Immagini su gentile concessione dell’ufficio stampa "Self Evident Truths: 10,000 Portraits of Queer America" di iO Tillett Wright © Prestel Verlag, Monaco, Londra, New York, 2020.

10.000 ritratti per rappresentare le sfumature queer dell'America di oggi

Realizzato dall’artista, autore e attivista iO Tillett Wright, il libro "Self Evident Truths: 10,000 Portraits of Queer America" raccoglie i volti che stanno decostruendo il modello ciset.

di Sofia Mattioli
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20 ottobre 2020, 11:13am

Immagini su gentile concessione dell’ufficio stampa "Self Evident Truths: 10,000 Portraits of Queer America" di iO Tillett Wright © Prestel Verlag, Monaco, Londra, New York, 2020.

Diecimila volti di chi, negli Stati Uniti, non si identifica con il modello binario etero e cisgender. Student* e scienziat*, carpentier* e allenator*, attor* ed educator*, artist* e professor*; volti sconosciuti e volti noti, tra cui Cara Delevigne e l’attrice e sceneggiatrice Lena Waithe. Sono questi alcuni dei migliaia di ritratti che vanno a comporre il libro fotografico Self Evident Truths: 10.000 Portraits of Queer America, edito da Prestel e ideato dall’artista, autore e attivista americano iO Tillett Wright.

Il progetto ha preso il via nel 2010, e oggi sembra passata un’era da quando i licenziamenti basati sulle discriminazioni di genere a danno di persone omosessuali o transgender erano legittimati dalla Corte Suprema (accadeva negli Stati Uniti fino al giugno di quest’anno) e i matrimoni tra persone dello stesso sesso in California erano da pochissimo diventati realtà.

Nel bel mezzo di un decennio segnato dalle battaglie sociali e dai diritti conquistati, le discriminazioni sono però ancora ben lontane dall’essere un affare del passato, soprattutto nella pancia dell’America, lontana dai modelli di inclusione delle grandi metropoli. “L’obiettivo del progetto è quello di creare una relazione di familiarità tra i volti rappresentati e chi li guarda,” ci spiega iO Tillett Wright. E sa bene di cosa parla, perché la sua è una delle voci più informate, preparate e autorevoli sul tema.

Creatore del podcast cult The Ballad of Billy Balls, co-host dello show di MTV Catfish e mente del TED Talk 50 Shades of Gay, iO è considerato un vero e proprio punto di riferimento per approfondire argomenti come genere e sessualità. Così abbiamo deciso di incontrarlo, per farci raccontare direttamente da lui del progetto Self Evident Truths: 10,000 Portraits of Queer America.

Intervista a iO Tillett Wright sul libro

Ciao iO! Il concept del progetto è forte e d’impatto, e proprio per questo immaginiamo che non sia stato facile realizzarlo. Come hai deciso di gestirlo? E com’è andata?
Per me era fondamentale che sia io che il team fossimo sempre pienamente rispettosi verso i contesti in cui ci trovavamo a scattare, e per questo eravamo sempre allerta. Ci è successo più volte di trovarci davanti a persone che avevano un bisogno viscerale di sfogarsi, urlandoci addosso tutto il loro sdegno.

Inoltre, chiunque si fosse esposto partecipando al progetto avrebbe potuto rischiare di essere licenziat* o di venire privat* della custodia dei propri figli. La posta in gioco era alta, e molte persone avevano paura di perdere tutto per il solo fatto di essere loro stess*. Per questo, la tutela dei soggetti è stata fin da subito la nostra priorità. Era molto importante, ancor più di avere belle immagini, che potessero partecipare agli shooting  in sicurezza, ma nella maggior parte dei casi non era semplice.

Intervista a iO Tillett Wright sul libro

Quando qualcosa cambierà? Quanto tempo ci vorrà per smantellare la discriminazione e l’omofobia?
Non credo che si possa quantificare in tempo, ma in consapevolezza. Le lunghe battaglie sociali degli ultimi anni ci stanno permettendo di fare dei passi avanti, e ora i queer issues sono noti ai più, anche grazie alla pop culture. Tutti sanno che discriminare è sbagliato, mentre dieci anni fa veniva visto come qualcosa di normale. Le cose si stanno muovendo molto velocemente, ma allo stesso tempo le dinamiche su cui si reggono gli equilibri di potere sono ben radicate e istituzionalizzate, e richiedono tanto tanto tempo per venire decostruite.

