perché hollywood è così sessista?

Due studi recenti rivelano la mancanza di donne nei film, chiamiamo all’azione più Amy Schumers e Kathryn Bigelows.

di Jane Helpern
|
04 settembre 2015, 8:45am

Caitlyn Jenner è la Regina. La sopravvissuta ad uno stupro Emma Sulkowicz è andata contro il sistema portandosi dietro un materasso in giro per il campus della sua università. E la fotografa Petra Collins è a capo di un gruppo di ragazze che fa arte che propone una visione positiva del corpo femminile, ideando intimo e libri. E' facile capire perché il 2014 è stato celebrato (e compianto) come "l'anno in cui il femminismo è diventato virale." Quindi perché Hollywood - probabilmente l'epicentro della politica liberale - è ancora pieno di ineguaglianze di genere? Due studi recenti hanno sottolineato la forte assenza di ruoli femminili nei film. Queste statistiche dimostrano che personaggi femminili che spaccano il culo come Katniss Everdeen e Furiosa, e stelle come Meryl Streep (che appare nel suo 51esimo film quest'estate), sono eccezioni, non regole.

Nel 2014, uno studio condotto dalla dottoressa Martha Lauzen, direttore esecutivo del Center for the Study of Women in Television and Film della San Diego State University, ha rivelato che le donne sono solo il 12% dei protagonisti dei 100 film che hanno fatto più incassi lo scorso anno. Sono anche solamente il 29% dei personaggi principali e il 30% delle comparse parlanti, un calo notevole dal 2002.

E l'ultima ricerca della Media, Diversity & Social Change Initiative dell'University of Southern California mostra che dal 2007 a fine 2014, nella lista dei 700 film di maggiore incasso degli Stati Uniti, solo il 30.2% dei personaggi che parlano o che hanno un nome sono donne.

Si è scoperto anche che (sorpresa!) i film mostrano per la maggior parte persone bianche e etero. In pratica, Hollywood non riflette per niente la realtà o la direzione verso cui sta andando la società (e la TV).

Mentre questi numeri ci dovrebbero incitare all'azione, la verità è che il fatto che le donne non vengano rappresentate sul grande schermo non è un fenomeno nuovo. In riposta all'articolo del New York Times che parla dello studio, la critica dei media Lili Loofbourow ha twittato, "Non vado al cinema se la protagonista non è donna. L'ho fatto per 5 anni. Ho risparmiato TANTISSIMI SOLDI."

Nel 2014, Cate Blanchett ha accettato l'Oscar come Migliore Attrice nel film Blue Jasmine di Woody Allen con un discorso che ha condannato gli atteggiamenti sessisti di Hollywood. "Per quelli dell'industria che sono ancora stupidamente attaccati all'idea che i film femminili, con donne al centro, siano esperienze di nicchia: non lo sono. Il pubblico vuole vederli, e, infatti, guadagnano soldi. E' ovvio, gente," ha detto con ostentazione.

Più tardi, Jessica Chastain di Interstellar ha detto a Vulture, "Penso che ci sia un grosso problema nel cinema americano, dove le storie sulle donne non sono nutrite e celebrate e portate sullo schermo tanto spesso quanto le storie sugli uomini." Tuttavia, osserva che con il successo di film incentrati sulle donne come Lucy con Scarlett Johansson, che ha fatto guadagnare 44 milioni di dollari durante il primo weekend in uscita nelle sale (battendo Dwayne Johnson in Hercules per il primo posto al botteghino), si sta assistendo a un recupero. "Sento che i tempi stanno cambiando, perché i soldi significano tutto," ha aggiunto.

Tanto preoccupante quanto la loro presenza ridotta sullo schermo, è l'invisibilità delle donne dietro le scene. Secondo un rapporto di USC, tra i 1,326 creatori di contenuti del 2014, solo 2 donne sono registe, 33 sceneggiatrici, e 175 produttrici. Tenendo conto di questo, lo scorso maggio l'ACLU ha inviato una lettera al governo federale per fare una ricerca su "il fallimento sistematico dell'assumere donne registe su tutti i livelli dell'industria cinematografica e televisiva." In risposta, la regista Kathryn Bigelow (Zero Dark Thirty, Hurt Locker), una delle poche registe donne ad essere rappresentata nell'industria, ha dichiarato, "La discriminazione di genere stigmatizza tutta la nostra industria. Il cambiamento è essenziale. Bisogna assumere senza tener conto del gender."

Se questo non è un segno chiaro di quanto il sessismo sia radicato, lo è di certo il Tumblr popolare Shit People Say To Women Directors (& Other Women In Film). Era nato come un luogo sicuro per donne nell'industria cinematografica per scambiarsi storie orribili ed è diventato una risorsa di valore per sensibilizzare e fare dei progressi. Da racconti ripugnanti di molestie sessuali (un regista portò una videocamera in segreto per filmare illegalmente una scena di nudo con un'attrice, dice l'assistente regista Michelle Millette) a discorsi paternalistici ("Devi sposare un uomo ricco e fare film per divertimento con i suoi soldi," ha detto un collega a un'aspirante regista), il blog denuncia le discriminazioni orribili e onnipresenti che le donne affrontano ogni giorno al lavoro.

Nonostante l'ambiente inospitale di Hollywood, ci sono alcuni esempi rincuoranti. Un disastro di ragazza, scritto e interpretato dalla comica femminista Amy Schumer, ha guadagnato ben 30.2 milioni di dollari nel primo weekend di proiezione nelle sale, e si prepara ad essere il nuovo Le amiche della sposa (forse la commedia incentrata sulle donne più divertente e scurrile degli ultimi anni). E The Diary of a Teenage Girl con Kristen Wiig e Bel Powley, diretto da Miarielle Heller (il cui prossimo film parla della vita della giudice capo della Corte Suprema Ruth Bader Ginsburg) è stato elogiato per come tratta in modo autentico i tumescenti protagonisti della coraggiosa storia di formazione di Minnie Goetz.

Per citare Louise Sawyer dell'epico film drammatico di donne fuorilegge Thelma & Louise, "Ottieni ciò di cui ti accontenti." Se la recente rivolta non ci da indicazioni su cosa aspettarci, accontentarsi è l'ultima cosa che hanno in mente le attrici e le registe. Nel mondo delle fondatrici di SPSTWD, "Se vuoi diventare una regista, ma queste storie ti spaventano, diventa comunque una regista. E inizia ad assumere donne il più possibile." È un grido di guerra e un mantra che può essere messo in pratica da tutte le donne, di qualsiasi professione. E visto che abbiamo già citato i nostri film preferiti con donne al comando, chiudiamo con una frase de Il club delle prime mogli: "Non prendetevela, prendetevi tutto!" "

Crediti


Testo Jane Helpern
Fotogramma dal film The Diary of a Teenage Girl