Ecco come TikTok ti legge la mente

Un documento rilasciato dall'azienda ci spiega come funziona l'algoritmo dell'app, facendo in modo che tu veda esattamente ciò che vuoi.

di Enea Venegoni
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13 dicembre 2021, 2:38pm

Almeno una volta nella vita hai pensato, e magari persino detto ad alta voce, che il tuo cellulare ti ascolta. Parli di qualcosa con qualcuno senza averla mai digitata in alcuna chat né motore di ricerca del tuo smartphone, e poi entri su un social media qualsiasi e trovi la pubblicità proprio di quella cosa. No, non succede perché c’è un qualche microchip nascosto nel tuo smartphone, semplicemente, come ci spiega Robert G. Reeve su Twitter, il tuo telefono aggrega tutti i dati che gli regali tu spontaneamente—location, cronologia, ricerche, acquisti, cookie—e da questi ricava risultati estremamente precisi sulle tue abitudini e i tuoi desideri.

Perché sembra che TikTok ci legga nel pensiero?

Tra i vari social media, quello che sembra in grado di leggerci la mente più di tutti è TikTok. E l’algoritmo dell’app si affina proprio grazie a tutte quelle ore che passate tra gattini e tutorial sulla cucina del Sol Levante. L’obiettivo di TikTok, infatti, è quello di farti interagire con l’app il più possibile e il più a lungo possibile, in modo da individuare quali sono le tue preferenze e, di conseguenza, quali contenuti vuoi continuare a guardare. Una volta raggiunto questo obiettivo, l’algoritmo farà in modo di mostrarti con previsione millimetrica quello che ti piace e persino a prevedere i tuoi desideri, riuscendo anche a capire quando tenti di fare like-bait—ovvero di fuorviare l’algoritmo mettendo like a contenuti che in realtà non ti interessano. Non è stregoneria, ma si tratta di un sistema di machine learning e accumulo di dati che viene spiegato in un recente articolo del New York Times.

Come funziona l’algoritmo di TikTok?

“TikTok Algo 101” è il documento rilasciato dalla compagnia dietro a TikTok, ByteDance, in cui si dichiara che l’obiettivo dell’app è quello di ottenere ogni giorno un numero sempre maggiore di utenti attivi sull’app. Questo meccanismo si basa su due processi: la “ritenzione”, ovvero fare in modo che gli utenti tornino sull’app, e l’incremento della quantità di “tempo passato sull’app”. Guillaume Chaslot, fondatore di Algo Transparency, ha spiegato al New York Times che questo sistema mira deliberatamente a rendere le persone dipendenti dall’app, piuttosto che a fornire un servizio. Di fatto, si tratta di un loop senza inizio né fine: più tempo trascorri sull’app, più l’algoritmo ti mostrerà ciò che ti piace, e a quel punto passerai sempre più tempo sull’app perché vorrai vedere quei contenuti così interessanti.

Come emerge dall’articolo del New York Times, l’algoritmo di TikTok si basa anche su un’equazione che assegna un punteggio ai contenuti postati, che verranno più o meno valorizzati dall’app. L’equazione prende dunque in analisi like, commenti e la quantità di tempo in cui il video è stato visualizzato. Inoltre, un’altra parte del documento pubblicato dal New York Times rivela che TikTok favorisce i contenuti monetizzati rispetto a quelli postati al solo scopo d’intrattenimento. I motivi sono ovvi: gli utenti che ottengono un guadagno attraverso i loro contenuti su TikTok tenderanno ad investire più tempo e risorse nell’app.

Julian McAuley, professore di Computer Science alla University of California San Diego spiega al New York Times che non esiste alcun processo magico dietro all’algoritmo di TikTok, ma nemmeno un qualche strano algoritmo fantascientifico che ruberebbe dati dal cellulare una volta scaricata l’app. TikTok si basa su un sistema di machine learning (per spiegarlo in modo semplice, un insieme di algoritmi che riescono a migliorare le proprie predizioni ogni volta che ottengono nuovi dati) combinato a una quantità esponenziale di dati immessi nell’app ogni giorno proprio grazie alla quantità di tempo che gli utenti passano a scrollare i video, a scrivere commenti e a mettere like.

Il problema del funzionamento dell’algoritmo di TikTok

Come viene sottolineato in un articolo su Business Insider, il funzionamento dell’algoritmo di TikTok porta a polarizzare le esperienze degli utenti sull’app. Se tendi a cercare e vedere gattini tutto il giorno, nella tua sezione “Per Te” troverai quasi soltanto gattini. E vale lo stesso anche per i contenuti estremisti, come per esempio video transfobici o razzisti, andando a consolidare certe posizioni ideologiche e privando gli utenti di trovare contenuti della controparte che mettano in discussione le loro idee.

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