new genuary: vi presentiamo hao zeng

Anno nuovo, talenti nuovi. Per tutto il mese di Gennaio vi presentiamo i fotografi che definiranno il 2017. Scattano il mondo che li circonda, interpretandolo attraverso il prisma delle loro esperienze, ogni fotografo ha la sua storia da raccontare, e...

di i-D Staff
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13 gennaio 2017, 10:35am

Hao Zeng, 34

Raccontaci qualcosa di te e del posto in cui sei cresciuto. 
Sono nato a Pechino, ma la mia famiglia è andata a vivere negli Stati Uniti quando avevo 4 anni. Ho passato gran parte della mia infanzia trasferendomi da una città all'altra nel New Jersey.

Come sei entrata in contatto con la fotografia?
Già da bambino ero appassionato di arte, dipinti, sculture. Tutto questo mi ha portato alla moda e la moda mi ha portato alle immagini di moda. 

Cosa ti attira di questo medium?
È immediato, una frazione di secondo ti può aprire le porte a un nuovo mondo. Poi tocca al pubblico fare il resto.

Dove hai imparato a scattare? 
Leggevo ogni magazine di moda che riuscivo a procurarmi e facevo lo stesso con i libri di fotografia. Poi ho lavorato come assistente di Victoria Bartlett e Patti Wilson. Poco dopo ho iniziato a lavorare per David Armstrong, dove sono rimasto qualche anno. Mi ha insegnato molto riguardo all'editing e al contenuto. Ho continuato a fare da assistente ad altri fotografi ed è lì che ho imparato ad usare le luci e altre basi tecniche. Ero un pessimo assistente: non sono molto forte fisicamente e soffro di disturbo dell'attenzione. Peccato che fare da assistente significhi soprattutto trasportare cose e prestare costantemente attenzione. Però sto ancora imparando.

È necessaria una laurea per intraprendere la carriera di fotografo
No, credo che frequentare l'università 
possa insegnarti le basi tecniche e che ti possa aiutare a sviluppare un tuo punto di vista grazie alla storia e alla critica artistica. Ci sono moltissimi artisti che hanno sviluppato il loro punto di vista da soli, semplicemente credendo in ciò che facevano e mettendo passione nel proprio lavoro, a volte quasi fino ad esserne ossessionati. Io per esempio ho studiato musica e ho finito per occuparmi di fotografia. Mi sono sempre sentito insicuro per quanto riguarda le mie doti tecniche, ma ho anche imparato che alla fine ciò che conta di più è il contenuto. 

Come descriveresti la tua estetica?
Odio parlare dei miei lavori! Mi piace pensare che la mia estetica sia in costante evoluzione, anche se le emozioni e il desiderio sono elementi che non mancano mai nei miei scatti.

Il momento più importante della tua carriera fino ad ora?
Scattare per i-D! Anche aver avuto la possibilità di instaurare bellissimi rapporti con artisti incredibili (editor, stylist, truccatori e così via). Adoro collaborare con loro e per me si tratta di una cosa davvero speciale.

Finisci la frase: Nuovo anno....
NUOVE OPPORTUNITÀ!

Quali sono i tuoi sogni e le tue speranze per il futuro?
Vorrei che le persone fossero più comprensive e che si aiutassero a vicenda invece di criticare e giudicare soltanto. Sarebbe decisamente più costruttivo. 

Chi vorresti scattare?
Patti Smith, Whoopi Goldberg.

Chi è il fotografo che ammiri di più?
È una domanda complicata. Ci sono così tanti grandi maestri e tanti nuovi talenti interessanti. Credo che se proprio ne dovessi scegliere solo uno direi Steven Meisel.

In che luogo del mondo vorresti scattare?
Un'altra domanda difficile... Ogni luogo ha un qualcosa di unico. Ultimamente però sono ossessionato da Cuba. Lì sembra che il tempo si sia fermato e non so per quanto ancora sarà così.

Dove vai a cercare ispirazione?
Ovunque! Per strada. Incontri del 'programma dei 12 passi'. In macchina mentre guido. Mentre sono disteso sul letto. Su Instagram.