Off-White™, come ci hanno raccontato: indossare le facemask, guardarsi allo specchio e sentirsi talmente a proprio agio da partire con la mente per un viaggio nel tempo, tra esperienze passate, piani futuri e ricordi felici. E tutto grazie a un pezzo di stoffa sul viso.

Felice Grodin (@felicegrodin) è un artista digitale con un background da architetta ed è basata a Miami. Il suo lavoro è proprio l’esito della fusione di anni di studi teorici e delle città in cui ha vissuto: i terremoti di San Francisco, gli uragani di Miami, le esondazioni di New Orleans, l’acqua alta di Venezia e il trauma di New York dell'11 settembre hanno lasciato dei segni indelebili su di lei. Così è arrivata a riflettere sul concetto di vulnerabilità, entropia e resilienza, ma anche sulle contraddizioni profonde del mondo in cui viviamo, contemporaneamente globale e territoriale. Ponendosi tra analogico e digitale, il suo medium prediletto è lo spazio. Tutto questo si riversa nel suo rework della facemask di Off-White™: ora nello spazio ci possiamo muovere solo indossando una mascherina, che è un dispositivo salvavita per noi stessi e chi condivide con noi questo spazio. “Come una volta i jeans erano solo jeans, un capo semplicemente funzionale, così sta succedendo con le facemask: possono dire molto della nostra identità, trasmettere i nostri umori, influenzare le nostre relazioni e trasformare gli occhi in finestre ancora più grandi della nostra anima,” spiega Felice. Il suo progetto per Off-White™ prende le mosse proprio da questa idea, già presente nella sua installazione in realtà aumentata Felice Grodin: Invasive Species (2017-20). Il video si fa espressione dell'epoca in cui viviamo, priva di nozioni fisse, limiti e confini, e intrisa di mutevolezza, possibilità e cambiamento: Alberto Azevedo è il protagonista, che si muove in un flusso continuo di dati in una lingua geroglifica ancora sconosciuta, sospeso tra passato e futuro; proprio come ci sentiamo noi quando indossiamo una facemask.

Cary Fagan (@cary.fagan), nato in Arizona ma basato a Huston, è un artista multidisciplinare e fotografo che negli ultimi anni ha collaborato con nomi del calibro di Solange e A$AP Rocky. Da quando suo padre gli ha dato in mano la prima macchina fotografica, non ha più smesso di immortalare la sua vita e le sue esperienze attraverso scatti a cui è difficile dare una collocazione temporale precisa. Si definisce “un uomo semplice con dei sogni che è disposto a inseguire e vivere.” In altre parole, sempre rubate a Fagan stesso, un’espressione in cui si rivede è “Visual Connoisseur.” Per Off-White™ non ha creato un classico artwork, ma una performance audiovisiva, la cui ispirazione arriva dalle pregresse esperienze con l’arte scultorea e il design del prodotto—due tasselli centrali nella sua formazione. L’obiettivo è quello di riflettere sul precario equilibrio su cui si regge la nostra società, che un virus, cioè una particella invisibile a occhio nudo, ha messo in serio pericolo. Applicare questa visione a una face mask è stata una sfida creativa per Cary, che ha preso dimestichezza con il device durante una residenza in Giappone, e di cui si è ben presto innamorato: “Quando indossi una face mask puoi comunicare solo tramite lo sguardo e il linguaggio del corpo, e per me è qualcosa che permette di esplorare nuove modalità di interazione con gli altri,” ci ha raccontato.

Definire in modo univoco Karol Sudolski (@youaremyanchorpoint) è piuttosto difficile, dato che fa tante cose diverse, e tutte benissimo. Il titolo che gli si addice di più è quello di visual artist, ma l’unico modo per capire chi è Karol è studiarne la produzione creativa. Nato in Polonia, è cresciuto tra le montagne del Nord Italia a pane, videogame e MTV, si stabilisce a Milano per diventare un artista 3D e AR; un po’ per caso dice lui. Grazie alle sue collaborazioni--come quelle con L I M, Mahmood--a dimostrato che l’unione di digital art e campi creativi più tradizionali, quali la moda e la musica, possa dare vita a opere esplosive. L’assenza di confini è il filo conduttore della sua pratica artistica, ed è stato il punto di partenza anche della sua rielaborazione della face mask di Off-White™. Durante la quarantena sognava di poter raggiungere un prato in bicicletta e stare lì sdraiato per ore, e adesso grazie a un pezzetto di tessuto che ci copre la bocca può finalmente farlo. Così, il suo artwork trasmette un mood positivo, profondamente rilassante e conciliante--da mandare in loop per riappacificarsi con il resto del mondo--, che ribalta la visione della face mask come fastidiosa, limitativa per la nostra identità o libertà: “Mi fa sentire protetto, emotivamente e dal virus, oltre al fatto che trovo buffe le persone per strada con la mascherina, ma anche misteriose e sexy,” ci ha spiegato.

