Tea Hacic "Turbata per sempre", una giornata con la mamma delle Tr*ie Radicali

Se ti sei mai chiest* com'è la giornata-tipo di Tea Hacic, eccoti servit*.

di Tea Hacic-Vlahovic
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07 ottobre 2020, 12:18pm

Conosciamo Tea Hacic-Vlahovic già da molto tempo. Reginetta delle notti milanesi, fondatrice del magazine Stai Zitta (dove c’è l’unico oroscopo che davvero vale la pena leggere), voce e mente dietro al podcast Troie Radicali, stand-up comedian e scrittrice di successo, Tea è anche collaboratrice di lunga data di VICE Italia dall’animo incontenibile e l’umorismo (a dir poco) tagliente.

Perché se c’è qualcosa che Tea sa fare alla perfezione, è riuscire a tenerci incollati ai luridi schermi dei nostri cellulari, alle pagine fresche di stampa del suo nuovo libro, alle cuffiette ingarbugliate del PC per urlare insieme a lei ascoltando il suo podcast o il suo ultimo video-rant su Instagram, sapendo che ogni sua battuta nasconde più verità di un saggio accademico.

In un mondo che sembra dominato dal politicamente corretto e dove il solo pensiero di scherzare su qualcosa (qualunque cosa) fa aizzare i più, Tea fa propria la pratica dell’autoironia, e attraverso questa ci fa ridere, e sopratutto di noi stessi. I cetriolini sottaceto diventano il simbolo dei pasti da fuorisede, i racconti delle avventure sessuali ci ricordano i momenti più imbarazzanti della nostra vita e nelle pagine più intense del suo romanzo c’è anche un pezzetto di noi.

Insomma, l’oversharing per Tea è l’unica forma di comunicazione sincera e autentica. E cosa potrebbe rappresentarla al meglio, se non un resoconto dettagliato di una sua giornata qualsiasi? Tra l’alito di Winkle e i caffè da 6 dollari, scambieremmo volentieri qualsiasi noiosa giornata autunnale per passarne una come quella di Tea.

9:00~  Mi sveglio da un incubo. Ogni notte sono terrorizzata o inquieta. Se scrivessi racconti horror, sarei milionaria! I rumori di un cantiere mi trafiggono il cranio. Questa città è in costante stato di cambiamento. E così io. Ho cambiato taglio e colore dei capelli sei volte in totale, da marzo. Non sono in hangover. Non ho avuto un vero e proprio hangover da interi mesi, il perché lo sapete. E mi mancano gli hangover; mi obbligano a interfacciarmi con la mortalità. Il dolore dà un senso di intenzione/scopo.

9:30~ In bagno, guardo il telefono per un po’ e mi sento già stressata. Perché non ho fatto foto ieri sera? Quell’attrice stupenda di Euphoria stava accarezzando il mio cane a una festa in piscina, dove io indossavo solo un tanga ed una mascherina. “Forse non hai fatto fotografie perché eri troppo impegnata a divertirti?” Non mi diverto da gennaio.

Per definizione, una festa è quando smetti di preoccuparti di qualsiasi cosa, specialmente la tua salute. Condividere saliva, sigarette e qualsiasi cosa si ha in tasca, in bagni strapieni, con sei sconosciuti…far cadere per sbaglio la gomma da masticare sulla dancefloor e piegarsi a raccoglierla, per rimetterla in bocca.

Nessuno balla davvero, in queste case di cristallo. C’è la regola “se lo rompi, lo ricompri”. E comunque, una festa in casa dovrebbe essere o l’inizio o la fine di una serata, non la serata stessa. Preferisco non avere nulla, piuttosto che così poco. È come curare l’astinenza da eroina con l’Aspirina.

Speravo che la polizia facesse incursione ieri notte, alla festa. Gli influencer che organizzano “super-assembramenti” nelle hills vengono arrestati. Odio la polizia, ma odio ancora di più gli influencer. Non ho ottenuto ciò che volevo. Non è partito nessun colpo di pistola. Ed ero a casa a mezzanotte.

