Fotografia di Randall Slavin

foto dalla hollywood degli anni 90, prima che tutto cambiasse

Leonardo Di Caprio, Charlize Theron, Kate Hudson, e tutte le altre celebrità, prima che diventassero celebrità.

di Felicity Kinsella
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06 novembre 2019, 1:17pm

Fotografia di Randall Slavin

Prima che Tinseltown (termine con una lieve sfumatura dispregiativa per indicare il mondo hollywoodiano) diventasse il paparazzo di se stesso con l'avvento di Instagram, Randall Slavin scorrazzava per le colline di Hollywood insieme ai suoi (non ancora) famosi amici, tenendo sempre ben stretta tra le mani la sua Olympus, con cui ha catturato inconsapevolmente gli ultimi momenti di un'era che stava per cambiare per sempre.

Slavin era, molto semplicemente, al posto giusto nel momento giusto: a quei tempi, tutti quelli che oggi sono in cima alla guest list degli Oscar erano ancora avvolti dall'anonimato. Costretto a lavorare a una stazione di benzina per sbarcare il lunario, Slavin osservava le persone super glamour che passavano lì davanti. Seguire le loro orme per diventare parte di quel giro è stata la migliore decisione che abbia mai preso, dedicandosi interamente alla fotografia per immortalare Hollywood e i suoi personaggi.

Da allora, Randall Slavin è diventato il fotografo di riferimento per i giri più selettivi di Hollywood e le riviste annesse. Ma le istantanee scattate nel retro del suo guardaroba nel corso di 30 anni sono il valore aggiunto del suo lavoro e rendono il libro We All Want Something Beautiful un vero e proprio documento sull'evoluzione di Hollywood. Il volume prende il nome dal testo della canzone Mr. Jones di Counting Crows e presenta anche ritratti più recenti, in cui quell'ingenuità di essere giovani e alle prime armi è ormai sparita. Il lavoro cattura l'essenza delle serate di una Los Angeles che non c'è più, quando i nomi dei grandi schermi non erano poi così grandi, le celebrità potevano inciampare in un club senza finire nei titoli di TMZ e gli smartphone non inghiottivano ancora intera serate, diffondendole in tutto il mondo nel giro di pochi minuti.

C'è Leonardo Di Caprio alla festa per il 22° compleanno di Charlize Theron, Kate Hudson durante la seconda ondata di party di Playboy (prima che le telecamere fossero bandite dal palazzo) e Orlando Bloom che gioca a backgammon. Un selfie nei bagni del Met Gala non potrà mai vivere tanto a lungo quanto un rarissimo scatto in 35 mm in bianco e nero di un ragazzino degli anni '90 sull'orlo della fama durante una festa in casa.

Ne abbiamo parlato con Randall stesso.

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Eddie Mills and Reese Witherspoon

Cosa significa per te il titolo We All Want Something Beautiful?
Sono un fan della canzone Mr. Jones da sempre, perché credo abbia un significato stratificato, su più livelli. Non stiamo forse tutti cercando una qualche bellezza nelle nostre vite? Qualcosa che ci innalzi e allontani dallo schifo della vita quotidiana? Inoltre, l'autore della canzone, Adam Duritz, è un mio caro amico che compare più e più volte nel libro.

Ma com'è successo che sei finito, in un modo o nell'altro, a tutte le feste di queste celebrità, che proprio in quel momento stavano diventando famose?
Los Angeles ti dà l'illusione di essere una grande città, ma in realtà è un posto dove tutti conoscono tutti, perché tutti lavorano nella stessa industria, o showbiz che dir si voglia. Quando sei giovane e vai di qua e di là per Hollywood ogni notte, inseguendo feste e ragazze e celebrità, finisci per incontrare un sacco di gente. Andavo spesso in discoteca, dove ho conosciuto altri artisti emergenti che poi sono diventati miei amici e con loro ho iniziato a uscire regolarmente. E poi, improvvisamente, 25 anni dopo ti guardi indietro e ti rendi conto che quei ragazzi, appena diventati adulti, oggi sono delle leggende.

Perché hai deciso di pubblicare quelle foto proprio ora, insieme ad alcuni lavori di fashion photography e ritrattistica più recenti?
Era il momento giusto. Me lo avevano già chiesto più volte nel corso degli anni, ma pensavo che fosse passato troppo poco da quando avevo scattato quelle immagini. Volevo che fossero forti e d'impatto perché non più attuali. Avevo bisogno di una certa distanza. Ho aggiunto i miei lavori di ritrattistica perché credo ci sia un collegamento diretto tra quegli scatti della Hollywood degli anni '90 e il fotografo professionista che sono diventato in seguito. In quei primi progetti si nota già la mia attenzione per la composizione e la spontaneità dei soggetti. Diciamo che, nel complesso, ho cercato di raccontare l'evoluzione del mio sguardo fotografico.

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Channing Tatum

Cosa succedeva nelle feste in casa delle celebrità nella Los Angeles degli anni '90?
Esattamente ciò che succedeva nelle feste in casa a Youngstown, in Ohio oppure a Portland, Oregon. Facevamo tardi bevendo birra da due soldi, fondamentalmente. Ridevamo tanto, e ci spezzavamo il cuore a vicenda mentre ci prendevamo cotte su cotte. Oggi abbiamo tutti un conto in banca e auto più belle, ma la sostanza di quelle feste in casa è rimasta la stessa.

