Fotografia di Kinga Michalska

com'è essere gay in polonia, uno dei paesi più conservatori d'europa

In un paese dove il 70 percento della popolazione non crede che gay e lesbiche dovrebbero vivere apertamente la loro sessualità, anche esistere è un atto di resistenza.

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mag 23 2018, 1:21pm

Fotografia di Kinga Michalska

Chi lotta per i diritti LGBTQ in Polonia sa che la strada verso una totale parità è ancora lunga e tortuosa. Il paese è uno dei sette che in Europa ancora vieta i matrimoni omosessuali e uno dei cinque che non permette neanche le unioni civili. La costituzione polacca garantisce pochi diritti di base alle persone LGBTQ. Da 29 anni vi è un sistema politico democratico, ma oggi la comunità queer è ben lontana dal considerarsi tutelata tanto quanto la popolazione eterosessuale.

I sondaggi d'opinione sulla qualità della vita di uomini e donne gay e transgender in Polonia danno vita a un quadro d'insieme piuttosto preoccupante. Nel 2008 il Centre for Public Opinion Research ha scoperto che il 69 percento dei polacchi intervistati non crede che gay e lesbiche dovrebbero vivere apertamente la loro sessualità. Più di recente, l'azienda di ricerche di mercato IPSOS ha invece reso noto che l'80 percento delle persone sentite si dichiarava contro l'adozione da parte di coppie dello stesso sesso. Date le opinioni della maggioranza dei polacchi—a cui si uniscono un governo d'estrema destra promotore di "valori tradizionali" e un'innegabile influenza esercitata dalla Chiesa Cattolica sulle istituzioni—difficilmente le cose cambieranno nel prossimo futuro.

Ma, come accade in molti altri paesi in giro per il mondo, i giovani di oggi sono in netto disaccordo con le generazioni precedenti e vogliono lottare per un domani più tollerante e tollerabile. Il Movimento Palikot—partito politico fondato nel 2011 con lo specifico obiettivo di legalizzare le unioni tra persone dello stesso sesso—ha ottenuto 40 seggi su 460 alla Camera dei Deputati, permettendo a Roberti Biedron di diventare il primo sindaco polacco apertamente gay. Non solo il mondo politico sta dando un contributo fondamentale: anche l'arte sta facendo la sua parte, creando progetti come "Niech nas zobaczą" (Lascia che ci vedano), una serie fotografica di coppie queer diffusa tramite poster e cartelloni in diverse città della Polonia.

Una nuova mostra, chiamata Queer Gaze from Poland: A Portrait of Love and Desire (Uno sguardo queer dalla Polonia: ritratti d'amore e desiderio), espone le opere di dieci artisti che cercano di raccontare a modo loro il tema dei diritti LGBTQ in Polonia. Esaminando il processo di accettazione della propria sessualità, la mostra si concentra sull'interazione dell'individuo con il resto del mondo. Che si tratti del primo partner o della comunità che lo accoglie poco importa. Abbiamo parlato con alcuni degli artisti che hanno partecipato al progetto, chiedendo loro com'è essere Gay in Polonia, uno dei paesi più conservatori d'Europa.

Mateusz Grzelak, Vlad, 2017

Mateusz Grzelak

Essere giovane, polacco e queer significa subire episodi di bullismo quando passeggi con il tuo fidanzato, ma anche quando condividi online opere d'arte queer. Significa essere diversi, far parte di una minoranza indesiderata. Ma c'è anche speranza. Molte persone lottano per i diritti LGBTQ, chi attraverso l'arte, chi attraverso la musica e chi manifestando di fronte al Parlamento.

Mateusz Cyrankowski, Untitled Series, 2012-2015

Mateusz Cyrankowski

Essere giovane, polacco e queer significa vivere in una condizione di perenne tensione. La Polonia è un paese fortemente diviso, che la Chiesa e la destra vogliono riportare indietro di cent'anni in materia di diritti civili, mentre i progressisti sono determinati ad assimilare sempre più lo stile di vita occidentale. L'omofobia, però, supera queste divisioni ed è orizzontalmente presente in tutti gli schieramenti.

