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questa fotografa racconta alla perfezione la sensualità del corpo femminile

"Voglio parlare alle donne, alle nostre vagine, ai nostri seni e alle nostre forme. Ma senza volgarità."—Sara Lorusso

di Zio Baritaux
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11 gennaio 2018, 11:32am

Quando i genitori le hanno regalato una macchina fotografica per il suo 16esimo compleanno, Sara l'ha usata per immortalare "ogni centimetro" del suo corpo. "Ho vissuto quel periodo di trasformazione, quello in cui passi da ragazza a donna, sempre con la macchina fotografica in mano," spiega Sara, che oggi ha 23 anni. "Ho capito subito che il mio corpo stava cambiando, proprio come stava cambiando il mio modo di fare fotografia." Così ha iniziato a far posare le sue amiche, ma anche a collezionare scatti rubati degli amanti tra le strade di Bologna. Poi però è tornata al corpo femminile. Con luci caliginose e una messa a fuoco morbida, Sara fotografa le forme delle donne e continua a esplorare la sessualità dei vent'anni. Il suo punto di vista così attuale in materia di ritratti esprime tutta la vulnerabilità di questa fase grazie all'attento posizionamento di fiori e frutti, che diventano simbolo del corpo umano e degli organi sessuali. Meloni tagliati a metà, avocado, uova fritte e panini, ad esempio, rappresentano vagine, seni e vulve nei suoi lavori. "Voglio che in ogni immagine ci sia un riferimento diretto alla sessualità femminile, a qualcosa di idillico. A una sensibilità delicata," dice Sara. "Voglio parlare alle donne, alle nostre vagine, ai nostri seni e alle nostre forme. Ma senza volgarità. Spesso descrivo questo progetto come una metafora gentile del sesso."

Perché hai iniziato a fotografarti durante l'adolescenza? È stato un modo per esplorare la tua sessualità e cercare di gestire al meglio il passaggio da ragazza a donna?
Credo che la fotografia mi abbia permesso di vivere in modo più consapevole i cambiamenti del mio corpo, permettendomi di scoprire con gradualità la nuova Sara. Un giorno ho guardato una mia foto e ho capito di essere una donna, di lì sono iniziate le sperimentazioni—come gli autoscatti allo specchio, ad esempio. Provo a capire chi sono attraverso la macchina fotografica.

Com'è nata la tua serie sulla sessualità?
Ho iniziato questo progetto fotografando una mia amica. Le mie idee le piacevano, così ha accettato subito di farmi da modella. Dopo averla fotografata, ho capito che sarebbe stato interessante lavorare con i corpi di donne diverse. Così ho iniziato a spargere la voce e a fotografare altre ragazze che condividevano il mio punto di vista. Non ho mai lavorato con delle sconosciute, perché voglio essere sempre certa che la persona di fronte all'obiettivo la pensi davvero come me.

Cosa ti affascina del corpo femminile?
Ho sempre saputo che il mio interesse principale in fotografia sarebbe stato il corpo. Per questo ho iniziato con gli autoscatti, volevo analizzare le mie forme in diversi momenti: mi sono fotografata mangiando, lavandomi i denti, baciando il mio ragazzo. Mi piaceva raccontare la mia vita, era una sorta di diario segreto fatto di immagini, perché le immagini permettono a tutti di capire chi sono e trattano temi che interessano qualunque altra donna. Se fossi un uomo, probabilmente avrei lavorato sul corpo maschile, perché prima di analizzare chiunque altro ho sentito il bisogno di analizzare me stessa. Con il passare degli anni l'interesse si è spostato verso le forme in generale. Tutto mi affascina del corpo, dai fianchi alle gote. Credo che l'essere umano sia di una bellezza mozzafiato in tutte le sue imperfezioni. Non servono filtri.

Perché nel tuo lavoro usi così spesso fiori, frutta e cibi? Perché l'avocado o un sandwich ad esempio? Cosa rappresentano per te?
Vedo le donne come un frutto da assaggiare, un fiore da annusare o una pianta da aiutare a crescere.

Questo è il punto di partenza da cui inizio a osservare tutto, dalla frutta che mangio al prosciutto del mio panino. Mi ricordano parti diverse del mio corpo e così diventano parte dei miei shooting. Per rispondere alla tua domanda, in quel prosciutto o visto le labbra di una vagina. E nei pistilli dei fiori spesso intravedo clitoridi. Prima di mangiare qualcosa tendo a studiarlo attentamente.

Cosa vuoi trasmettere a chi guarda le tue foto?
Il mio lavoro viene spesso descritto come una composizione esteticamente appagante, con colori delicati. Ed effettivamente ho lavorato duro per arrivare a questo obiettivo, anche se non è mai stato quello principale.Voglio che in ogni immagine ci sia un riferimento diretto alla sessualità femminile, a qualcosa di idillico. A una sensibilità delicata. Voglio parlare alle donne, alle nostre vagine, ai nostri seni e alle nostre forme. Ma senza volgarità. Spesso descrivo questo progetto come una metafora gentile del sesso.

Qual è l'elemento che accomuna tutti i tuoi scatti?
Nel corso degli anni ho lavorato a diversi progetti, perché voglio capire chi sono come persona e come fotografa. Voglio che tutti i miei scatti siano intimi e voglio che chi li osserva abbia la sensazione di essere entrato per un istante nel mio mondo. Voglio che pensino di essere a casa mia, nel mio bagno o nel mio soggiorno, magari anche di aver conosciuto la mia famiglia. Infine, spero che tornando a casa continuino a pensare a me, alla fragile ragazza che non ha paura a parlare del suo mondo.

@loruponyo

Crediti


Testo di Zio Baritaux
Fotografia di Sara Lorusso

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