makinarium, la factory degli effetti speciali di alessandro michele, garrone e ridley scott

Vi ricordate le teste mozzate e il cucciolo di drago di Gucci? Ecco, siamo stati nel laboratorio dove sono stati creati.

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lug 19 2018, 12:30pm

Vi ricordate le teste mozzate, il cucciolo di drago e i serpenti della sfilata Gucci autunno/inverno 18? A dare forma concreta alle visioni di Alessandro Michele, creando una delle immagini più iconiche e discusse della moda recente, sono gli artigiani di Makinarium, la factory degli effetti speciali di Matteo Garrone e Ridley Scott. Situata negli storici studi di Cinecittà, Makinarium è una vera e propria macchina dei sogni che combina ricerca e sperimentazione all'avanguardia all'uso di tecniche artistiche e artigianali.

Abbiamo visitato i suoi incredibili spazi durante Altaroma, dove abbiamo incontrato il giovane team di creativi che ci lavora e abbiamo avuto la possibilità di fare due chiacchiere con Leonardo Cruciano, mastermind del laboratorio.

Come nasce Makinarium?
Makinarium nasce ufficialmente con il film Il Racconto dei Racconti di Matteo Garrone come joint-venture di società e liberi professionisti che da anni collaboravano insieme su diversi fronti. Da queste esperienza è nata l’esigenza di strutturarci meglio e iniziare questo grande progetto. L’idea di laboratorio/factory è stata subito accolta dai miei attuali soci, il CGI supervisor Nicola Sganga e il business manager Angelo Poggi.

Perché è stato proprio Il Racconto dei Racconti a dare il via a questa avventura?
Si tratta di un'opera unica, realizzata da un autore enorme. Avevo la possibilità di creare un mondo e tutte le creature che lo popolavano, ma l’unico modo per farlo era lavorare in gruppo. Così ho pensato a una factory di artisti, artigiani e tecnici capaci di camminare e crescere insieme. Abbiamo inventato e brevettato soluzioni, disegnato e costruito un universo di pittura e magia.

Da quante persone è composto il team di Makinarium? E come viene diviso il lavoro tra di voi?
Noi tre soci ci occupiamo delle responsabilità artistiche, tecniche e amministrative, ma il nucleo di collaboratori varia, a seconda dei flussi di lavoro, tra le 12 e le 30 unità. Dallo special makeup, props making, animatronica e creature, fino alla computer grafica e realtà virtuale, tutto per avere l'integrazione perfetta della messa in scena visiva degli effetti cinematografici.

Qual è il processo creativo? Si parte dalla tua visione creativa, poi seguita anche dagli altri membri del team?
Siamo un gruppo in cui c'è spazio per tutti. Si parte dalla mia visione artistica, ma si poi dà voce alle tante forme di creatività presenti in Makinarium, senza oscurare nessuno, così da avere sempre un ricco ventaglio di soluzioni. Se vi capita di leggere i titoli di coda dei nostri film, o i credit delle nostre opere, potrete leggere sempre i nomi di tutti coloro che hanno lavorato a quel progetto, anche gli stagisti.

Che materiali e tecniche utilizzate?
Partiamo dai practical effect per i quali la scultura, la formatura e la pittura sono fondamentali, su cui si imbastiscono poi nuove tecniche di texturizzazione e art finishing, passando anche per scansioni a luce strutturata, stampe e animazioni in 3D, animatronica e prototipazione rapida. Ma anche tutto il versante digital continua a implementare le classiche tecniche di CGI e compositing per il cinema con le tecnologie e la ricerca di pre visualizzazione in VR e realtà aumentata. Tutto per esprimere al meglio la magia della visione, la percezione visiva delle illusioni e la realtà pittorica di cui siamo innamorati.

Come riuscite a combinare tecnologia e artigianato?
Sempre e solo con la passione. È la passione che ci porta a studiare, sperimentare e innovare. Lavorando insieme, le attitudini e le idee di ognuno portano molta più voglia di fare e ricercare. Un po' come se le nostre mani diventassero uno strumento per testare nuove tecnologie e materiali.

Qual è l'effetto speciale più incredibile che avete realizzato?
Non so mai come rispondere a questa domanda, ogni volta è un'incredibile sfida. Forse per la complessità di integrazione tra animatronica, riprese dal vivo, computer grafica e resa pittorica, la sequenza del “re contro il Drago” de Il Racconto dei Racconti resta una delle imprese più difficili e belle affrontate finora.

Con quale attore o regista è stato più emozionante lavorare?
Ho una sfilza di nomi pronta: Matteo Garrone, Stefano Bessoni, ma anche Hugh Hudson, Sorrentino, Edoardo De Angelis, e tutta una serie di giovani autori che mi resteranno sempre nel cuore. Eppure, niente è paragonabile all'esperienza con Ridley Scott. Ero un suo fan e mai avrei pensato di essere scelto da lui per un film. Questo è stato un enorme regalo che la mia piccola carriera mi ha voluto regalare.

Avete dato una visione nuova al mondo degli effetti speciali. Come ci siete riusciti?
Credo personalmente che ogni autore e ogni artigiano degli effetti visivi e speciali apporti ogni giorno il suo contributo all'universo del cinema. Noi ci mettiamo al servizio di questo mondo, combattendo quotidianamente e con tutti i mezzi che abbiamo per far esistere la nostra realtà di artificio pittorico. Inoltre, senza l'idea di gruppo come insieme di individui che si stimano reciprocamente e crescono insieme, sperimentando più tecniche possibili, usando in maniera impropria tecnologie, sempre divertendosi.

La vostra è una ricerca continua. Al momento state lavorando a qualcosa di nuovo?
Ci piace definirci poveri ma ambiziosi, perché sperimentiamo sistemi e soluzioni tutte nostre, spesso solo per ovviare a problemi di tempi e budget. Questo fa sì che i nostri prodotti abbiano uno stile riconoscibile, una cifra visiva che si nota immediatamente.

Come è nata la collaborazione con Gucci?
Tutta colpa di Alessandro Michele! È lui che ha avuto l’idea di coinvolgerci nelle sue ricerche di arte e moda. Alla fine, la sua incredibile visione fa parte anche del nostro mondo, dove con visione intendo il modo in cui pensa nuove icone del nostro tempo da portare in scena, trasformando la sfilata in performance teatrale. Tra il nostro lavoro e il suo è stato subito amore, quindi non poteva che nascere una collaborazione bellissima.

Avete in programma di aprire una mostra con i vostri lavori in esposizione? Ci sono cose incredibili qui!
Sì, a ottobre! Sarà durante Videocittà, nei Fori Imperiali a Roma. Grazie a Gucci e Anica racconteremo la nostra storia, che seppur breve è ricca di immaginazione e magia. Vogliamo aprire al pubblico questo vasto mondo di creazioni, fargli conoscere il nuovo artigianato dell’arte che si mette al servizio di grandi autori come Alessandro Michele o Ridley Scott, che nasce dalle mani e dalle teste di geni creativi per lo più sconosciuti, ma importanti per chi ama la magia degli effetti speciali.

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In realtà, da Makinarium un giro l'avevamo già fatto. E proprio quando stavano creando quelle teste mozzate:

Crediti


Intervista di Alessio de Navasques
Fotografia di Alejandro Otero