joana avillez ha disegnato lena dunham più di 70 volte

Non preoccupatevi, sono BFF, ovvero migliori amiche. L'illustratrice di NYC ci racconta di moda eccentrica, unghie finte ed Eloise.

di Alice Hines
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05 gennaio 2015, 10:00pm

Photography Kathy Lo

Scarpe. Unghie lunghissime. Fiori come cappelli. Portauova come cappelli. Eloise. Lena Dunham. All'inizio guardando le illustrazioni di Joana Avillez sembra che persone e oggetti non abbiano nulla in comune, ma poi osservando bene si trovano delle coincidenze. "Mi piace disegnare gente che sembra folle e a cui piace sembrare folle," ci dice Joana. "New York mi ispira molto in questo senso."

Joana però non sembra così. Quando l'ho incontrata a Tribeca, nel suo loft, indossava un completo sartoriale e una camicia a quadretti, un look più da Jane Birkin piuttosto che un' illustratrice folle. Ma essendo newyorkese di quarta generazione sappiamo che ne ha viste di ogni genere. Quando era ragazzina è cresciuta con i capelli viola, che le tingeva un'amica di famiglia. La sua baby sitter aveva terribili e lunghissime unghie finte come artigli e sua bisnonna, la poetessa Blanche Oelrichs era molto eccentrica, come dicevano negli anni 20': "Vestiva solo completi su misura e cravatte. Ed era gay."

 

Joana ritrae amici e personaggi famosi, come Knight Landesman, Grace Coddington, e Zandra Rhodes, li ha designati per Vogue e The New Yorker. Ultimamente è più interessata allo stile che alla moda. "Se qualcuno è molto bello non è detto che possa trasformarsi in un disegno interessante. Sono più affascinanti le persone che incontri per strada." 

Uno dei soggetti preferiti di Joana è la sua miglior amica Lena Dunham. Si sono conosciute all'asilo, a Tribeca nel 1989, e poi Joana ha recitato per Lena nel 2009 nella serie Delusional Downtown Divas. Per anni Joana non è riuscita a disegnarla. "Ho provato tante volte, concentrandomi sulla bocca o altre parti del viso ma non sembrava mai lei," ci racconta. "Ma appena si è tagliata i capelli a caschetto mi è venuta perfetta! I miei disegni sono caricature, non sono mai veramente loro - sono sempre io attraverso i personaggi che ritraggo."

Il progetto più grande a cui Joana ha lavorato è una serie di 70 ritratti di Lena, per il libro che la regista e attrice ha scritto, Not that Kind of Girl, uscito ad ottobre. "Abbiamo una sensibilità simile, so che cosa le piace." Ad esempio per l'introduzione Joana ha disegnato Lena con un portauovo in bilico sulla testa, un omaggio ad Eloise, l'eroina dei libri per bambini degli anni 50', che viveva al Plaza Hotel. "Lena assomiglia un po' ad Eloise". 

Creando le illustrazioni per Not that Kind of Girl, Lena e Joana si sono mandate messaggini e sms a raffica per mesi. "Un pò come essere amici di penna per lunga data." Normalmente il lavoro di Joana è svolto in tempi molto più brevi, ad esempio le tempistiche per pubblicare disegni su riviste, oppure inviti ad eventi o anche illustrazioni dal vivo, come quando l'hanno invitata a disegnare le celebrities che posavano sul red carpet del Met Ball. "Mi piace che l'illustrazione sia commerciale" dichiara. "Non mi considero un'artista. Non sto seduta ad aspettare che mi venga l'ispirazione come un genio folle."

La madre di Joana è un'artista con la A maiuscola, è la fotografa e pittrice Gwenn Thomas. Suo padre, Martim Avillez era un illustratore. Il loft in Reade Street dove abita Joana è praticamente un archivio di famiglia. Dipinti di sua madre incorniciano le pareti attorno alla scrivania dove lei stessa disegna. Di fronte, la parete centrale ha una libreria alta fino al soffitto e richiede una scala simile a quella della Bella e la Bestia per raggiungere i volumi più alti, libri di fumetti, saggi e libri d'arte che appartenevano al padre. Prima che fosse il loft della famiglia Avillez, quello spazio era un pastificio, e prima ancora una fabbrica di cioccolato in polvere. 

Così come è successo a Lena Dunham, sembra facile pensare che il successo di Joana sia dovuto ad amici e genitori famosi. Ma, come per Lena, qui parla la qualità e l'originalità del lavoro. "Mi ci è voluto un po' di tempo per capire che devo fare quello che mi piace, non quello che pensavo mi piacesse. Tutte le mie idee vengono dalla mia infanzia. Se mi viene in mente qualcosa che mi avrebbe fatto divertire quando avevo cinque anni, probabilmente è un'idea perfetta."

joanaavillez.com
@joana_avillez

Crediti


Testo Alice Hines
Foto Kathy Lo

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