10 film queer underground direttamente dagli anni '90

No, non vi consiglieremo per l'ennesima volta "Paris is Burning".

di Douglas Greenwood
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22 luglio 2021, 8:51pm

Fotografie su gentile concessione di Sony Pictures, Second Sight Films e Saffron Hill

Prima che interpretare personaggi queer diventasse un'esca sicura per Academy Award e premi vari, i film sul mondo LGBTIQ+ erano pochi e sottovalutati, ma quei pochi erano pazzeschi. Per rinfrescarvi la memoria, vi ricordiamo quando Tom Hanks vinse un Oscar nel 1993 nel ruolo di un avvocato in lotta contro il suo datore di lavoro che lo aveva licenziato a causa della sua sessualità e per il fatto di essere sieropositivo—stimo parlando, ovviamente, di Philadelphia. La nuova ondata di cinema queer degli anni '90 era, a quel punto, già in fibrillazione, ma operava a un livello underground rispetto ai film dei grandi Studios che sfornavano film decisamente più mainstream.

Molti di questi film hanno lasciato, nel tempo, enormi eredità; uno su tutti Paris is Burning, che rimane un classico queer anche oggi, distanza di 30 anni—per quanto sia stato criticato per il suo sguardo indagatorio e ciset-friendly. E come non citare anche My Own Private Idaho, che nonostante i suoi (presumibilmente) protagonisti etero occupa un posto speciale in molti cuori queer.

E che dire dei film underground e a basso budget che non hanno avuto l'amore che meritavano? Beh, è arrivato il momento di recuperarli.

Ecco 10 film queer anni 90 che ancora non conoscevi, da vedere in streaming

Butterfly Kiss - Il bacio della farfalla (1995)

Questo saffico thriller romantico è stato il debutto alla regia sul grande schermo del prolifico regista britannico Michael Winterbottom, ma rimane uno dei suoi lavori meno conosciuti. Butterfly Kiss - Il bacio della farfalla racconta la storia di Eunice, una donna bipolare che perlustra le stazioni di servizio cercando di trovare una donna di nome Judith. Non solo: è un’omicida e uccide gli uomini per rubare le loro auto. Durante il suo viaggio, si imbatte in una giovane lesbica di nome Miriam, e le due si alleano per trovare l'amante perduta di Eunice.

Poison (1991)

Prima di commettere una lesbo stregoneria alchemica riunendo Rooney Mara e Cate Blanchett in Carol, Todd Haynes ha realizzato un classico del cinema queer astratto. Basato sulle opere dello scrittore Jean Genet, Poison, è una triade di cortometraggi cuciti insieme, tutti concettualmente queer. Il primo è Hero, un’analisi del rapporto padre-figlio; il secondo è lo psicotico Horror, con un sottotesto che tocca l’HIV/AIDS; il terzo è Homo, una storia d’amore carcerario pervaso da un’evidente energia gay. Tutto molto selvaggio, certo, ma davvero meraviglioso.

Tutto su mia madre (1999)

Almodóvar è uno dei registi più prolifici della storia del cinema, e ancora oggi riesce ancora a creare prodotti taglienti, intimi e d’impatto. E il suo film più famoso è forse proprio Tutto su mia madre. Interpretato da Cecilia Roth e Penélope Cruz, segue una madre in lutto che, dopo la morte del figlio, si propone di realizzare il suo ultimo desiderio: trovare il suo padre biologico, la cui identità era sempre stata tenuta nascosta al ragazzo. Toccante e sottile come raramente lo sono i film più accesi di Almodóvar, è una gemma rara nel cinema queer europeo.

The Watermelon Woman (1996)

Parte fondamentale del movimento del New Queer Cinema degli anni '90, The Watermelon Woman è stato il primo film in assoluto a essere diretto da una donna lesbica nera: Cheryl Dunye. L’opera, che vede protagonista proprio Cheryl, racconta la vita di una donna lesbica nera che lavora in un negozio di VHS mentre tenta di realizzare un film tutto suo che rifletta uno sull'arcaico stereotipo della "mama". Presentato in anteprima nel 1996 al Festival di Berlino, questo film arioso e gioioso è diventato un cult, ed è persino entrato a far parte della collezione di film del MoMa.