10:00~ La mia divisa di questi giorni è una combinazione della merch di Chromatica e quella di Stai Zitta. Do da mangiare a Winkle, il mio cane. Sta iniziando a diventare grassa. Domani la metterò a dieta. Usciamo nel caldo infernale. Fa la pipì e la cacca in mezzo a Melrose. Compro un caffè freddo da sei dollari (più la mancia). Ho calcolato quanto spendo mensilmente in caffè. È una spesa esorbitante, ma una necessaria, esattamente come l’affitto, il bollo della macchina e il Botox.

Frequento religiosamente un bar alla volta, finché non sono costretta ad abbandonarlo per un altro, per non far mai più ritorno in quello precedente. Questo accade ogni volta che divento troppo amica con le bariste e i baristi del caffè. È una pressione troppo alta quella di mantenere l’immagine di chi pensano che io sia, o di smentire ciò che hai paura che pensino di te.

Tea Hacic, scrittrice e genio assoluto di Tr*oie Radicali, ci racconta una sua giornata
Fotografia di Yulia Zinshtein

10:30~ Torniamo a casa e passo l’aspirapolvere, per il terrore di Winkle. Pulire mi dà un senso di pace. Grattare una vasca da bagno è come sottopormi a una lobotomia. Oggi chiamerò mia nonna, decido, inalando i dolci miasmi della candeggina. Ma prima farò un sacco di altre cose, così che quando potrò finalmente chiamarla, sarà troppo tardi in Croazia. Perché, quando la chiamo, mi sento in colpa per non chiamarla più spesso. Quando evito di chiamarla, non mi sento in colpa.

11:00~ Non riesco a scrivere su di una scrivania, mi ricorda troppo la scuola. Gli unici tavoli su cui riesco a lavorare sono quelli nei bar, che ora sono totalmente off-limit. Il mio vecchio blog è stato interamente scritto nei polverosi bar dei Navigli. Il mio primo libro, Life of the Party, è stato scritto tra i gay bar di West Hollywood e il mio divano.

Il mio secondo libro parla di una teenager. È stato orribile per me essere una teenager. Sono nata per diventare una donna vecchia e vestita male. E non vedo l’ora di esserlo! Sono quasi alla fine di questo libro. Lo odio, mi fa schifo! Ed è un buon segno. Non riesco a sopportare i miei lavori migliori. Non riesco ad aprire Life of the Party senza tremare di orrore. Ma questo è sopratutto perché è denso di trauma.

Lo capisco nel giro di pochi minuti: oggi non è la giornata giusta per scrivere! Chiudo il documento word e apro la mia email, dove appunto le idee per il mio podcast Troie Radicali (la maggior parte delle email che ricevo sono da parte mia). Ho sempre detto che la radio è per quelli troppo brutti per stare in televisione, ora che il trucco è diventato qualcosa di inaccettabile. Ero abituata a truccarmi per ore ogni mattina. Ora, le mie mascherine sono macchiate solo di lip gloss e crema solare pigmentata.

12:00~ Ho le orecchie calde. Mi dovrei misurare la febbre? Mia sorella mi ha mandato ben due termometri via posta. Ha detto che solo pochi mesi fa erano impossibili da trovare, così quando sono tornati sul mercato ne ha comprati una dozzina. Potrei mettermene uno in bocca e uno nel sedere. Ripensandoci, avere le orecchie calde significa che qualcuno sta sparlando di me. J’adore!

12:15~ Mio marito Stefano crede nel “mangiare insieme come una famiglia”. Un concetto totalmente estraneo a me. Sono stata cresciuta mangiando da sola sul divano, con la TV al massimo AKA come sono riuscita a nascondere un disturbo alimentare durante tutta la mia adolescenza. Quando è a casa, pranziamo alle 13:00 e ceniamo alle 20:00. Se provo solamente a pranzare in anticipo, saltare la cena o a condensare tutto l’apporto calorico della giornata in uno strano mega pasto in sua presenza? È una tragedia! Non ci provare nemmeno.