Quando ho iniziato il progetto era inammissibile essere gay negli Stati Uniti, ora la questione è diversa ma ancora complessa, perché essere gay e bianco è perlopiù accettato, essere gay e nero molto meno, e le discriminazioni continuano a esistere. Ora è arrivato il momento di estendere gli stessi diritti davvero a chiunque, alla comunità trans, alle persone black, a tutte le persone che ne ne sono escluse. Succederà.

Intervista a iO Tillett Wright sul libro

Qual è il ruolo del linguaggio in questa battaglia? È possibile iniziare da qui la rivoluzione?
Certo. Da giovane, ho sempre sostenuto che i pronomi fossero stupidi; alla fine, a chi importa il modo in cui vieni interpellato? Mi interessavano di più le persone e le cose che accadevano nel mondo. Poi, però, ho realizzato che i pronomi sono tutto, perché cambiano il modo in cui vediamo il mondo, le cose e le persone. Le parole che usiamo cambiano ciò che guardiamo.

Che potere hanno, invece, le immagini? 
Le immagini creano familiarità, e io volevo trasmettere quella sensazione. Lo scopo del progetto era instaurare una vicinanza tra l’occhio che guarda l’obiettivo e quello che guarda le immagini, stampate in mostra o tra le pagine del libro. Il risultato è stato pienamente raggiunto: a prescindere dal suo genere di appartenenza e dal suo posto nel mondo, chi fruiva le immagini non poteva, tra i 10.000 volti ritratti, non trovare somiglianze con qualcuno della propria famiglia o della sua stretta cerchia di amici, e questa è una vittoria. Solo cosi possiamo fare il primo passo. Riconoscerci reciprocamente per combattere la discriminazione.

Intervista a iO Tillett Wright sul libro

Hai dovuto affrontare delle discriminazioni nel tuo percorso?
Sì, tante. Nella mia scuola c’erano perlopiù figli della New York alternativa e intellettuale, che avrebbero avuto il potenziale per essere più inclusivi, ma in realtà mi tormentavano, cercando di capire quali organi genitali avessi. I bambini possono essere davvero cattivi a volte, ma alla base ci sono l’ignoranza e la mancanza di educazione.

Quando avevo 2 o 3 anni, ho capito di essere un ragazzo, ma ovunque andassi non rispecchiavo il modello eteronormativo. Così, a 14 ho provato a essere una femmina, ma è stato un disastro, e per gli anni successivi ho pensato di essere bisessuale o lesbica. Alla fine, a 28 anni ho avuto un crollo emotivo e una cosa mi è apparsa certa: sono un uomo. Così ho iniziato la transizione.

Intervista a iO Tillett Wright sul libro

A proposito di scuole, credi che l’educazione sessuale non venga insegnata nel modo adeguato? 
Uno dei problemi alla base del dibattito è la confusione tra sessualità e genere sessuale. La tendenza è quella di credere che le persone trans siano gay perché, in una coppia, magari entrambi i componenti hanno una vagina, ma non è cosi. La sessualità e il genere sono due aspetti completamente diversi di una persona; ovviamente ci sono delle intersezioni, ma chi tu sei nel tuo corpo non ha niente a che vedere con le persone con cui decidi di avere una relazione sentimentale e/o sessuale. Un aspetto è dentro il corpo, l’altro è fuori.

Ritieni che la Gen Z sia più aperta e inclusiva rispetto ai Millennial nell’affrontare temi legati all’identità di genere?
Sì, e non potrebbe essere altrimenti. Stanno crescendo con Euphoria e con star della musica non-binary che condividono le loro esperienze dirette su Instagram; non bisogna assolutamente sottovalutare il potere della pop culture e dei relativi idoli. Inoltre, la Gen Z ha la possibilità di ottenere più informazioni sulla transizione grazie a internet. Sono migliori di noi perché a loro sono stati dati tutti gli strumenti perché lo fossero.

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Intervista a iO Tillett Wright sul libro
10,000 Portraits of Queer America by iO Tillett Wright © Prestel Verlag, Munich · London · New York, 2020.
Intervista a iO Tillett Wright sul libro
10,000 Portraits of Queer America by iO Tillett Wright © Prestel Verlag, Munich · London · New York, 2020.
Intervista a iO Tillett Wright sul libro
Intervista a iO Tillett Wright sul libro

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Crediti

Tutte le immagini su gentile concessione dell’ufficio stampa Self Evident Truths: 10,000 Portraits of Queer America di iO Tillett Wright © Prestel Verlag, Monaco, Londra, New York, 2020.

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