Silverlake Life: The View from Here (1993)

Nessuna rappresentazione fiction della crisi dell'AIDS eguaglia l'agonia e l'onestà di Silverlake Life: The View from Here. Questo documentario, girato in parte dal regista Peter Friedman e in parte da uno dei suoi soggetti, Tom Joslin, cattura meticolosamente, fin nei minimi dettagli, cosa voglia dire soccombere alle complicazioni legate all'AIDS. Nella seconda metà, il film è girato con camera a mano da Tom che guarda morire il suo compagno Mark Massi. Lui lo seguirà poco dopo. È straziante, ma immensamente illuminante.

Memento Mori (1999)

Memento Mori, sequel di Whispering Corridors, si svolge in un liceo. Due ragazze, Yoo Shi-eun e Min Hyo-shin, sono innamorate l’una dell’altra, mentre continuano a venire rifiutate dai loro coetanei. Un compagno di scuola, curioso della loro vita, scopre un diario che rivela il lato oscuro dell’amore tra le due. Uno strano film horror di serie B? Beh, guardalo e facci sapere.

No Skin Off My Ass (1991)

Nessuno sa fare arte punk aggressiva e queer come Bruce LaBruce, e il film di debutto dell'artista canadese No Skin Off My Ass ne è un orgoglioso esempio. Girata con un budget ridottissimo, l’opera parla della relazione tra un parrucchiere solitario e uno skinhead senza tetto che incontra in un parco. Quando il parrucchiere lo prende sotto la propria ala protettrice, infatti, le fantasie sessuali su cui ha rimuginato a lungo iniziano a diventare realtà. I tag per questo film su IMDB? "Peli pubici" e "scena di sesso gay non simulato". Enjoy!

The Goddess Bunny (1994)

La storia della vita di Goddess Bunny è indimenticabile: nata a Santa Monica, ha contratto la poliomielite da bambina e ha vissuto la maggior parte della propria esistenza su una sedia a rotelle, tutto a causa della negligenza dei medici che l’hanno presa in cura. Ma ciò non le ha impedito di fare coming out come donna trans a 14 anni e di diventare una star nella scena queer di Los Angeles irl e online. Questo documentario, diretto da Nick Bougas, ripercorre l’ascesa di Goddess Bunny fino all’inizio del 2021, quando è morta di Coronavirus, lasciandosi alle spalle un'eredità che passerà alla storia.

Nitrate Kisses (1992)

Opera essenziale del cinema queer, questo saggio filmico esplora la storia dell'oppressione esercitata sulle persone LGBTIQ+ dalla prima guerra mondiale fino agli anni '90. Diretto da Barbara Hammer—l’autrice americana nota per essersi occupata di femminismo, queerness e rappresentazioni delle relazioni lesbiche—, il film assembla interviste con voci fuori campo a immagini di coppie di lesbiche anziane che fanno sesso. L’obiettivo è infatti quello di dissezionare la vita dell'autrice Willa Cather, la cui sessualità è stata oggetto di speculazioni per decenni dopo la sua morte.

Edoardo II (1991)

L'eredità di Derek Jarman è parecchio ingombrante, e il suo adattamento dell’Edoardo II non è che una parte. L'artista e regista, morto per complicazioni legate all'AIDS nel 1994, ha rifatto lo spettacolo dell'era rinascimentale aggiungendovi (più) strati di surrealismo camp, a partire dalla nostra regina Tilda Swinton. Questo Edoardo II brillantemente ambiguo trasforma l'esercito di Edoardo in un gruppo di manifestanti pro-LGBT e concede agli uomini gay di accoppiarsi sul grande schermo—come avrebbero fatto in effetti all’epoca.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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Crediti

Testo di Douglas Greenwood

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