il governo francese ha istituzionalizzato il riconoscimento facciale

Ah ma non è "Black Mirror". E nemmeno "1984".

di Antoine Mbemba
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09 ottobre 2019, 9:40am




Quella che vi diamo qui è una notizia che è passata relativamente inosservata, ma in realtà di estrema importanza per tutti noi. Abbiamo saputo qualche giorno fa da Bloomberg che la Francia diventerà il primo paese in Europa a rendere onnipresente nella vita dei suoi cittadini il sistema di riconoscimento facciale. Un’iniziativa del governo che pone grossissimi problemi di carattere etico, sociale e legislativo.

Alcuni mesi fa, il Ministero degli Interni francese ha commissionato lo sviluppo di un’applicazione per smartphone che porta il dolcissimo nome di Alicem. Ecco il volto (no pun intended) di questo software di riconoscimento facciale, che è destinato ad essere applicato a tutti i servizi pubblici e a cui i cittadini francesi dovranno accedere per pagare le tasse online o per iscriversi al Caf, il servizio di previdenza e assistenza sociale francese. Alicem è ancora in fase di avviamento, ma il governo francese sostiene che riuscirà ad entrare in vigore all'inizio del 2020. Il dispositivo è stato studiato e progettato per completare la foto biometrica del passaporto con un video del volto, ripreso da diverse angolazioni e con diverse espressioni facciali.

Per giustificare l'introduzione di questo nuovo sistema, lo stato francese afferma che l'obiettivo ultimo è quello di "assicurare la propria missione di garantire la sicurezza dell’identità personale in un mondo digitale, ora complementare al mondo fisico." Invoca le ragioni di una sicurezza informatica (come memento, vogliamo portare alla vostra attenzione il fatto che lo scorso aprile il sistema di messaggistica interna del governo francese è stato violato nel giro di un’ora, ma questi sono dettagli, no?) e annuncia un approccio online semplificato, descrivendo Alicem come la "prefigurazione di un più ampio servizio di identità digitale, ancora in fase di progettazione." Se queste poche righe assomigliano alla tua distopia preferita [inserisci qui un riferimento a Black Mirror o 1984], è normale. Non siete i soli a trovare il tutto molto discutibile.

Lo scorso luglio, La Quadrature du Net, associazione francese che difende i diritti e le libertà dei cittadini su Internet, ha lanciato un appello al Consiglio di Stato del suo paese. Il motivo? Solo uno: per coloro che desiderano connettersi online ai servizi interessati, non ci sarà alternativa al riconoscimento facciale. “Il problema è che questa applicazione richiede il riconoscimento facciale a tutte le persone che vogliono creare un’identità digitale online," ha spiegato Martin Drago, avvocato della Quadrature du Net, al microfono di France Culture. "E, nel nuovo testo europeo sul regolamento generale per la protezione dei dati personali, si specifica che il consenso delle persone deve essere sempre esplicito e gratuito." Sfortunatamente, in questo caso, non esisterebbe alcuna alternativa e non ci sarebbe una richiesta di consenso gratuito.

La CNIL (Commissione Nazionale per l’Informatica e le Libertà Individuali) ha subito avvertito lo Stato delle problematiche di Alicem, che sarebbe chiaramente in contraddizione con la legge europea. Ma hey, dato che il consenso dei cittadini è apparentemente un concetto che sta andando in pezzi, Macron e il suo governo hanno deciso di ignorare gli avvertimenti sull’aspetto liberticida del progetto.

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Questo articolo è apparso originariamente su i-D FR

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