Il nuovo "Chiamami col tuo nome" arriva da Taiwan, ed è tutta un'altra storia

Si chiama "Your Name Engraved Herein" ed è il film LGBTQ+ taiwanese ad aver ottenuto il maggior successo al botteghino di sempre.

di Benedetta Pini
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14 gennaio 2021, 10:33am

Frame dal film Your Name Engraved Herein

Luca Guadagnino rientra a gamba tesa nella nostra emotività già di per sé in difficoltà, ma questa volta a sua stessa insaputa. Il 23 dicembre 2020 è stato presentato in anteprima mondiale su Netflix Your Name Engraved Herein, il film LGBTQ+ taiwanese—uno delle poche dozzine mai prodotte nella storia della cinematografia locale—ad aver ottenuto il maggior successo al botteghino di sempre. Un’accoglienza particolarmente positiva, ascrivibile alla legalizzazione sul territorio dell'isola autonoma del matrimonio tra persone dello stesso sesso avvenuta a giugno 2019.

Ma il film ci riporta qualche anno e passo più indietro, nel 1987, molto prima che venisse sancito questo diritto e a distanza di poco dalla revoca della legge marziale, un periodo in cui Taiwan stava vivendo una transizione cruciale, seppur graduale, verso maggiori libertà individuali e civili. È in questo contesto che emerge, manifestandosi in vibrazioni sottili e impercettibili, il legame intimo, destabilizzante e tormentato di Chang Jia-Han (Edward Chen) e Birdy (Jing-Hua Tseng), due adolescenti che frequentano lo stesso collegio maschile a Taiwan.

Un primo amore che si staglia sullo sfondo della Taiwan degli anni ‘80, dove un’illusoria libertà non ancora pienamente raggiunta viene minata alle fondamenta da una società omofoba e reazionaria, che sfocia in atteggiamenti ostracizzanti e discriminatori. Ed ecco la radicale differenza rispetto al sognante, luminoso e straziante ma risolto film di Guadagnino, Chiamami col tuo nome, a cui Your Name Engraved Herein potrebbe venire associato a un primo sguardo. L’Italia cartolinesca ed edulcorata dal frame altoborghese concede infatti spazio e comprensione all’amore tra Elio (Timothée Chalamet) e Oliver (Armie Hammer), se non pubblicamente, per lo meno all’interno del microcosmo intimo e protetto della villa di famiglia di Elio, dove i due si trovano a convivere per una fugace e languida estate.

Al contrario, Your Name Engraved Herein non risparmia né allude niente: ci sbatte in faccia tutta la crudezza della società taiwanese di quegli anni, un contesto ostile che nell’universo scolastico di Chang Jia-Han e Birdy viene ulteriormente amplificato e appesantito, fino a diventare opprimente all’interno delle rispettive vite familiari. Non rimangono che le urla soffocate, le grida di frustrazione, lo struggimento per un sentimento impossibile eppure irrefrenabile. Intanto, le dighe dell’autocontrollo, dei giudizi sociali e delle costrizioni familiari vacillano sotto la pressione impetuosa di questo amore. Le biciclettate tra i miti sentieri di campagna e i dolci adagi nei ruscelli di Guadagnino cedono il passo a docce travolgenti, viaggi notturni in motorino e bagni nel mare in tempesta. Ecco che il romanticismo smielato lascia il posto al romanticismo schilleriano più sublime.

Che poi, è anche il caso di dirlo, il film di Guadagnino non è il primo che tematizza il coming-out, il primo amore, l’esplorazione della propria identità sessuale e, più in generale, questioni inerenti la comunità LGBTQ+. Ma se il mondo occidentale, dopo la caduta del codice Hays e della censura democristiana, ha iniziato a sdoganare la tematica al cinema e, progressivamente, liberarsi della rappresentazione macchiettistica delle persone omosessuali, proponendo figure sempre più sfaccettate e narrazioni finalmente non inquinate da bias, in Asia il contesto culturale odierno è ben diverso. I film LGBTQ+ sono pochi e vengono boicottati, e i paesi in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso sono ancora meno: uno, Taiwan.

L’universalità dei sentimenti rappresentati fa sì che la storia singolare si trasfiguri in parabola, proprio come succedeva all’amore di Chiamami col tuo nome, ma la differenza sta tutta negli equilibri su cui si regge il rapporto tra cinema e storia. Se Guadagnino ci fa immergere in un microcosmo idilliaco, in cui l’Italia degli anni ‘80 si infiltra pur senza diventare una presenza realmente coercitiva od opprimente, Liu Kuang-hui non smette mai di ricordarci il contesto storico e geopolitico in cui ci troviamo. Questo cambia di segno la lettura del film, il suo peso e il suo valore.

Quando il Parlamento di Taiwan ha votato per permettere il matrimonio tra persone dello stesso sesso il 17 maggio 2019 e pochi giorno dopo il decreto è diventato legge, Liu Kuang-hui è stato travolto da sentimenti contrastanti, un misto di euforia e malinconia: "Quando ho visto i festeggiamenti per le strade, in realtà mi sono sentito un po’ addolorato per le persone della mia generazione, che sono nate negli anni '70. Potrebbe essere troppo tardi per loro. Molte non sono riuscite a prendere il ‘treno della felicità’,” dichiara il regista al TIME. “Vorrei portare alla luce alcune delle storie sfortunate che potrebbero essere iniziate troppo presto, private della possibilità di assistere alla celebrazione che vediamo oggi,” conclude Li.

Nonostante qualche scivolone retorico e melodrammatico, Your Name Engraved Herein si fa manifesto di quella generazione schiacciata negli anni ‘80, e per estensione di ogni comunità LGBTQ+ di ogni epoca, incluse quelle che ancora oggi non possono esprimere la propria identità, costrette a nascondersi e a sopprimersi o esponendosi nella lotta, rischiando ogni giorno la propria vita per il solo fatto di esistere—come l’attivista per i diritti gay Chi Chia-wei, omaggiato in una scena del film.

Crediti

Testo di Benedetta Pini
Immagine: frame dal film Your Name Engraved Herein

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