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ripercorriamo la storia del tenax, l'incendiario club fiorentino

Dimenticatevi il Berghain, chi ne sa va al Tenax.

di Matthew Whitehouse
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30 novembre 2016, 11:33am

Settembre 1981. Firenze si innamorava perdutamente del sound di Londra e New York. I Clash erano stati in città durante il loro tour, Sandinista, portando anche nel capoluogo toscano l'ondata post-punk e new wave (per non parlare della rinascita del rock grazie alla band di capelloni del posto, i Litfiba).

Nel frattempo tre giovani imprenditori di nome Alessandro Coragli, Lando di Bari e Roberto Tapes, occupavano un enorme spazio sul confine occidentale della città, dando vita a un nightclub in linea con le mode del tempo, una sorta di "Greenwich Village in salsa verde" che sarebbe poi diventato un luogo di incontro per alcuni degli artisti, designer e musicisti più incendiari del momento. Il suo nome? Tenax. Sì, proprio come il gel per capelli.

Al numero civico 46 di Via Pratese questa ex Casa del Popolo è diventata rapidamente uno dei luoghi più famosi d'Italia. Tutte le sere, ma in particolare il mercoledì, il giorno dedicato alla serata Ultra Wednesday, gruppi come Spandau Ballet, Visage, Bauhaus, Psychedelic Furs, New Order o Sisters of Mercy si esibivano live, mentre i frequentatori del locale potevano ballare a fianco di una serie di celebrità italiane come Dalila di Lazzaro, Roberto Benigni, Ilona "Cicciolina" Staller e Amanda Lear. Anche Grace Jones si è esibita nel locale, assieme ai Tears for Fears, Tuxedomoon, Human League e David Byrne; il frontman dei Talking Heads è rimasto così affascinato dal luogo da restare in città per due mesi, e lo si poteva beccare regolarmente al Tenax, con addosso una delle giacche del provocatorio collettivo artistico fiorentino Giovanotti Mondani Meccanici.

La vita notturna della città era un mix di personaggi assurdi, esibizionisti, vittime della moda e stilisti. Vivienne Westwood ha sfilato lì nel 1988 e una leggenda narra che Elio Fiorucci fosse così innamorato del luogo - aveva organizzato una festa strabiliante lì dentro con l'attore Vittorio Gassman - da chiedere al suo amico artista Keith Haring di decorare una delle pareti del club. Pensando si trattasse di vandalismo, la donna delle pulizie ha lavato via tutto la mattina seguente.

All'inizio degli anni '90 i tempi erano cambiati ancora una volta, e il Tenax non era più solo un locale di musica dal vivo. Il club aveva sempre ospitato DJ come Frank Alabastro, Enrico Tagliaferri, Larry, Leo Daddi, e decise che negli anni '90 era arrivato il momento di ampliare il programma delle serate: arrivarono al Tenax i Radiohead, Shaggy, Paul Weller, Tricky e Fun Lovin 'Criminals insieme a Ashley Beedle, Little Louie Vega, François K, Dimitri From Paris e Alex Blacks.

Nel 1999 il Tenax ha poi dato vita alla serata che avrebbe reso il locale uno dei più amati d'Europa. Si trattava di Nobody's Perfect, organizzata dall'ex membro dei Planet Funk Alex Neri. Nel corso degli ultimi 17 anni i suoi appuntamenti settimanali del sabato sera hanno ospitato ogni DJ di fama mondiale, da Ricardo Villalobos a Sven Väth, Richie Hawtin e tanti altri.

Siamo stati nel club durante una tiepida notte autunnale il giorno di Halloween. Al Tenax c'è la serata Save Our Culture in onore del Fabric, che ora sta riaprendo i battenti. Per l'occasione il locale ha ospitato alcuni resident del club londinese come Craig Richards, Matt Tolfrey, Adam Shelton con il fine di raccogliente fondi per la venue che aveva rischiato di chiudere per sempre. Tutto ciò riflette l'essenza del Tenax, da sempre in difesa della dance culture.

"È come una famiglia per me," ha detto DJ Pete Tong dello spazio, il quale rimane, 35 anni dopo la sua inaugurazione, un mix di anarchia e ballerini vestiti di lustrini. Un club che soffre di Sindrome di Stendhal e che poteva sorgere solo in una città come Firenze, culla del Rinascimento. "Come uno dei club underground più fantastici al mondo possa essere nato nella dormiente Firenze resta un mistero per me. Eppure è così." La cultura sembra essere in pericolo a Londra, ma fatevi un giro al Tenax per capire che è viva e vegeta. 

Crediti


Testo Matthew Whitehouse

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