Sulla sinistra, immagine di @ronnicampana. Sulla destra, immagine di @british_carbonara.

20 fotografi italiani che spaccano su Instagram da seguire nel 2020

Fidatevi, spaccano davvero.

di Giorgia Imbrenda
|
30 gennaio 2020, 9:26am

Sulla sinistra, immagine di @ronnicampana. Sulla destra, immagine di @british_carbonara.

Se c'è una cosa buona, ma proprio una sola, di tutto quel vortice di creatività che è Instagram, è il fatto che ci permette di trovare immaginari incredibili. Ecco perché nel 2020 è arrivato il momento di defolloware i vari profili di meme -- sì, anche quelli sull'oroscopo, mi dispiace dirvelo ma ormai hanno stufato-- e godervi Instagram per il suo scopo originale: farvi scoprire nuovi fotografi, gente di talento e che ha qualcosa di originale da offrire in un mondo ormai saturo di immagini.

Per facilitarvi le cose, ne abbiamo selezionati alcuni per voi. Ecco quindi 20 fotografi italiani che spaccano su Instagram, quelli che nel 2020 dovete assolutamente seguire.

Arianna Genghini

"Come donna e femminista, accolgo nei mie scatti un’idea di empowerment femminile, sopratutto cercando di creare una connessione mentale e umana con le ragazze che fotografo, anche nel contesto del mio progetto personale, che indaga l’identità e l’intimità femminile."


Irene Montini

"Il mio lavoro attinge da un immaginario personale, sognante e surreale, dove la realtà viene ogni volta demolita per ricrearne una nuova, sempre in equilibrio fra moda e arte."


Stefano Carloni

"La fotografia non è sempre stata una mia passione, al contrario della moda che, insieme allo streetwear, mi ha avvicinato al mondo della fotografia street. Ho iniziato per gioco, ma in brevissimo tempo ho trasformato questo hobby in un vero e proprio lavoro collaborando con realtà nazionali e internazionali. Sono molto selettivo e meticoloso, quello che cerco di mostrare attraverso i miei scatti è pura estetica."


Jonathan Frantini

"Il mio lavoro è autentico, dando unità ai progetti commissionati e non. Le mie fotografie, prevalentemente incentrate sulla ritrattistica, apparentemente prive di artificio e con un aspetto naturale, sono legate allo stile documentaristico, traendo ispirazione direttamente dalla vita, dalla strada, dal vernacolo. Tendendo a lavorare in serie di fotografie, esploro l'individuo e l'ambiente circostante sperimentando il mezzo fotografico sia in analogico che in digitale."


Germana Stella Sebastianelli

"Io volevo solo parlare del corpo, del mio, ma in fondo è come se parlassi anche del vostro. Tra i tanti argomenti ai quali avrei potuto appassionarmi ho scelto quello che mi ha rovinato la vita. Allora ogni giorno lo metto alla prova, questo corpo, e gli chiedo di dimostrarmi tutto quello che sa fare, tutto quello che può diventare, tutti i modi in cui lo posso mettere, fin dove lo posso spingere, e trasformare, manipolare, abbellire e imbruttire, soprattutto imbruttire, perché per assurdo poi, più lo guardo e più me ne innamoro. Mi fa quasi tenerezza per come l’ho trattato, per quanto l’ho odiato. L’ho incolpato di essere la mia prigione, ma le uniche barriere che ho avuto e che mai avrò sono quelle che mi sono costruita da sola."


Erika Denis

"Sono molto più interessata al processo creativo dietro le mie immagini piuttosto che agli aspetti tecnici. Ci sono volte in cui faccio fatica a farmi prendere sul serio, un po’ perché sono giovane, un po’ perché anche io faccio fatica a prendermi sul serio. Nell’ultimo anno ho capito che fare arte e sopravvivere in una metropoli è una sfida costante, ma non sarei infelice se non ci provassi, onestamente non saprei che altro fare."


Leandro Colantoni

"Non frequentando accademie o scuole di fotografia, ho deciso di approfondire la disciplina da autodidatta, consultando continuamente saggi e libri fotografici di svariati autori. Sto facendo attualmente un’indagine visiva sulla Sicilia contemporanea, realizzata esclusivamente utilizzando un iPhone, con l’intento di documentare quotidianamente la cultura, le persone e il paesaggio della mia terra."


Francesco Torresi

"Negli anni ho sviluppato uno stile diaristico e diretto a cui alterno un’estetica più surreale grazie all’utilizzo di macchine compatte. Il filo conduttore di tutti i miei lavori è un immaginario esistenzialistico e malinconico."


