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i dieci designer della sfilata naba da tenere d'occhio

I futuri stilisti che più ci hanno colpito sulle passerelle dell'Università NABA ci raccontano le loro collezioni, sviluppate partendo dallo sfaccettato concetto MIGRATIONS.

di i-D Staff
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17 luglio 2017, 2:25pm

Noi di i-D siamo sempre a caccia di talenti emergenti da tenere d'occhio, e dove andare a scovarli se non alla sfilata di fine anno della NABA? In particolare, tra i look presentati in passerella dagli studenti del corso di Fashion Design, che ogni anno prepara i giovani creativi italiani a farsi largo nell'industria della moda.

Il tema a cui gli studenti si sono ispirati ruota attorno allo sfaccettato concetto di MIGRATION declinato in accezioni e re-interpretazioni diverse. E quindi migrazione intesa come trasferimento di idee, ma anche come esodo culturale e spaziale che gli studenti provenienti da oltre 70 paesi si apprestano ad affrontare quando decidono di studiare alla NABA.

Abbiamo selezionato i dieci migliori look visti sulla passerella della celebrata università milanese, date un'occhiata!

AGNESE BECCATTI - "MY FAMILY GOES TO NEW ZEALAND" 
La collezione rappresenta la mia personale interpretazione dei personaggi che mi hanno accompagnata in questo viaggio personale. Ogni outfit riassume un'esperienza vissuta, unendo testimonianze ed emozioni che raccolte insieme hanno dato vita al racconto della mia migrazione. 

ANNALISA ACCICA - "STRANGE FRUIT FROM NORCIALAND"
Partendo da vecchie foto di famiglia e dal mio paese di origine, Norcia, ho studiato gli usi e i costumi ormai perduti di questo paese, inserendo elementi di contrasto provenienti dalla cultura afroamericana. Mi sono concentrata in particolare su stampe e colori,così da creare un immaginario nuovo, chiamato per l'appunto Norcialand.

VESELA ZHEVELA - "NO EXI(S)T"
La mia collezione autunno-inverno si ispira principalmente alla storia della cultura di rave, in cui è del tutto assente il tipico rapporto di discriminazione e pregiudizi della società. Non ci sono elementi o simboli presi da una certa cultura etnica o religiosa. Qui la barriera tra l'individuo e la società non esiste, è l'importanza esistenziale a giocare il ruolo principale. Altro riferimento significativo sono le divise da lavoro: i colori sono forti e accesi, sia come segnale di pericolo e attenzione, sia come simbolo di liberazione della creatività. La collezione prevede sia tessuti sintetici (neoprene, nylon, ecopelle), sia naturali (cotone, lana, jersey, felpa), su cui sono disegnate stampe a mano. 

GIUSEPPE SOTTILE - "THE EDGE OF LOVE"
Dal celebre anime "La principessa splendente" di Hayao Miyazaki, si dipana uno studio sull'amore che intercorre tra genitori e figli, nell'ottica del rapporto tra caos e ordine. Su questa lunghezza d'onda si sviluppa una collezione legata alla stagionalità, in cui ogni periodo dell'anno rappresenta una migrazione del sentimento che migra dal caos alla pace interiore, all'equilibrio, rappresentati dal bianco puro, che simboleggia la purezza dell'ego che si libera. Tagli asimmetrici rinvigoriscono le silhouette di capi midi e alla caviglia, i cui elementi decorativi rimandano alle xilografie giapponesi, le quali trovano arricchimento con applicazioni di fiori in 3D e strutture in legno incise.

GIUDITTA TANZI - "AHAHAHAHAHAHAH"
La collezione nasce dal concetto di nomadismo come scelta e stile di vita, da qui la decisione di ispirarsi al mondo del circo e dei freak shows.Il titolo rappresenta ambi i lati di una risata che si trasforma in contrasto all'interno della mia collezione: da una parte la risata spontanea derivata dal divertimento, dall'altra la risata isterica che nasconde un animo fragile. 

ERICA CAPUTO - "TEXTILE-MIGRATION"
La  fibra tessile è una sostanza esistente in natura o prodotta dall'uomo: ha la possibilità di essere trasformata prima in filo e successivamente in tessuto in virtù della sua forma e delle sue particolarità. La mia è una migrazione del tessuto in tutte le sue forme, sia per le lavorazioni tessili passate da generazione a generazione, sia per lo sviluppo tecnologico della fibra nel tempo. 

BIANCA TEGLIA
Il mio lavoro s'ispira alla manualità del passato, alla creazione di volumi e forme attraverso le proprie mani e non per mezzo di macchine automatiche. Di qui l'idea di usare tessuti poveri, rielaborandone proporzioni e sovrapponendoli tra loro. Il tartan si lega invece all'uso di una stampa in precedenza prettamente maschile nell'armadio della donna contemporanea, che si appropria di materiali nuovi per affermare la propria rilevanza.

MARISABEL DAMATO - "BEHIND THE PEOPLE"
I senzatetto non conoscono la dimensione privata e scelgono quindi di nascondersi occultando ciò che di ultimo e prezioso possiedono, la pelle. La sporcizia diventa una maschera. Il vestito non ha solo un'utilità materiale, non serve solo a ripararsi dal freddo, altrimenti non ci spiegheremmo la ragione della sovrabbondanza di cappotti su un corpo nudo con 40 gradi all'ombra.

GIULIA MASCIANGELO - "AN OTHER UGLY "
La mia collezione si concentra sul concetto alla base della favola "Il Brutto Anatroccolo", per cui qualcosa di brutto possa diventare bello. La ricerca si è quindi focalizzata su elementi di scarto, come i rifiuti che vengono trovati per strada e i sacchi della spazzatura. 

WANG YIXUAN - "COLONIA DIGNIDAD"

Un fiore ibrido è il risultato di due specifically diverse incrociate dall'essere umano. Questo permette di selezionare colori o forme particolari, scegliendo deliberatamente le caratteristiche da mantenere. Da qui l'ispirazione per la mia linea, che vuole esprimere a livello visivo questo processo.

Crediti


Didascalie scritte dagli studenti NABA
Photo Courtesy Negri Firman