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la moda è un fiume di parole, letteralmente

Dalla logomania agli scarabocchi di Raf Simons, cosa significa vedere le parole sui vestiti?

di Austen Leah Rosenfeld
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06 marzo 2015, 11:10am

raf simons, spring/summer 97

Il continuo intreccio tra parole e abiti è una tendenza che abbiamo già visto sulle passerelle. Ma oggi ci sono ancora più occhi che cercano frasi a effetto. L'autunno/inverno 15 sta portando avanti il nostro trend del creare slogan: da Marc by Marc Jacobs le modelle hanno indossato i loro ideali sulle maniche, prendendo le stampe politicamente impegnate di William Morris come ispirazione, hanno abbellito i loro vestiti con messaggi come "Il nostro futuro" e "suffragio". La collezione autunno/inverno 15 di Walter Van Beirendonck è stata una preghiera alla fine del terrorismo e anche alla ricerca della bellezza. Dame Viv è l'esempio di designer politicamente impegnata, il cui messaggio è esplicitamente stampato sui suoi tessuti, ha basato la sua carriera sul mettere in evidenza l'orientamento politico in cui credeva attraverso le sue creazioni, e le generazioni di giovani punk seguendo la sua scia hanno abbracciato la sua idea, dal nichilistico slogan di Christopher Shannon 'Thanks For Nothing' a quello più positivo di Matthew Miller 'My Life Is My Message'. Questo è un trend che è sempre esistito e non sembra al momento voler cedere.

Nella collezione maschile autunno/inverno 2015 Raf Simons uno dei look più memorabili è stato un trench bianco coperto da note e scarabocchi. L'ispirazione è venuta fuori da un preciso rituale delle università belga. La sua collaborazione con Sterling Ruby era carica di parole. Alla sfilata di Valentino di quest'anno, citazioni da Dante e Shakespeare sono state cucite tra gli strati di tulle iridescente.

Sicuramente, questo potrebbe essere un altro segnale della nostalgica ossessione che la moda. Mentre le librerie chiudono e prevale internet, la scrittura a mano mantiene un suo certo fascino. I bambini continueranno a portare i loro disegni a casa per farli vedere ai genitori o anche questi si trasformeranno in file internet?

Che le parole possano essere indossate non è nuovo; i vestiti hanno sempre avuto uno stretto rapporto con la parola. "Le scritte sui vestiti sono formule magiche che ti proteggono come armi in una battaglia attraverso la storia europea," spiega Valerie Steele, insegnante di moda e curatrice del museo al Fashion Institute of Technology. "Le parole sono in qualche modo sempre magiche. Fanno sì che le cose avvengano".

Quando scriviamo una parole sui nostri abiti, questi acquisiscono un valore rituale, rinforzandosi con un significato maggiore rispetto a quello originario. Sono loro stessi un'azione. E se i vestiti sono barriere tra noi e il mondo, queste parole sono il nostro scudo.

C'è anche la relazione tra parole e loghi, i segni grafici più utilizzati sugli abiti. La logomania del XXI secolo si sta riducendo, ma il movimento è tornato ormai nei nostra colletiva coscienza sartoriale negli ultimi anni. Hood By Air, per esempio, ha costruito un massiccio seguito intorno ai suoi vestiti con emblema HBA. "Le parole hanno un valore eraldico - ha detto Steele - non sono forse le frasi di poesie a comporre i loghi?"

E se i loghi del brand ti permettono di accedere a un certa tribù, lo fanno anche le parole. Ma ai tempi di Shakespeare non si parlava ancora di capitalismo. Alexander McQueen aveva una frase di Shakespeare tatuata sul braccio: "l'amore non guarda con gli occhi." C'è un lungo elenco di designer che nella storia si sono appropriati di Shakespeare per la loro estetica.

Vi ricordate quando a scuola i vostri compagni scrivevano sulle suole delle scarpe? Quello era una firma, un'espressione di personalità su un oggetto commerciale che tutti avrebbero potuto comprare. Io ho una vecchia giacca di pelle che ho per sbaglio segnato con una penna blu e quello schizzo è rimasto. Amo quella macchia. Non esiste nessuna giacca uguale alla mia.

Crediti


Testo Austen Lean Rosenfeld
Foto Ash Kingston

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