come è andata la serata degli oscar 2015

Questo è stato l’anno dei film biografici, dei discorsi ispirati, di indimenticabili performance live e di un vincitore a sorpresa - più o meno.

di Courtney Iseman
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23 febbraio 2015, 4:46pm

"Siamo qui a celebrare i migliori e i più bianchi - intendo brillanti." È iniziata così la presentazione di Neil Patrick Harris, che quest'anno ha davvero dominato agli Oscar grazie alle sue previsioni sui vincitori, un numero musicale di Anna Kendrick, le interferenze di Jack Black e la presenza di Benedict Cumberbatch, beccato a tracannare alcool da una fiaschetta. Chiusure causa Xanax, Dior e la mancanza di nomination non-bianche riassumono perfettamente il 2014 dell'Academy.

Così come NPH, anche molti di noi avevano fatto delle previsioni sulle nomination, e probabilmente, abbiamo indovinato (nessuna grande sorpresa). Come era prevedibile per un film che sembra tratto da un libro di illustrazioni, The Grand Budapest Hotel ha vinto per i migliori costumi, grazie all'incredibile lavoro di Milena Canonero (al quarto Oscar), miglior trucco e acconciature, e miglior scenografia. Mentre J.K. Simmons ha vinto come miglior attore non protagonista per il suo ruolo nell'acclamato Whiplash, prima che Jared Leto e la sua criniera celeste consegnassero il premio come miglior attrice non protagonista a Patricia Arquette, per il suo ruolo in Boyhood. In un momento di adorazione, Arquette ha smosso la situazione con un discorso femminista che ha avuto anche l'appoggio di Meryl Streep. Sempre in argomento di discorsi brillanti abbiamo Graham Moore che, mentre ritirava la statuina come miglior sceneggiatura non originale per The Imitation Game, ha assicurato a tutti i bambini che soffrono che un posto per loro esiste. In quella che è stata una competizione accanita, il vincitore del premio come miglior attore protagonista è andato a Eddie Redmayne, per la sua interpretazione di Steven Hawking ne La teoria del tutto; mentre non è stata invece una sorpresa vedere Julienne Moore vincere come miglior attrice protagonista per la sua magistrale presenza in Still Alice.

Per quanto riguarda le nomination per miglior canzone, rimarrà indimenticabile il tributo di Lady Gaga a Tutti Insieme Appassionatamente ed il suo fattore "Cosa? Come?" Il montaggio della celebrazione In Memoriam è stato aperto da Meryl Streep con un riferimento a Joan Didion, ed è stata chiusa dallo stupendo tributo di Jennifer Hudson. A causare l'ira del web è stato invece il totale snobbamento di Joan Rivers da parte dell'Academy all'interno del montaggio.

L'ennesima prestazione memorabile è stata "Glory" di John Legend e Common che, come se il tutto non fosse già abbastanza emozionante, ha subito dopo vinto l'Oscar.

Quando è arrivato il turno delle nomination per il miglior film, questo si è dimostrato l'anno dei film biografici: ben due geni, un leader della guerra civile, un Navy SEAL, un ragazzo qualsiasi, un bambino che impara a suonare la batteria e un attore caduto in disgrazia - senza contare la storia di un malizioso portiere (vale, vero?). Ed è qui, che c'è stata la vera sorpresa. Il titolo non è stato vinto da Boyhood, che questa stagione ha spazzato tutti gli altri premi, ma da Birdman. Si tratta indubbiamente del film più emozionante dell'anno, ed è stata proprio la sua vittoria la scorsa notte la cosa più emozionante di tutte.

Crediti


Testo Courtney Iseman
Frame da Birdman

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