Fotografia di Cameron McCool.

Giacca Berluti. Pantaloni Lemaire.

chi è spencer boldman, il tuo prossimo idolo del cinema

Il James Dean del 2018? Un Timothée Chalamet più cupo? O forse Brad Pitt con i capelli corvini?

di Douglas Greenwood
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20 novembre 2018, 11:51am

Fotografia di Cameron McCool.

Giacca Berluti. Pantaloni Lemaire.

Questo articolo è originariamente apparso in versione cartacea sul numero 354 di i-D, The Superstar Issue, inverno 2018

Quando un attore si diploma alla House of Mouse, solitamente si trova a fissare il suo futuro a Hollywood, muovendo i primi, incerti passi nell'industria dell'intrattenimento. È un Bambi che vuole diventare un grande attore, ma non sa come.

Per Spencer Boldman però, che ha trascorso quattro anni recitando nei panni di un supereroe bionico nella serie teen Lab Rats, aveva deciso come sarebbe stato suo futuro prima ancora che firmasse quel contratto con la Disney. "Ho sempre detto che sarebbe stato il momento più importante della mia carriera", dice riferendosi ai mesi successivi.

Non sorprende quindi che per il suo ruolo successivo abbia messo a frutto le sue capacità di recitazione e il suo aspetto da idolo del cinema. Dopo quasi cinque anni di teen-drama, ha deciso di scollarsi di dosso quell'immagine e si è accaparrato il ruolo di bad boy in Cruise, un thriller indipendente diretto dallo scrittore di The Wrestler, Robert Siegel.

"Quando ho letto la sceneggiatura, ho capito che era la mia miglior opportunità per interpretare un ribelle vero", dice riferendosi al suo indisciplinato personaggio Gio, che si ritrova a innamorarsi di una ragazza di Long Island interpretata da Emily Ratajkowski. "È il classico personaggio da film americano che non si vede più: una persona fredda e distaccata, ma anche incredibilmente vulnerabile e stratificata".

Actor Spencer Boldman Photographed by Cameron McCool for i-D magazine The Superstar Issue

We ask a lot of our actors, perhaps now more than ever, when it comes to choosing progressive roles that will have a long-standing, encouraging impact. That’s something Spencer is conscious of: a short word of advice from Phil Lord, who directed him in the 2012 buddy-cop comedy 21 Jump Street, has stuck with him throughout the years. “I ran into him in a cafe in Los Angeles not long after we shot the movie, and he came right up to me and said something about being a guy in the business –– in this day and age –– that made perfect sense,” Spencer reminisces. “He said, ‘You have the ear of young people – particularly young women. Teach them to expect more from the men in their lives.’” Since then, Spencer has chosen to navigate Hollywood with a little more agility than some of his peers might; choosing roles that affect him –– as well as the 1.3 million people peering into his life via Instagram –– positively. “I just want people to think I’m a good person, but without having an ego.” he stresses with a smile. “Or, you know, acting like I’m the Pope!”

Chiediamo molto ai nostri attori, forse oggi più che mai, quando si tratta di scegliere ruoli importanti, che avranno un impatto a lungo termine sulla loro carriera. È qualcosa di cui Spencer è consapevole: un consiglio di Phil Lord, che lo ha diretto nella commedia del buddy 2012 21 Jump Street, è rimasto con lui nel corso degli anni. "Mi sono imbattuto in lui in un bar di Los Angeles non molto tempo dopo che abbiamo girato il film, ed è venuto subito da me dicendomi qualcosa su come essere un ragazzo in questa industria", ricorda Spencer. "Mi ha detto: 'I giovani ti ascoltano, specialmente le ragazze. Insegna loro ad aspettarsi di più dagli uomini nella loro vita'". Da allora, Spencer ha scelto di vivere la sua vita professionale a Hollywood con un po' più di agilità di quanto potrebbero fare alcuni suoi colleghi. Sceglie ruoli che lo toccano da vicino, che possano dare una scossa positiva alla sua carriera e al suo vasto pubblico. "Voglio solo che la gente pensi che io sia una brava persona, non una di quelle stelle di Hollywood accecate dal proprio ego", sottolinea con un sorriso. "Sai, quelle che si comportano come se fossero il Papa in persona!".

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Crediti


Fotografia di Cameron McCool
Moda di Melissa Levy

Capelli Dylan Chavles per Art Department con prodotti Oribe. Trucco Holly Silius per Lowe and Co Worldwide con prodotti Giorgio Armani Beauty. Assistente alla fotografia Olivia Rosenberg. Assistenti allo styling Mei Ling Cooper, Emily Diddle e Rachele Antjuanette. Production Richie Davies.

This article originally appeared on i-D UK.