Agata Kalinowska, Untitled, 2017

Agata Kalinowska

Essere giovane, polacco e queer significa è molto più facile oggi che nel 2006, quando ho fatto coming-out. Oggi si può essere apertamente queer se si vive in una grande città polacca, ci sono persino dei gay bar! Certo esistono ancora patrioti e ultras del calcio, quelli che pensano di dover difendere "i valori polacchi", ma le comunità queer del nostro paese hanno sempre più forza creativa. Siamo ottimi stilisti, fotografi, musicisti e scrittori. Siamo noi che diamo vitalità alla cultura.

Krystian Lipiec, from the Between Us series, 2012

Krystian Lipiec

Essere giovane, polacco e queer significa non significa molto, a dire il vero. La mia routine quotidiana è simile a quella di mille altre persone: lavoro, casa, bollette, qualche divertimento. È una lotta continua che spesso mi fa dimenticare che non godo degli stessi diritti di chi si dichiara eterosessuale. Quando il mio fidanzato fa un gesto d'affetto in pubblico lo blocco, terrorizzato che possa mettere a repentaglio la nostra sicurezza. Voglio quell'abbraccio, ovvio, ma sono paralizzato e non riesco a ricambiare.

Oiko Petersen Markus at a Großer Alpsee (Allgäu, Summer 2015) from I now accept hope series, 2016

Oiko Petersen

Essere giovane, polacco e queer significa be', io non sono più così giovane. Vivo a Berlino, dove è decisamente più facile essere queer. Alla luce delle decisioni politiche prese in Polonia negli ultimi due anni, devo ammettere che quasi mi vergogno di essere polacco nel 2018, anche se so che non è stata una mia scelta. Perché devo farmi carico di questa responsabilità, se non ha nulla a che fare con me? Però ho fiducia nel futuro, perché il potenziale per rivoluzionare lo status quo esiste eccome.

Natalia Podgórska, Daniela and Santiago in Marylebone, autumn 2017

Natalia Podgórska

Essere giovane, polacco e queer significa essere sempre consapevole che tante altre persone stanno soffrendo a causa della loro sessualità, proprio come te. Ma significa anche sapere che i tuoi vicini tedeschi hanno legalizzato i matrimoni omosessuali. Oggi vivo a Londra, e anche se torno spesso a Varsavia, tutto quello che so sull'essere queer in Polonia mi arriva dai social media, non per esperienza diretta. L'unica eccezione è il mio nipotino; in lui vedo il futuro, la voglia di cambiamento, la speranza. È mille volte più sveglio e calmo di quanto non fossi io alla sua età.

Pamela Bożek, Ways to get pregnant, 2014

Pamela Bożek

Essere giovane, polacco e queer significa non cavarsela poi così male, se sai come fare. Ho avuto sia relazioni omosessuali che relazioni eterosessuali e la differenza è enorme. È come se avessi vissuto due vite diverse. Paragonarle richiederebbe troppo tempo, ma la prima cosa che mi viene in mente è che se sei una donna, hai un figlio e stai con un uomo le cose sono molto, molto più facili. Ho molta fiducia nel sistema dell'istruzione, quindi spero che presto i cambiamenti per cui stiamo lottando arriveranno.

Kinga Michalska, Guy and Jamaal, Montreal, Qc, 2017

Kinga Michalska

Essere giovane, polacco e queer significa vedere e sentire sempre più spesso la parola queer. Avere il supporto della tua famiglia. Conoscere comunità in cui sei libero di esprimerti. L'anno scorso ero al festival Queerowy Maj di Cracovia. Il programma era super progressivo e politicamente interessante, ho imparato moltissimo in quei giorni. C'erano attività culturali, artistiche e sociali pensate per tutti i partecipanti. È lì che ho scoperto l'esistenza di una piccola scena di vogueing polacca. Incredibile, no? E comunque i neonazisti che ci attaccano durante il Pride sono sempre meno.

Łukasz Rusznica, Untitled.

Essere giovane, polacco e queer significa...Non sono più giovane, quindi per me parte di questo problema si è risolto tempo fa. Questo non vuol dire che tutto vada a gonfie vele, però. Il governo sta facendo di tutto per riportarci indietro nel tempo. L'unico modo per resistere è essere onesti e autentici, non fingere. E partire dalle piccole cose, come conoscere i tuoi vicini di casa e guadagnarti la loro fiducia. Se tutti smettessimo di fare le teste di cazzo il posto sarebbe un posto migliore.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.