cosa ne sarà del futuro di raf simons

La settimana scorsa Raf Simons ha annunciato il suo divorzio da Dior dopo soli tre anni alla guida del brand e ora il mondo della moda non può fare a meno di chiedersi che ne sarà della casa di moda francese, di Simons stesso e dell'industria a cui...

di Anders Christian Madsen
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27 ottobre 2015, 10:55am

Quando Raf Simons iniziò a lavorare per Christian Dior nel 2012, in un'intervista gli chiesi se si sentisse già un designer di alta moda. "Tecnicamente e teoricamente, si. Psicologicamente, non lo so," mi rispose. "Dopo 17 anni non so nemmeno se psicologicamente mi sento uno stilista. Non credo che la moda sia l'unica cosa di cui mi voglio occupare o di cui mi occuperò in futuro, ma è ciò di cui mi occupo ora e mi sta piacendo molto, quindi ritengo sia la cosa migliore che io possa fare in questo momento. Mi sento anche avvantaggiato perché so che se in futuro questo non sarà più il mio lavoro - e ad un certo punto sono sicuro che sarà così - non sarà una cosa triste e io non penserò 'Oh no, cosa farò della mia vita adesso?' " Quando lo scorso giovedì pomeriggio ho letto che avrebbe lasciato Dior dopo soli tre anni non ho potuto fare a meno di pensare a quelle parole.

Cosa porta un designer così ambito a lasciare una delle case di moda più importanti del mondo? Ogni risposta a questa domanda è un'ipotesi, ma coloro che hanno guardato Dior and I - il documentario che parla della prima collezione haute couture di Simons per la casa - non avranno potuto fare a meno di notare la grande sensibilità di Simons. Egli mette tutto sé stesso nel suo lavoro, anche se si tratta di una grande casa di moda che fa parte di una corporazione. Quel pensiero mi ha portato a riflettere su quello che Simons mi ha detto riguardo a Christian Dior, lo stilista in persona, tre anni fa. "Non era molto interessato ad attirare attenzione su di se e a tutto ciò che gira intorno a questo aspetto del lavoro. Le cose accadevano e basta, il brand era cresciuto fino a creare questa gigantesca azienda; se attirava l'attenzione non era una cosa voluta. Teneva molto alla sua privacy, ma allo stesso tempo stava sotto i riflettori perché è quello che gli si richiedeva."

"Tuttavia non era tagliato per questo, e nemmeno io lo sono. Dico sul serio, non mi interessa se la gente dice 'Wow!' Non mi interessa. Non mi cambia molto fare una cosa o un'altra. È molto strano, è difficile da spiegare." Diversamente da Mr. Dior, Simons sapeva a cosa stava andando incontro - non è successo così dal nulla - ma stare al gioco non significa farselo piacere. Nella sua dichiarazione di giovedì Simons ha detto: "È una decisione basata esclusivamente sul desiderio di concentrarmi sugli altri interessi della mia vita, incluso il mio brand, e sulle mie passioni che porto avanti al di fuori del lavoro." Con la sua collezione primavera/estate 2016 per la casa Dior, Simons ha messo in dubbio l'importanza della sfilata. Viene da chiedersi pertantose può essere che egli stesso si stia interrogando sui valori dell'industria della moda ad un livello più profondo. 

Gli ultimi tre show di Simon per il suo eponimo marchio sono stati una presa di posizione contro il sistema dell'industria della moda. Lo stilista ci ha portati in un magazzino nella periferia di Parigi per la sua sfilata democratica, dove i posti a sedere sono stati rimpiazzati da una passerella, invitando il pubblico a stare in piedi durante lo spettacolo. Alla fine è andata comunque benissimo. Per la sfilata primavera/estate 16 di questestate si è stranamente rifiutato di rilasciare interviste nel backstage, una mossa inaspettata per un designer con idee così astute. Qualsiasi cosa passasse nella mente di Raf Simons, sembra riguardasse il cambiamento, e il desiderio di prendere in mano la situazione. La linea uomo, per esempio, è cambiata considerevolmente da quando Simons è passato all'alta moda, i dettagli lavorati a mano, ad esempio, si sono fatti più frequenti di stagione in stagione.