Ultimamente è molto impegnato, quindi sono riuscita a mantenere la mia assurda dieta, ossia ingerire tutti i pasti e l’alcol prima delle 17:00. I miei pasti preferiti sono ideali per la quarantena. Fagioli freddi direttamente dalla lattina. Pane in cassetta bianco, latte e formaggio americano. PBJ su cracker. Cetriolini, tonno in scatola e senape. Da consumare in piedi sul bancone della cucina, così c’è meno da pulire.

Non posso sopportare le uova, ma ogni tanto mi capita di volerle così tanto che sembra che la mia vita dipenda da loro! E oggi è una giornata da uova. Ne apro una sulla padella ed escono due tuorli. Urlo, e arriva Winkle per controllare che succede. È assurdo, le dico. Non ho mai visto nulla mi simile. E lei nemmeno. Ne apro un altro, e anche questo ha due tuorli! Non è divertente. Controllo la scatola per vedere se dice “Uova di Gemelli”, ma non c’è scritto. Questo è speciale. È un segno. Ma che significa?

Teorie:
Avrò doppio successo nella vita.
Avrò il doppio dei problemi.
Dovrei diventare vegana, tutto questo fa schifo.
Gemelli. Ho preso la pillola oggi?

Non posso mangiare quattro uova, non sono così affamata. Winkle si becca metà del mio pranzo. La sua dieta inizia domani.

13:00~ Winkle e io guardiamo la televisione. Amiamo i cartoni. Scooby Doo è uno dei suoi preferiti. Ci addormentiamo abbracciate, come una vecchia coppia. Lei struscia il suo muso sulla mia faccia, e così respiriamo la stessa aria. Il suo alito profuma di sole.

Tea Hacic, scrittrice e genio assoluto di Tr*oie Radicali, ci racconta una sua giornata
Fotografia di Yulia Zinshtein

15:00~ Merda! Non riesco a credere che sia successo. I pisolini sono terribili, rovinano tutto. Ti svegli sentendoti uno schifo, irritabile, strana… ma hei, che è successo alle mie mani? Sono coperte di pelo. Winkle, stai perdendo il pelo! Winkle?

Guardo in alto e vedo Winkle che mi sovrasta. È enorme! Così come i mobili. Oddio… ho forse raggiunto il mio peso ideale di 0kg???

Winkle mi gira col muso e mi raccoglie con la sua bocca. Mi trasporta fino agli specchi nel corridoio, dove riesco a guardarmi per un attimo. Sono diventata un spelacchiato, disgustoso e stupendo piccolo ratto.

“Che diavolo è successo?” squittisco.

“Non ne ho idea.” Mi sputa fuori dalla sua bocca. “Ma, hei, possiamo parlare l’una con l’altra!”

“Sì, fantastico.” Pulisco la sua saliva dalla mia pelliccia. “Cosa vuoi dirmi?”

Winkle pensa alla domanda che le ho fatto. Siamo migliori amiche da cinque anni. Quanti momenti abbiamo passato insieme guardandoci negli occhi e struggendoci per non poter scambiare neanche una parola… se solo potessimo comunicare! Pensavamo. Ora è il suo momento. Cosa dirà alla sua amica, alla sua mamma? “Devo fare pipì.”

“Bè, non posso aiutarti.”

“Non ho bisogno del tuo aiuto,” grugnisce. Corro con tutte le mie zampe per tenerle testa. Arriva alla porta principale, si alza sulle zampe posteriori, e spinge in basso la maniglia con quelle anteriori. La porta si apre.

“Winkle! Esci di casa di nascosto?” Cerco di riprenderla, come una mamma, ma non sono molto convincente.

“Solo quando mi annoio” afferma.

“Ma sei sempre annoiata!”

Ignora il mio commento, mi solleva prendendomi tra i denti e mi lancia sulla sua schiena. Mi aggrappo alla pelliccia del suo collo con i pugni stretti. Mi trasporta fuori dall’edificio e io la cavalco come se fosse una cavallo.

“È davvero triste,” borbotto.

“Che cosa?”

“Non posso credere di stare indossando una pelliccia vera.”

