Collage realizzato da Giorgia Imbrenda

difendiamo la nostra libertà da vecchi e nuovi patriarchi

La nostra review della sfilata Gucci Cruise 2020.

di Gloria Maria Cappelletti
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30 maggio 2019, 11:24am

Collage realizzato da Giorgia Imbrenda

La collezione Gucci Cruise 2020 che ha sfilato ieri sera ai Musei Capitolini della Città Eterna è generosa e misteriosa come un utero che sboccia di fiori. Alessandro Michele lo ha ricamato sulla tunica leggera indossata da una Tarpea contemporanea, riemersa per l’occasione dalla rupe, come in un nuovo episodio di Stranger Things.

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L’utero sapientemente ricamato viene reso visibile e politicizzato per sostenere—ahinoi ancora necessario oggi come negli anni ’70, e come ancor prima nei secoli bui della caccia alle streghe—le lotte per l’aborto, l’autodeterminazione, la libertà di decidere sul proprio corpo e della propria vita.

Spesso ci siamo interrogati su come la moda possa essere politica, e oggi più che mai abbiamo bisogno di supportare e applicare nuove forme di pensiero inclusivo. In questo senso, anche la moda può schierarsi contro esclusioni inaccettabili a favore di etiche ed estetiche trasversali.

Ricordiamo che ormai da diverse stagioni Alessandro Michele e Gucci stanno intrecciando un prezioso tessuto cangiante, in cui la fioritura di un utero ricamato si mescola con altre lotte queer, sociali e culturali.

Così, Alessandro Michele ci ricorda che è necessario uno sconfinamento dall’ordine patriarcale, da ogni forma di dominio e sfruttamento fisico o mentale, innanzitutto su un piano antropologico e culturale oltre che politico, giuridico e sociale.

My body, my choice è un altro slogan definitivo degli anni '70 che Alessandro Michele ha fatto sfilare in passerella, così come un ricamo che sigilla una data fondamentale: 22.5.78, giorno storico in cui il parlamento italiano approvava la legge sull’aborto.

La legge in questione era la 194, e anche questa data è stata scoccata in passerella in modo dirompente, come quella freccia che una volta indicava i libri proibiti custoditi nel cuore di Roma alla Biblioteca Angelica. In questo luogo cosi caro ad Alessandro Michele si trovano testi scientifici, filosofici, letterari ed esoterici che durante gli anni dell’Inquisizione erano considerati peccaminosi e quindi punibili con la scomunica o la morte.

Questi libri proibiti erano siglati con una freccia—per non farli leggere—ma oggi rielaboriamo quel significato e la freccia di Alessandro Michele diventa l’ago infuocato di una bussola immaginaria che punta con insistenza alla consapevolezza di quello che cercano di toglierci.

Il mondo pagano di Alessandro Michele è l’eterna affermazione di un senso di libertà. Quindi, dopo aver ammirato il gran finale della collezione Cruise 2020 sulle note della Passione secondo Giovanni di Johan Sebastian Bach, ci siamo tutti consacrati nelle danze sciamaniche di Stevie Nicks e i suoi duetti con Harry Styles, ospiti d’eccezione del party definitivo di cui trovate qui tutte le foto.

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Crediti


Testo di Gloria Maria Cappelletti
Immagini su gentile concessione di Gucci