per miaoran l'abito è la casa del corpo

Il designer cinese, trasferitosi in Italia nel 2008, continua a far parlare di se grazie alle sue collezioni agender.

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19 luglio 2016, 10:50am

Il team di i-D incontra il giovane designer che, durante la scorsa Settimana della Moda uomo a Milano, ha avuto il privilegio di sfilare al Teatro Armani. Miaoran ci racconta le sue collezioni dotate di una forte e personale caratteristica agender. Per lo stilista infatti, il capo non deve rappresentare un'identità maschile o femminile. Non è importante da chi venga indossato ma il modo in cui questo individuo debba sentirsi protetto e al rifugio dagli eventi esterni, l'abito rappresenta per lui un luogo sicuro. Grazie al modo in cui taglia e cuce i tessuti riesce a dare vita alle silhouette particolari che possiamo vedere sia nella collezione invernale che estiva. Inoltre, Miaoran ci racconta che per quest'ultima sfilata ha deciso di superare i suoi timori inserendo nei capi dei dettagli originali che ci trasportano ancora di più nella sua visione della moda. Dopo aver letto qui sotto l'intervista al giovane stilista originario della Cina non saprete cosa aspettarvi, chissà cos'ha in serbo per noi per la prossima collezione che verrà presentata a settembre. Noi non vediamo l'ora di scoprirlo, e voi?

Miaoran nel backstage della sfilata primavera/estate 17 al Teatro Armani di Milano

Da dove vieni?
Sono originario della Cina, di una città che si chiama Taiyuan.

Da quanto vivi in Italia?
Mi sono trasferito in Italia nel 2008 per il mio corso di studi universitari.

Come definiresti il tuo stile?
Lo definisco gender fluid, non mi interessa vestire qualcuno definendo il suo genere ma vestire semplicemente gli esseri umani. 

Da dove trai ispirazione?
Trovo ispirazione ovunque mi trovi e in qualsiasi cosa io faccia. Sono stimolato da quello che vedo, filtrato da un'estetica non convenzionale che mi porto dentro dalle origini.

Le tue collezioni sono caratterizzate da silhouette morbide che sembrano scivolare naturalmente sul corpo, sia maschile che femminile, che tessuti utilizzi per creare quest'effetto?
Utilizzo tessuti sostenuti ma allo stesso tempo morbidi e piacevoli al tatto. Tessuti che riescano a definire e reggere i tagli e le forme dei miei capi.

Perché possiamo definire le tue collezioni agender?
I miei capi sono pensati per essere la casa del corpo, sia maschile che femminile, un luogo in cui il corpo possa sentirsi al sicuro e a proprio agio, protetto dal mondo esterno. Ogni collezione è infatti caratterizzata da alcuni capi base, uguali sia per l'uomo che per la donna, realizzati però in tessuti diversi.

Nella tua prima collezione hai utilizzato colori neutri creando dei look monocromatici, cos'è cambiato rispetto alla seconda collezione dove sono presenti notevoli accenti di colore?
Il mondo cambia in continuazione, perchè il mio stile non dovrebbe farlo?

I tuoi capi d'abbigliamento sembrano senza tempo, indossabili da persone di tutte le età. Quando disegni la tua collezione a che target fai riferimento?
La verità è che non faccio riferimento ad alcun target. I miei abiti possono, anzi devono, essere indossati da persone di ogni età, persone sicure di sé. Sono la casa del corpo, di qualsiasi corpo.

Nella collezione primavera/estate 17 è presente un ricamo simile ad un pesce, cosa rappresenta per te questa illustrazione?
La presenza dei pesci, di queste strane creature degli abissi, rappresenta il passo per superare ciò di cui si ha paura. Il tema della collezione è infatti l'ittiofobia, la paura dei pesci. Per superare una paura bisogna affrontarla e viverla, per questo ho deciso di inserire questi elementi.

Ci sono dei designer che ti hanno influenzato nel tuo percorso formativo e a cui oggi fai riferimento?
Sinceramente no. Preferisco trarre ispirazione dal mondo, da ciò accade, che vedo e che mi circonda.

Qual è il futuro della moda?
Credo che il futuro della moda stia cambiando, sta tornando a dare importanza alla persona, alla singola identità di ogni individuo. Non è più solamente incentrata prodotto in sé o al marchio di lusso che lo ha realizzato. 

miaoranstudio.com

Crediti


Testo Cecilia Broschi
Immagini su gentile concessione di NextAgency