“Ti ho visto in pelliccia, mamma.”

“Era finta, o vintage.”

“Insomma, facci l’abitudine. Questa è la moda.”

Winkle inizia a correre, e io mi tengo stretta a lei. Mi porta in giro per il quartiere e per la prima volta lo osservo con uno sguardo nuovo. Le piante ci sfiorano come enormi vestaglie di seta. I cani che passeggiano sembrano creature mitologiche. La spazzatura ha un profumo invitante.

“Aspetta!” squittisco.

“Che c’è?” ansima Winkle.

“Fermiamoci qui.”

“Al cestino della spazzatura? Pensavo non me l’avresti mai chiesto!”

Winkle e io ci mettiamo a scavare nella spazzatura. Trovo dolci mezzi mangiucchiati, mascherine usate, frutta marcia, un preservativo, ancora mascherine e una dozzina di sacchettini pieni di cacca di cane. “Questo è incredible” esclamo, con le guance piene di un croissant ormai antico.

“Vero?” afferma, mentre mastica un osso di pollo. “Questo è il più bel giorno di sempre.”

Soddisfatta e beata, Winkle ci porta a casa e ci rannicchiamo sul divano. Guardo verso la mia enorme e bellissima figlia, e sono felice. “È assurdo che tutto questo mi sembri normale.”

“Perché assurdo?” mi guarda attonita.

“Ci capiamo, e facciamo finta che non sia una cosa incredibile.”

“Ma noi ci siamo sempre capite” dice, mezza addormentata.

Tea Hacic, scrittrice e genio assoluto di Tr*oie Radicali, ci racconta una sua giornata
Fotografia di Yulia Zinshtein

18:00~ “Amore?” Stefano entra in casa con in mano dei pacchi Amazon. Non riesce neanche a vedermi dietro a tutte quelle scatole. Ho il panico, mentre lui si dirige verso la cucina. Cosa penserà di me? Come posso spiegare tutto questo?

“Non hai ancora mangiato, vero?” chiede, facendo cadere le scatole per terra. Infila la testa nel freezer.

“No!” squittisco. “Ho mangiato della spazzatura prima, ma era solo un aperitivo.”

Mi fiondo nel bagno prima che possa vedermi.

“Ti va una pizza?” urla.

Lo specchio dice che sono tornata alla normalità. Se normale è come mi si potrebbe definire. Winkle è ai miei piedi, che scuote la coda.

20:30~ La pizza è andata, la TV è accesa e io mi stresso pensando che non lavoro abbastanza. Mi ricordo che il mondo sta per finire, ma la cosa non mi fa stare meglio. Stefano mi infila due caramelle CBD in bocca. Dovrebbero rilassarmi.

23:30~ Prima di dormire leggiamo, perché scrollare Instagram a letto è ancora peggio che fumare sigarette a letto. Mi manca fumare sigarette a letto. Sto leggendo il libro di Sorrentino Hanno tutti ragione. È decadente, per quanto mi riguarda. L’ho visto al Chateau Marmont l’anno scorso. Mi ha guardato tutta la sera (ero stupenda). Ero convinta che avrebbe basato il suo prossimo film su di me! Ma poi è successo il Covid e (credo) che la produzione per quel capolavoro sia saltata.

L’ultimo bel libro che ho letto era Down the Rabbit Hole, di quella coniglietta di Playboy, Holly Madison. Sorrentino potrebbe imparare una cosa o due da lei.

00:00~ Stefano si addormenta appena chiude gli occhi. Spesso lui e Winkle iniziano a russare nello stesso identico momento. Ci vogliono ore perché mi addormenti anche io. Il mio peso da sostenere. Chiudo gli occhi e aspetto pazientemente il prossimo incubo.

Tea Hacic, scrittrice e genio assoluto di Tr*oie Radicali, ci racconta una sua giornata
Fotografia di Yulia Zinshtein

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Crediti

Testo di Tea Hacic-Vlahovic
Introduzione, traduzione ed editing di Carolina Davalli
Fotografia di Yulia Zinshtein

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