Adwoa wears T-shirt Saint Laurent. Hat The Leather Man. Earrings (worn throughout) Repossi and model's own. 

inez van lamsweerde ci parla del potere della fotografia al femminile

Inez van Lamsweerde ha catturato con i suoi scatti Adwoa Aboah per in nuovo Female Gaze Issue di i-D, e noi l'abbiamo incontrata per parlare dei trent'anni passati a creare il suo iconico immaginario.

di i-D Staff
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22 agosto 2016, 2:55pm

Adwoa wears T-shirt Saint Laurent. Hat The Leather Man. Earrings (worn throughout) Repossi and model's own. 

Giacca e camicia Balenciaga. Gonna Junior Gaultier di Resurrection Vintage. Bandana e guanti dello stylist. Badge e portachiavi Supreme.

Giacca e gonna Ronald van der Kamp. Guanti dello stylist. Stivali Balenciaga. 

Giacca Junior Gaultier di Resurrection Vintage.

Giacca e T-shirt Saint Laurent. Cappello The Leather Man. Occhiali e bandana dello stylist. 

Giacca e gonna Anthony Vaccarello. T-shirt Saint Laurent. Cappello The Leather Man. Occhiali dello stylist. Stivali Balenciaga. 

Inez Van Lamsweerde è una delle fotografe di moda dallo spirito più pioniero; è la creatrice di una nuova estetica che vede combinato l'idea classica di romanticismo e il glamour anni '70 con il mondo della manipolazione digitale degli anni '90. Ha sovvertito la facile opulenza e la sessualità esplicita impregnando il tutto di un surrealismo che è stato reso possibile proprio dall'avvento della tecnologia. Il mondo della moda ha intrapreso un nuovo cammino verso la realtà e l'onestà documentaria del grunge e dell'heroin chic.

La madre era una giornalista di moda e per questo Inez è cresciuta tra le pagine di Vogue, educata dall'estetica di fotografi come Guy Bourdin e Helmut Newton, la cui influenza è visibile nei suoi lavori. Fin da piccola ha frequentato le sfilate parigine, dilettandosi a disegnare gli abiti che aveva visto in passerella: da qui è nato il suo sogno di diventare stilista. Poco dopo essere stata accettata alla scuola di moda di Amsterdam cambiò il suo corso scegliendone uno di fotografia e fu lì che conobbe Vinoodh (il suo partner creativo da ormai 30 anni) che le commissionò di scattare le immagini pubblicitarie della sua collezione di debutto.

Fu amore a prima vista e i due iniziarono a lavorare insieme come co-autori delle loro fotografie. Le loro immagini sono diventate tra le più celebri del mondo della moda, dalle campagne pubblicitarie a editoriali che vedono protagonisti talenti di spicco, grandi nomi e alcuni dei volti più interessanti del panorama culturale contemporaneo.

Inez fu tra le prime a sperimentare la manipolazione digitale e sicuramente una tra le prime a sfruttare il potenziale di questa nuova tecnologia. Ricordiamo i suoi famosi ritocchi di capezzoli e vagine nella sua serie di nudi, Thank You Thighmaster, che esplora la superficie, l'artificio, la moda e il miglioramento di se stessi grazie ad una sessualità neutra e particolare. Si tratta di temi che abbiamo visto affrontare più volte dalla fotografa.

Inez iniziò lavorando per The Face. La sua serie, For Your Pleasure, rappresentava un atto di ribellione contro la predominante estetica grunge di quel periodo. La serie era futuristica e glamour, anche se nelle immagini erano presenti degli elementi improbabili - le modelle e lo sfondo erano disgiunti l'uno dall'altro e modificati digitalmente - che contribuivano a sdrammatizzare il lusso.

Poco dopo che i loro lavori cominciarono a riscuotere successo, Inez e Vinoodh si trasferirono a New York. Fu proprio nella Grande Mela che i due diventarono due dei nomi più richiesti del mondo della moda. Hanno praticamente lavorato con tutti; sono stati contributor di i-D ovviamente, ma anche per Vogue, Pop, Harper's Bazaar, Fantastic Man e Purple per citarne alcuni. Insieme hanno dato vita a collaborazioni con artisti come Bjork e Lady Gaga e più recentemente con Rihanna, Kanye West e Paul McCartney. Anche case di moda come Saint Laurent, Dior, Givenchy, Balenciaga, Yohji Yamamoto, Louis Vuitton e Helmut Lang hanno scelto Inez per rivisitare l'estetica dei loro brands.

Per questa issue dedicata alle donne di talento dietro alla macchina fotografica era inevitabile parlarvi della fotografa che ha catturato lo spirito della nostra cover star Adwoa. "Mi assicurerò sempre che nelle foto emerga il suo essere intelligente, forte, eroica, sorprendente e bellissima, anche se queste immagini esprimono una certa fragilità," dice Inez riguardo al suo modo di scattare in quanto donna. Abbiamo incontrato la fotografa per saperne di più sul suo lavoro...

Qual è il tuo primo ricordo del mondo della moda?
Mia madre era una giornalista di moda e per questo motivo andavo alle sfilate già da quando avevo 3 anni, disegnando proprio come faceva lei. Sono cresciuta circondata da Vogue France: era il mio punto di riferimento in tutto. La fotografia di Guy Bourdin e Helmut Newton mi ha insegnato tutto su stile, equilibrio, comportamento, composizione, colori, forza, surrealismo e vitalità.

