Quando, agli Oscar del 2020, Natalie Portman ha indossato i nomi (ricamati) delle registe snobbate nella storia del cinema

Neanche una donna era candidata al Premio alla Miglior Regia nel 2020, così Natalie Portman si è fatta cucire i loro nomi sull'abito sfoggiato sul Red Carpet.

di Amanda Margiaria e Benedetta Pini
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09 giugno 2021, 4:00am

Immagini su gentile concessione dell'Ufficio Stampa Dior

Questo articolo è stato pubblicato originariamente a ottobre 2020. Oggi abbiamo deciso di riproporvelo, in occasione del 40esimo compleanno di Natalie Portman.


Nella 92esima edizione gli Academy Awards AKA Oscar sono stati un disastro in termini di diversity, e Natalie Portman ha fatto sì che nessuno se ne dimenticasse durante la serata di premiazione.

Ora, che i Premi Oscar siano sessisti, razzisti (la sola esistenza degli hashtag #Oscarsowhite e #Oscarssomale parla da sé) e poco tolleranti di qualsiasi cosa che non è un maschio bianco etero è ormai risaputo, ma nel 2020 il livello reazionario della manifestazione è sembrato più alto del solito: per il secondo anno di fila, tutti i registi in corsa per il Premio come Miglior Regista sono uomini, mentre molti ottimi film diretti e interpretati da eccellenti donne sono stati snobbati un po’ in tutte le categorie. La lista completa dei titoli che avrebbero dovuto essere in lizza, e invece non lo sono la trovate qui (e di nuovo, la sola esistenza di questo articolo parla da sé).

In generale, si tratta di un'edizione in cui le donne sono state escluse fin dalla short-list, e il coefficiente di diversity richiesto è stato solo in parte soddisfatto dalla grande vittoria di Parasite. Film che, intendiamoci bene, meritava tutti i Premi ricevuti e segna comunque un momento storico nella storia del Cinema contemporaneo—è il primo film non in lingua inglese a vincere nella categoria principale degli Oscar, dopo The Artist di Michel Hazanavicius (Francia 2011), che era però un film muto.

Ma non è abbastanza, perché se sul red carpet quelle che abbiamo visto sono al 90 percento donne, chi si porta a casa l'ambita statuetta è al 90 percento di sesso maschile. Per ricordare questo triste, anacronistico e ridicolo fatto, l'attrice Natalie Portman ha voluto rendere omaggio alle registe donne non candidate agli Oscar in modo tanto sottile quanto elegante e impossibile da non notare.

Portman ha infatti indossato una cappa Dior in velluto nero sul cui bordo interno erano ricamati i nomi delle registe donne a cui è stata negata una (meritatissima) candidatura. “Voglio riconoscere le donne che non sono state riconosciute per il loro incredibile lavoro quest’anno, ma a modo mio,” ha dichiarato l’attrice al Los Angeles Times proprio sul red carpet.

Sul mantello, si leggono i nomi delle seguenti registe donne: Lulu Wang (The Farewell), Lorene Scafaria (Le ragazze di Wall Street), Greta Gerwig (Little Women), Marielle Heller (Un amico straordinario), Melina Matsoukas (Queen & Slim), Alma Har’el (Honey Boy), Mati Diop (Atlantics) e Céline Sciamma (Ritratto della giovane in fiamme).

I cinque nominati per la miglior regia erano Martin Scorsese (The Irishman), Todd Phillips (Joker), Sam Mendes (1917), Quentin Tarantino (C’era una volta a Hollywood) e Bong Joon Ho (Parasite), col trionfo di quest’ultimo, che si è portato a casa un totale di quattro Oscar (oltre alla miglior regia, miglior film, miglior film internazionale e miglior sceneggiatura originale). Sicuramente un passo avanti per quanto riguarda l’apertura dell’Academy verso una maggiore inclusività culturale, nota per aver sempre escluso dalle categorie principali i film di provenienza non statunitense. Ma per la liberazione da una visione sessista di tutte le professioni legate al cinema, soprattutto per quanto riguarda la regia, la strada è ancora molto lunga. Siamo nel nuovo millennio e a oggi, in oltre 90 anni di storia, cinque (Lina Wertmuller, Jane Campion, Sofia Coppola, Kathryn Bigelow e Greta Gerwig) donne sono state nominate nella categoria Miglior Regia e una sola l’ha vinta: Kathryn Bigelow nel 2011 per The Hurt Locker, che ha sbaragliato tutti portandosi a casa anche miglior sceneggiatura originale, miglior montaggio, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro e miglior film.

Ma non è la prima volta che Natalie Portman attira l’attenzione sulla mancanza di rappresentazione femminile nelle manifestazioni cinematografiche internazionali: già sul palco dei Golden Globes 2018, prima di annunciare il vincitore del premio per la Miglior Regia, disse: “Questi sono i nominati, e sono tutti uomini.”

Certo non solo con ricami e frasi piccate che si elimina il sessismo, ma è comunque un buon punto di partenza.

Crediti

Testo di Amanda Margiaria e Benedetta Pini
Immagini su gentile concessione dell'Ufficio Stampa Dior

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