Non sarebbe strano pensare che Simons abbia voluto concentrarsi sulla nuova era della moda maschile lavorando al suo brand e creando anche una linea di moda femminile, seguendo le orme di Rick Owens. Ha già incluso alcune figure femminili nella sua sfilata Raf Simons autunno/inverno 15. "Nell'ultimo paio d'anni ci stavo pensando seriamente, ma poi mi è capitata quest'occasione con Dior, e non è facile dire di no ad un'occasione simile" mi ha detto tre anni fa. "Stavo già cercando di organizzare la mia collezione femminile, ma confrontandomi con altre persone e analizzando i pro e i contro ho pensato sarebbe stata una cosa difficile da realizzare. È stata una cosa parecchio strana, avevo buttato giù una lista delle possibilità e Dior era su quella lista. E alla fine guarda cos'è successo."

Sembra improbabile che Simons lavori già da subito per un'altra azienda, anche se in breve tempo tutto può accadere - basta guardare il suo predecessore da Dior, John Galliano, che si occuperà della linea uomo di Maison Margiela e che ha lanciato un profumo lo stesso giovedì pomeriggio in cui Simons ha lasciato Dior. Dopo un periodo di stallo sembra che Galliano stia andando fortissimo. Se si creeranno le condizioni, non è impensabile che Simons lavori in futuro per aziende americane come PVH, a cui appartiene Calvin Klein, che viene spesso associato all'estetica di Simons. Ma non dimentichiamolo, la lista delle possibilità di Simons è breve.

Nel 2012 mi disse che non gli importava che la gente lo etichettasse come minimalista. "Considerando la mia decisione di lavorare per Dior, sono sorpreso che la gente mi chiami così. Se avessi deciso di andare da Calvin Klein - non che fosse possibile - credo che la gente avesse potuto trarre le proprie conclusioni, ma ora mi sembra noioso, per dirla in maniera carina, che continuino ad etichettarmi così, devono capire che voglio esplorare nuove cose e andare verso direzioni diverse." Se i suoi tre anni da Dior hanno dimostrato qualcosa, quel qualcosa è proprio che Simons non può essere etichettato come minimale. Ripenso al suo lavoro e non posso fare a meno di ricordare le sue sfilate maestose e le sue fantastiche collaborazioni con il make-up artist Peter Philips, il maestro Michael Gaubert, lo stylist Oliver Rizzo e il fotografo Willy Vanderperre - tutti i grandi amici che ha portato con se da Dior.

Ma ricordo inoltre Nicole Kidman a Cannes in quel vestito floreale di Dior, quando ha fatto parte della giuria del festival nel 2013, nei panni di una Barbie di porcellana degli anni '40. O Jennifer Lawrence, con un look Dior più drammatico, quando è inciampata sulle scale agli Oscar del 2014. La permanenza di Simons da Dior segna un momento cruciale per il mondo della moda, iniziato con una recessione, l'uscita di scena di John Galliano e tutto ciò che rappresentava. Raf Simons, in un certo senso, ha incarnato lo spirito che ha dominato la moda femminile degli ultimi tempi. Da quando ha lasciato Dior sembra stia cambiando nuovamente il volto della moda, segnando l'inizio di una nuova era, iniziata con il ritorno di Galliano a Maison Margiela.

Chi prenderà il suo posto da Dior allora? La mia ipotesi vale quanto la vostra, ma i pettegolezzi parlano di Riccardo Tisci, che non dovrebbe nemmeno cambiare datore di lavoro, dato che Givenchy appartiene già alla stessa azienda, LVMH. Il nome di Erdem Moraliogu era già sulla bocca di tutti quando Galliano ha lasciato Dior, ma, visto il successo che sta avendo il suo brand, prima di Natale avrà probabilmente già costruito il suo impero personale. Nicolas Ghesquière è già il ragazzo d'oro di LVMH, impegnato da Louis Vuitton, e Phoebe Philo la figura portante di Céline. Forse Marc Jacobs vorrebbe avere nuovamente due linee da portare avanti? Dopo aver lasciato Vuitton per dedicarsi al suo brand la cosa sembra abbastanza improbabile. E poi c'è un'atmosfera tutta nuova nel mondo moda, si cercano giovani talenti, grazie soprattutto a Gucci e a Alessandro Michele, che ora è una superstar. Dior sceglierà mai un designer sconosciuto? Il nostro, dopotutto, è un mondo nuovo.

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Ritratto Willy Vanderperre
Foto sfilata Mitchell Sams, Christian Dior primavera/estate 16

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