CSM MA 2018 Show. Photography Asia Werbel

nove modi per sopravvivere al primo anno in un'università di moda

Regola numero uno: non fate gli stronzi, tanto non va più di moda da almeno 30 anni.

di James Anderson
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24 settembre 2018, 11:14am

CSM MA 2018 Show. Photography Asia Werbel

Dopo esservi assicurati un posto nel corso di fashion design dei vostri sogni, la realtà delle cose si fa spazio nel cervello e vi fa capire che forse le cose saranno leggermente più complicate di quanto avevate preventivato. La vita universitaria è un delicato equilibrio tra esigenze economiche, accademiche e sociali.

Ecco, ripensando al nostro primo anno all'università, abbiamo deciso di scrivere questa mini guida per aiutarvi a superare indenni questa nuova, emozionante e bellissima avventura.

1. Non fate gli stronzi.
Tanto scontato quanto importante. Non importa quanto figo sia il vostro outfit per il primo giorno, non siamo ne Il Diavolo Veste Prada e nessuno vorrà diventare vostro amico se fate gli stronzi. Quell'atteggiamento da bulli menefreghisti non va più di moda dagli anni '80 almeno.

2. Non spendete tutti i vostri soldi all'ultimo piano dell'Excelsior.
La tentazione di vedere la borsa di studio, o l'aiuto economico dei vostri genitori, o qualunque altra entrata economica voi abbiate al momento, come una sorgente infinita di soldi da spendere in shopping. La leggenda narra di studenti arrivati in città che hanno speso così tanto in abbigliamento Comme des Garçons/Rick Owens/Prada/Raf Simons da aver poi dovuto fare la spesa al Lidl per tutto il mese successivo.

3. Invece, andate per mercatini.
Parlando di fare la spesa al Lidl perché avete finito i soldi del mese, una buona opzione per ridurre le uscite della categoria shopping senza rinunciare a vestirvi decentemente è andare per mercatini. Certo è più faticoso, richiede più tempo e non sempre dà frutti, ma vuoi mettere la soddisfazione di trovare una Saddle Bag d'epoca a 50 euro?

4. Lasciatevi trascinare dal cosmopoltismo.
Le università di moda e design sono tra gli istituti che registrano il maggior numero di studenti stranieri, quindi meglio approfittare di questo vantaggio. Insomma, mettete da parte la spocchia tutta italiana (e la paura di non parlare abbastanza bene l'inglese) e mischiatevi con i vostri nuovi compagni. Ve lo dico perché se durante il mio primo giorno alla CSM non avessi conosciuto Roxane, adesso non parlerei fluentemente inglese, non avrei visitato in lungo e in largo tutta Hong Kong e non sarei in grado di rapportarmi con il popolo cinese.

4. Non fissatevi troppo con i 30 e lode.
Durante il primo anno sarete letteralmente sommersi da progetti ed esami, ma non lasciatevi ossessionare dai voti. Ovviamente, prendere un bel 30 e lode è una soddisfazione no indifferente, specialmente se a essere valutato è il vostro primo bozzetto di una giacca in chiffon e piume. Ma la cosa che conta davvero è imparare dalle vostre esperienze, spingervi al di fuori della vostra zona di comfort e sviluppare la vostra creatività in modo tale da renderla unica e originale. E questo è infinitamente più importante di una media del 28.

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5. Finitela di stare su Instagram durante le lezioni.
Niente farà infuriare i vostri docenti più che vedervi incollati all'iPhone durante le loro lezioni. Noi capiamo perfettamente la necessità di scrollare continuamente Instagram e analizzare minuziosamente le storie pubblicate dal tipo o dalla tipa che vi piace. Il professor Rossi, invece, nel bel mezzo di una disquisizione sui corsetti francesi dell'Ottocento o sulle strategie di marketing 2.0, penserà a) che non lo state ascoltando e b) che siete maleducati. Quindi cercate di tenere i pollici lontani dal cellulare durante le lezioni, e vedrete che il gesto sarà apprezzato.

6 Fate domande.
Non vi siete iscritti a un corso di fashion design perché siete convinti di sapere già tutto quello che c'è da sapere sulla moda. Quindi, anche se è imbarazzante, perché chissà cosa penseranno i vostri compagni della domanda che avete appena fatto, scrollatevi di dosso la paura, alzate la mano ed esponetevi. Fate commenti, domande, analisi. Pensate al vostro cervello come a una spugna che non vede l'ora di assorbire informazioni legate all'industria della moda. Se c'è qualcosa che non avete capito, chiedete di ripetere, di rielaborare o riformulare. È per questo che professori e tutor sono lì davanti a voi.

7. Chiedete aiuto.
Ci sono tutta una serie di problematiche tipiche del primo anno di università che probabilmente vivrete anche voi: nostalgia di casa, sensazione di non essere all'altezza, depressione, ansia, disordini alimentari, paura di non farcela. È ormai provato anche a livello scientifico che le persone creative sono più soggette a questi temi, quindi non soffrite in silenzio. Chiedete aiuto. E se quello dei vostri amici non basta, rivolgetevi ai tutor universitari. Ogni facoltà offre servizi di aiuto psicologico e percorsi ad hoc, spesso attraverso sessioni di counseling in cui avrete la possibilità di parlare con un professionista.

8. Ricordatevi che l'università non è tutto.
La retta in un'università di moda è spesso così alta da farvi sentire obbligati a passare tutto il vostro tempo chiusi in biblioteca, studiando, informandovi e creando. Lavorare sodo è fondamentale, ma altrettanto importante è divertirsi, uscire, fare networking e conoscere cose nuove. A meno che non vogliate restare incollati a una macchina da cucire 24 ore su 24, fate-anche-altro. Eventi, party, gallerie d'arte, musei, cinema, appuntamenti, aperitivi, sfilate, libri, riviste, palestra, biblioteche, vernissage e talk vi aiuteranno non solo a staccare dalla routine, ma anche a guadagnare una prospettiva più ampia su ciò che vi circonda. Certo, i risultati non saranno impegnati, ma fidatevi di noi: a volte una mostra d'arte è utile tanto quanto un pomeriggio passato chino sui libri.

9. Trovate un equilibrio.
Godetevi il momento, senza preoccuparvi troppo di cosa volete fare da grandi, ma allo stesso tempo cercate di fare stage ed esperienze lavorative. Non importa quali, l'importante è arrivare alla laurea con un CV non fatto esclusivamente di corsi e accademie. Inoltre: non perdete tempo chiedendovi se diventerete il nuovo Virgil Abloh; smettete di pensare che se prendete meno di 25 al prossimo esame, allora non valete nulla; non copiate il lavoro degli altri designer. Fate ciò che vi riesce meglio, nel modo che vi è più congeniale. Divertitevi e non prendetevi troppo sul serio, anche quando la giacca ricamata che ci avete messo venti giorni a cucire implode e si autodistrugge.

James Anderson è Professore Associato all'Università Central Saint Martins di Londra.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

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