Alessandra Coppola

"Napoli per me è teatro di sperimentazione e fonte di creatività. Il mondo queer nei club, la night life napoletana e soprattutto il reportage sono gli elementi principali capaci di emozionarmi, con cui sento un legame, che rappresentano la mia visione delle cose. Il mio lavoro si focalizza soprattutto sulla figura dell’uomo e della sua anatomia, prediligendo modell* androgini."


Thany Yy

"Creo giorno dopo giorno immaginari pieni di colori e di deformità, sovvertendo e distorcendo le possibilità del corpo e della bellezza fino all'inaspettato."


Stephanie Gengotti

"La necessità di instaurare un rapporto empatico e diretto con gli altri mi porta a vivere nella stessa casa e quotidianità dei protagonisti delle mie storie. Lo scatto fotografico diventa quindi solo l’ultimo atto, la catarsi, di un lento e lungo percorso di conoscenza."


fontanesi

"Fontanesi è un posto, lì è possibile incontrare Fontanesi e scattare foto di Fontanesi. Lì puoi fare una passeggiata e poi avere un Fontanesi, guidare un Fontanesi o entrare in un Fontanesi."


Giovanni Leonardo Bassan

"Viaggiatore del mondo, partecipo a numerosi progetti internazionali e di volontariato. Con la mia fotografia cerco di offrire una nuova prospettiva sulla pittura figurativa, ispirato dal viaggio e dai suoi dintorni, dalle persone di talento che ne fanno parte, che siano artisti, attivisti, attori, fotografi e musicisti. Come osservatore del quotidiano, la mia fotografia è un viaggio attraverso le eterotopie parigine, un paesaggio in rapido mutamento, fino a diventare io stesso un voyeur, un ritrattista e un partecipante."


Dayana Montesano

"Ossessionata dall’identità e dall’inconscio, mi concentro sulla fotografia di nudo, ritraendo me stessa e le donne che mi circondano. La normalizzazione del corpo e della nudità diventano uno dei temi centrali della mia ricerca, così come la tendenza a mescolare tecniche pittoriche tradizionali e fotografia digitale. Questo è il mio tratto stilistico distintivo."


Tomaso Clavarino

"Sono un fotografo documentarista, al momento sto lavorando a Padanistan, un progetto fotografico che va avanti da più di tre anni nel tentativo di indagare l’identità della Padania, provando a dare vita a un narrazione visiva che metta in crisi la rappresentazione stereotipata che si ha di quest’area del Nord Italia. Al contempo sono co-curatore di Jest, spazio per la cultura fotografica a Torino, e docente allo IED."


Michele Baron

"Non appena ho avuto la mia prima 35mm, ho iniziato a documentare la scena queer dei club underground e techno di città come Berlino, Parigi e Londra. La mia è una fotografia talvolta al limite dell'estremo, che combina ritratti di personaggi della scena notturna insieme a momenti intimi della mia quotidianità. Un mix di immagini che permette di entrare in un mondo intrigante ed eccitante allo stesso tempo."


Beatrice Lezzi

"Il cuore l’ho fatto a pezzi e seminato, ne tengo traccia in fotografia. Sono donna e ho un corpo, o forse sono un corpo che è donna. Cerco di capirlo attraverso Venere. Mi diedero il nome di Beatrice, dannandomi al sacro, ora cerco un altro nome, consacrandomi all’osceno."


Chiara Fossati

"La mia ossessione sono le persone, e in particolar modo gli adolescenti, nel pieno di quel momento della nostra vita in cui tutto è ancora possibile e l'esistenza è un susseguirsi di prime volte. Ci sono così tante cose importanti nascoste dietro a uno sguardo annoiato alla fermata del tram, celate da una smorfia di un ragazzino che ti guarda appoggiato al suo Booster. Mi perdo a inseguire tutte queste storie nei posti dove di solito non guardiamo."


Ronni Campana

"La mia fotografia vuole catturare le piccole imperfezioni del mondo. Si concentra sui dettagli dell'ambiente circostante e inquadra colori e forme contrastanti. Sono alla ricerca di una bellezza astratta in cose apparentemente banali. Con l'uso di un umorismo molto sottile e di un lampo luminoso attiro la mia attenzione sui meravigliosi difetti che riscontro nella vita di tutti i giorni."


Francesco Nazardo

"Il mio interesse è rivolto al modo in cui le immagini sono costruite, alla differenza tra linguaggio visivo e contenuto e a come i due fattori possano creare un cocktail seducente. Il mio stile mescola intuizione e immagini attentamente costruite, giocando con la tensione tra questi due modi di lavorare."

Segui i-D su Instagram e Facebook

Crediti

Testo di Giorgia Imbrenda
Ricerca fotografi di Giorgia Imbrenda, Benedetta Pini, Carolina Davalli e Amanda Margiaria

Tagged:
Instagram
2020
Cultura
giovani