m.i.a. ci parla della reazione "estrema" che ha provocato il suo ultimo video sul tema dell'immigrazione

Secondo la rapper il video ha ricevuto un "sostegno eccezionale" dai fan, ma anche "molto odio" dai gruppi neo-nazisti.

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18 gennaio 2016, 11:00am

M.I.A ci ha parlato della reazione "estrema" che ha provocato Borders, il brano con relativo video musicale che affronta l'attuale crisi dell'immigrazione in modo palesemente critico. In un'intervista per Al Jazeera, M.I.A. afferma di avere ricevuto un sostegno eccezionale dai fan e da altre persone che riconoscono l'importanza del fatto che gli artisti trattino temi attuali e d'impatto sulla nostra società". Ad ogni modo, ci svela anche che Borders, in cui vediamo gente che cerca disperatamente di oltrepassare recinti di filo spinato e M.I.A a capo di quella che si potrebbe definire una moderna versione dell'Arca di Noé, è stato oggetto di "molto odio". Questa avversione è stata palesata soprattutto da "gruppi neo-nazisti e persone che pensano che stia sostenendo il genocidio dei bianchi. Pensano sia questo che sto pubblicizzando".

Da bambina, la famiglia di M.I.A. è partita da uno Sri Lanka dilaniato dalla guerra per recarsi in un decisamente più sicuro ovest di Londra. Nell'intervista, la rapper (il cui vero nome è Mathangi Arulpragasam) si descrive come un "poster child" in una Gran Bretagna multiculturale. "Devo far parte di qualcosa che aiuti a trovare una soluzione in cui il multiculturalismo e l'integrazione funzionano bene, piuttosto che rappresentare un problema," aggiunge.

All'inizio della scorsa settimana, la casa discografica della cantante di Borders ha ricevuto una lettera dai toni piuttosto forti dalla squadra calcistica francese Paris Saint-Germain. Secondo il club, il fatto che nel video la rapper indossi una versione modificata della maglia della squadra potrebbe nuocere alla loro immagine. Confermando il suo proverbiale atteggiamento ribelle, la rapper ha descritto il dibattito con il club calcistico come "assolutamente irrilevante", dicendo a Noisey: "Preferirei spendere il mio tempo a Calais, reclutando immigrati per formare una squadra per la quale potrebbe pagare il PSG, se proprio ci tiene così tanto, invece di stare qui a combattere in giudizio per una t-shirt." Facendo riferimento a una precedente disputa legale con la National Football League, avvenuta quando, nel 2012, ha alzato il dito medio durante il suo concerto per il Super Bowl, ha aggiunto ironicamente: "Sono sempre gli sportivi che mi vengono a cercare! Non so cosa dovrei fare… Forse sposare un calciatore!"

Crediti


Foto Wolfgang Tillmans
The Declaration Issue, No. 255, 2005