Immagini su gentile concessione di Barbara Bologna

la designer italiana che unisce underground anni '90 e distopie del futuro

Nei suoi look c'è la cupezza di Dario Argento, ma anche la follia ribelle di Keith Flint. E il risultato è tanto disturbante quanto affascinante.

di Giorgia Imbrenda
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08 agosto 2019, 11:15am

Immagini su gentile concessione di Barbara Bologna

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti in Italia. Oggi è il turno della designer Barbara Bologna, che disegna abiti da quando è bambina e subito dopo l'università ha deciso di fondare un suo marchio ispirato alle subculture anni '90 e caratterizzato da un'attenta ricerca su tessuti e decostruzione del capo. L'abbiamo intervistata, e trovi tutto qui:

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Ciao Barbara, raccontami di te, chi sei e da dove vieni?
Sesso femminile, pansessuale, pro aborto, nata a Sarzana il 06/02/1976, ma io non mi sento
un'età precisa.

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Hai frequentato l'Accademia di Belle Arti di Brera, quanto il tuo percorso ha influenzato le tue creazioni?
La scultura e la formazione accademica mi hanno portata verso una maggior consapevolezza della mia personalità. L’arte non è una cura, ma una grande fonte di ispirazione per definire chi siamo e dove ci troviamo. Una grande influenza, soprattutto nella visualizzazione di qualcosa che ancora non esiste, nella capacità di espandersi senza un limite specifico, creare senza schemi.

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Com’è che è nata la tua passione per la moda? E come sei poi riuscita a trasformare una passione in un brand a tutti gli effetti?
Volevo vestire corpi, e l'ho fatto lavorando prima in teatro, poi nella body art. Mi sono sempre sentita connessa con il corpo e con le menti, l’abito quasi passava in secondo piano. Tutto parte da una domanda: come può un outfit rappresentare un corpo e una mente? È lì che ho cominciato a creare. Tutto è nato credendo fermamente in quello che faccio, rialzandomi sempre quando cadevo.

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Quale è stato il primo capo che hai disegnato?
Un accessorio, una collana.

Definisci il tuo stile:
Barbara Bologna.

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Quanto per te conta la manodopera di un artigiano per le tue creazioni?
L’artigianato se portato nel contemporaneo può avere una forza illimitata, spesso la
commistione fra tecnico/futuristico e antico, mi affascina e ispira. Però non mi piace rimanere nel passato. Hello Future!

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Se non fossi stata una fashion designer, cosa saresti diventata?
Potrei rispondere in differenti modi, come forse ho già fatto in passato. Ma in questo momento sono quello che faccio, e cioè Barbara Bologna.

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Chi è il tuo cliente ideale?
Trovo complesso definire una specifica identità che vesta Barbara Bologna, cosa che fra
l’altro trovo superata e obsoleta. In una società dove il gender può essere una scelta, il mio cliente ideale è quello che vive senza confini questo tipo di visione. Sceglie me perché in quel momento io sono esattamente quello che sta cercando.

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Crediti


Testo di Giorgia Imbrenda
Fotografia di Daniele Golia
Direzione artistica e styling di Barbara Bologna
Assistenti allo styling Arianna Zanetti e Michael Bigini
Trucco di Virginia Mantelli
Capelli di Beatrice Ravenna
Modelle Lena Bosch, Naomi Chau, Ellen Boucke, Visualmar e Ophélie Cozzette

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