Ruohan Wang (@ruo_han_wang) è un’illustratrice, pittrice e artista visiva nata e cresciuta in Cina in una famiglia di architetti. Il disegno è parte della sua vita da sempre, finché non ha deciso di farne la sua professione, scegliendo di coniugare l’arte e il design in una sola disciplina: l’illustrazione. Studiare e vivere a Berlino le ha permesso di sviluppare il suo stile inconfondibile, basato esclusivamente su uno schema RGB molto semplice e minimale. Non è facile descrivere il suo artwork per Off-White™, perché “il nostro subconscio e la nostra saggezza interiore ci spingono a fare delle scelte ancora prima che le elaboriamo a livello razionale; e solo dopo subentra il giudizio esterno,” ci ha confessato. Di fatto, la sua rielaborazione della face mask di Off-White™ vuole celebrare il valore simbolico, oltre che pratico, di questo device: ci permette di superare insieme le difficoltà, di proteggerci a vicenda, di affrontare l'incertezza o il cambiamento nella vita quotidiana. Ecco che nel suo artwork vediamo interagire il logo dell’artista con i simboli chiave di Off-White™, posizionati su una mascherina che viene poi inserita all’interno di un contesto quotidiano, in un’ottica comunitaria molto forte e allo stesso tempo normalizzante. Il motto “I look good” è un (auto)suggerimento a fare di necessità virtù, a trasmettere incoraggiamento reciproco solo attraverso gli occhi e la scritta sulla face mask.

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Artwork di Wooya (@wooya_91)

Wooya (@wooya_91) è un illustratore e fumettista coreano dal mood malinconico ed emotivo, e guardare i suoi lavori in questo periodo ci ha fatto sentire compresi, a nostro agio. Per lui la mascherina non è qualcosa di nuovo: la indossa da oltre sette anni per sentirsi coperto, al sicuro, anche se all’inizio non tutti capivano la sua scelta. Ma adesso la prospettiva è cambiata, e anzi ha acquisito una simbologia positiva, diventando anche un mezzo per esprimere la propria personalità, oltre che per proteggersi. Da queste premesse prende forma il mood della sua rielaborazione grafica della face mask di Off-White™️: “Il cielo di notte a Seoul non è mai completamente buio per via dell’inquinamento luminoso,” ci ha raccontato. “Anzi, ha delle sfumature colorate per via della moltitudine di neon; se passa una stella cadente, si crea una scia rosa, ed è un simbolo di ottimismo e speranza. Make a wish.”

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Artwork di Jon Bronxl (@jonbronxl) e Andrea Colacicco (@blackelephant_ac)

Jon Bronxl (@jonbronxl) e Andrea Colacicco (@blackelephant_ac) sono invece due creativi che vivono e lavorano a Milano. Jon è fotografo e art director, che passando dal design alla moda ha imparato tecniche diverse e affinato sempre di più il proprio stile personale. Andrea è un creativo e artista digitale dallo stile poliedrico, frutto dell’ibridazione di linguaggi sempre nuovi e differenti, tra grafica, animazione e videomapping; di lui vi avevamo già parlato in questo articolo. La loro reinterpretazione della face mask di Off-White™️ sembra dirci che siamo sempre e comunque interconnessi, come esseri umani e con la natura che ci circonda. Perché, anche se è tutto cambiato ed “è difficile decodificare le emozioni di chi incontriamo,” solo pensando in un’ottica comunitaria potremo assicurarci un futuro.

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Artwork di Andy Picci (@andypicci)

Andy Picci (@andypicci), nato in Svizzera ma oggi basato a Parigi, si è fatto conoscere negli anni per il suo lettering 3D surreale e onirico, insieme ai suoi filtri altrettanto out of this world. Durante la quarantena ha trasformato il suo feed Instagram in una sorta di diario collettivo, esprimendo attraverso le sue creazioni gli alti e bassi che tutti abbiamo sperimentato durante il lockdown. Questo ha implicato, ovviamente, un’elaborazione del concetto della mascherina in linea con il suo immaginario sospeso: “A livello emotivo il mio artwork rinvia al Filosofo Mascherato, l’intervista di Le Monde del 1980 in cui Foucault si presenta in incognito, senza identità. Così la maschera, in passato simbolo di dissimulazione e limitazione, si rivela oggi un'opportunità di liberazione, di esprimere pensieri intimi e scomodi senza paura del giudizio degli altri.”

Le face mask di Off-White™️ sono disponibili sul sito www.Off---White.com , su Farfetch.com e presso alcuni rivenditori selezionati. Intanto, segnatevi in agenda la data delle prossime release: 1 luglio e 16 luglio.

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Crediti

Creative Director: Gloria Maria Cappelletti
Executive Producer: Rosario Rex Di Salvo
Art Director: Gloria Bertuzzi
Junior Art Director: Maria Laura Buoninfante
Senior Project Manager: Valentina Curti
Project Coordinator: Benedetta Borioni
Editor: Amanda Margiaria
Testo: Benedetta Pini

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