Come hai iniziato a interessarti alla fotografia?
Ho iniziato a studiare design di moda, ma ho subito cambiato scegliendo un corso di fotografia alla scuola d'arte quando mi sono accorta che l'idea che avevo della moda era basata esclusivamente sulle immagini. Tutti i progetti ci venivano assegnati come se si trattasse di veri e propri shooting di moda. Mi veniva naturale perché sono stata a contatto con la moda sin dal momento in cui ho imparato a camminare. Durante il primo anno a scuola ho iniziato a lavorare con Vinoodh, che aveva appena prodotto la prima collezione per il suo brand, Lawina. Mi chiese di scattare le foto per la sua campagna. 

Dopo il primo incontro con Vinoodh avresti mai pensato che sarebbe diventato un rapporto così fertile e duraturo? Dal punto di vista personale e creativo.
È stato amore a prima vista e la sintonia dal punto di vista creativo era tanto forte che ci sorprendevamo l'un l'altro con il nostro lavoro. A quei tempi eravamo entrambe legati ad altre persone, ma da quando abbiamo iniziato a lavorare insieme non abbiamo mai smesso. Ci sono voluti sei anni prima che diventassimo di fatto una coppia.

Perché pensi che sia una relazione così stimolante?
Siamo entrambe pieni di passione- sul lavoro, con nostro figlio e nella vita insieme.

C'è qualcosa che ti manca di quel primo periodo?
Avevamo la possibilità di concentrarci più a lungo su ogni singola immagine. Potevamo passare più tempo a sviluppare le nostre idee e sperimentare modi diversi di fotografare, dato che i progetti ai quali lavoravamo erano meno.

Come nascono i concept per le tue immagini?
Mi appaiono nella mente nei momenti di tranquillità.

Che consiglio daresti a una giovane te stessa?
Le relazione con le persone con le quali ami lavorare sono la cosa più importante.

Chi ti ha influenzata maggiormente quando hai iniziato?
Guy Bourdin, Helmut Newton, Richard Avedon, Irving Penn, Deborah Turberville, Sarah Moon, Rainer Werner Fassbinder, Luchino Visconti, CNN, Newport cigarette ads, Pablo Picasso, Jeff Wall, Jeffrey Deitch...

Cosa caratterizza secondo te le tue fotografie?
Vitalità emotiva e fragilità, surrealismo e realtà, eroismo e vulnerabilità. In una parola, dualismo.

Credi che essere una fotografa donna abbia influenzato il tuo stile?
Si, proietto sempre me stessa nella ragazza che sto fotografando, pensando: 'mi piacerebbe apparire così? Mi atteggerei in quel modo se fossi io a indossare quel look?' Ci fidiamo l'una dell'altra e voglio che la ragazza appaia sempre intelligente, forte, eroica, sorprendente e bella anche quando la foto mostra la sua fragilità.

La fotografia di moda è tradizionalmente dominata dagli uomini, secondo te perché?
Era visto come un lavoro tecnico un tempo e le donne sembravano non essere portate per lavori tecnici. E poi ci sono le belle donne che gli uomini fotografano, e lì entra in gioco la seduzione.

Hai mai pensato che essere donna penalizzasse la tua carriera? 
All'inizio alcune persone pensavano non potessi occuparmi della parte tecnica o portare attrezzature pesanti. Ma poi donne come Annie Leibovitz e Cindy Sherman hanno spianato la strada.

Che consiglio daresti alle giovani fotografe in erba?
Studiate finché potete, trovate il vostro personale linguaggio visivo senza per forza dover vendere il vostro prodotto.

Di recente abbiamo assistito al successo di molte giovani fotografe, perché secondo te?
Credo che il mondo abbia bisogno di essere visto in modo delicato.

 Come descrivi la relazione tra moda e arte nella tua fotografia?
Sono una cosa. 

Qual'è il cambiamento più grande avvenuto all'interno dell'industria da quando hai iniziato?
Il digitale, in tutti i sensi. 

Cos'altro ti piacerebbe fare di creativo oltre alla fotografia?
Ci interessa il design d'interni ma anche aprire un ristorante o progettare un hotel. Abbiamo un sacco di idee. Potremmo anche fare film!

Quali sono secondo te le immagini più iconiche?
Le fotografie di Me Kissing Vinoodh.

Crediti


Fotografia Inez Van Lamsweerde 
Fashion director Alastair McKimm 
Creative direction Vinoodh Matadin
Capelli Ward di The Wall Group utilizzando Living Proof. Trucco Kabuki utilizzando M.A.C Cosmetics. Unghie Michelle Saunders di Forward Artists utilizzando Essie.
Direttore luci Jodokus Driessen. Studio manager Marc Kroop. Studio co-ordinator Tucker Birbilis. Assistente alla fotografia Joe Hume. Tecnico digitale Brian Anderson. Assistente moda Lauren Davis, Sydney Rose Thomas. Assistente trucco Jenny Clemens. Produzione Stephanie Bargas e Eva Harte di VLM Productions, Gabe Hill e Suzy Kang di GE Projects. Modella Adwoa Aboah di Tess Management e The Lions.

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