Sei stato anche ad alcuni party nella Playboy Mansion! Hai detto che verso la metà degli anni '00 è cambiata, ma in che modo?
Quando Hefner tornò single e aprì la sua Mansion a tutti noi, fu un periodo incredibile. La mia generazione non aveva mai vissuto situazioni del genere. Per alcuni anni era il paradiso degli eccessi. Ma, come dice la poesia di Frost, “niente che sia d'oro dura”: la gente col tempo è diventata meno affascinante e tutto ha cominciato a sembrare squallido e triste. Verso la fine di quel periodo, spesso mi trovavo seduto lì con degli amici e ci guardavamo attoniti, pensando se fosse possibile annoiarsi così nella Maison Playboy. Comunque, per alcuni anni è stato fantastico. Ho dei ricordi incredibili.

C’è un’immagine dal libro che ha un significato speciale per te?
I due scatti che hanno un significato importantissimo per me sono quelli che toccano i temi della tragedia e della famiglia. C’è uno scatto bellissimo di Chris Cornell e della sua famiglia nel backstage che io semplicemente adoro. Chris, sua moglie Vicky e i loro bambini, Toni e Christopher, camminano nel backstage immersi nel sole del tardo pomeriggio. Ho fatto una stampa di quella foto anni fa e l’ho regalata ai Cornell. Un’altra è una foto di Scott Weiland che gioca con sua figlia Lucy. Amo quell’immagine perché è un lato di Scott che il pubblico non ha mai avuto modo di vedere. Sai, cercando tra tutti questi scatti per creare il libro era davvero triste rendersi conto della quantità di persone che se ne vanno. Così tante vite devastate dalla tossicodipendenza. È stato davvero scioccante.

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Kate Hudson

C’è differenza tra il fotografare un amico dopo che “ce l’ha fatta” e il fotografarlo quando ancora si stava facendo strada nell’industria?
Sì, ed è stupendo! I momenti in cui mi hanno chiesto di scattare qualcuno che conoscevo prima che facesse il botto è sempre stata un’occasione bellissima. C’è una familiarità e una tranquillità di fondo. È una scorciatoia, in qualche modo. Una volta io e Fergie stavamo facendo uno shooting per una grossa rivista e continuavo a chiamarla “Stacy”. Qualcuno nel suo team mi ha corretto dicendomi che il suo nome era diventato Fergie e lei mi ha difeso subito: “Mi conosce da abbastanza tempo, può chiamarmi Stacy.” Haha.

La documentazione e la comunicazione del mondo delle celebrità è cambiata radicalmente dall’era di queste immagini, pensi che Hollywood abbia perso l’esclusività e il glamour che deteneva prima?
Assolutamente, al cento percento. Quando le celebrità fanno dei video dal dentista, dov’è il glamour? Il pubblico ha una fame insaziabile di vedere le celebrità in situazioni quotidiane, per percepirle in quanto "persone come loro", che è davvero nauseante. “Oh wow guarda, Beckham deve raccogliere la cacca del suo cane! Wow! Pensavo che avesse qualcuno che se ne occupasse per lui!” A me invece piace che le star dei miei film preferiti e le rock star che idolatro rimangano misteriose e lontane. Non voglio vedere Ozzy come un padre distrutto dagli impegni quotidiani. Voglio che rimanga "The Prince Of Darkness".

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Hilary Swank

Quali sono le differenze più grandi tra le star Millenial e gli quelle degli anni ’90/primi ’00?
Oh mamma, difficile rispondere. La differenza è che quando si scatta qualcuno oggi bisogna aspettare che facciano i loro Boomerang e le loro Storie Instagram prima che si concentrino sul lavoro da fare.

Pensi che i social media possano catturare oggi quegli scorci delle vite delle celebrità in modo simile a come lo facevi tu? O sono troppo curati per essere paragonabili?
C’è veramente troppa roba in giro adesso! Troppe immagini! Troppo di tutto! Pensa alle grandi star prima dell’era di Internet e dei social media; Madonna, Prince, Marilyn Monroe, James Dean. Non riesco a pensare a un’immagine non-iconica di queste persone. Non riesco invece a ricordarmi nemmeno un’immagine di Lady Gaga. Qual’è ‘quell’immagine’ di Beyoncé? Ora sembro uno di quegli anziani arrabbiati, scusate.

Qual è il tipo di fotografia preferita oggi: fotografia di moda, ritrattistica o fotogiornalismo?
Amo la ritrattistica. Amo poter creare una connessione con una persona. È come se cercassi di prendermi una parte della loro essenza. Condivido il pensiero di quelle tribù antiche che pensano che fare una foto a qualcuno sia come rubargli un pezzo di anima.

Qual è il ritratto dei tuoi sogni?
Ho proprio una lista in mente: Barack Obama, Yoko Ono, Bono. È una bella cricca. Hey, i-D, possiamo renderlo possibile?

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Charlize Theron
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Jason Statham
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Paul Rudd and Jeremy Davies
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Alysson Hannigan

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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Crediti

Intervista di Felicity Kinsella
Fotografie di Randall Slavin

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