Pubblicità

10 cose che dovreste sapere su puertonico, il cantante che vuole fondare una nuova scena nazionale

Puertonico è un ragazzo di Roma che si è trasferito a Milano e lì ha trovato la sua dimensione (per ora).

di Benedetta Pini
|
26 luglio 2019, 8:17am

Fotografia di Giuseppe Triscari

Attitudine degli Incubus e sound di Franco126. Questa l'identità di Puertonico, che un paio d'anni fa ha deciso di lasciare Roma per tentare la fortuna a Milano. Nella città che piano piano si sta affermando come nuovo polo d'attrazione delle proposte più innovative del panorama musicale italiano, Puertonico ha forse trovato la propria dimensione. Ma gli piace l'idea lasciare la porta aperta alle influenze e agli stimoli provenienti da ciò che lo circonda.

Per questo il progetto ha attirato la nostra attenzione e abbiamo deciso di incontrare l'artista e la persona dietro a tutto: Nicolò Capozza. Volevamo capire qualcosa di lui, di Puertonico e di cosa ne pensa di questa scena musicale emergente; il tutto in sole dieci domande.

1. Puertonico è...

“Un ragazzo normale, a metà tra due città, tra sogni e realtà, tra analogico e digitale. Purtonico nasce circa due annetti fa, a ridosso del mio trasferimento a Milano, dove avevo trovato lavoro e anche un contesto adatto a fare musica. Ho iniziato una nuova vita. Puertonico è un ragazzo di Roma trapiantato a Milano che ha iniziato esplorare il proprio lato artistico.”

2. Prima di Puertonico c'era...

"C’erano i Blowing Iris, dal nome di una nebulosa con cui eravamo in fissa quando frequentavamo il liceo. Io ero ii cantante e compositore, Daniele, il mio migliore amico, il chitarrista. Scrivevamo noi tutti i pezzi, in italiano, e questa esperienza ci ha portato a esplorare noi stessi come individui, finché non abbiamo capito che era arrivato il momento di andare avanti con due progetti solisti. Eravamo già due personalità ben definite che si incastravano tra loro, quindi era prima necessario capire come esprimere il nostro io per poter essere un noi.”

3. La musica è stata per lui una scelta inevitabile

“Sono circa 10 anni che suono. La mia carriera da musicista parte dai banchi di Liceo, quando ho fondato una band col mio migliore amico. Un’esperienza che è durata un lungo periodo, fino all’università, e ci ha portati a suonare spesso all’interno del contesto romano, oltre a qualche tour. Puertonico è stata la cristallizzazione di tanti anni di musica, fatta con approcci e metodi diversi. Descriverei il mio inizio di carriera inevitabile, nel senso che non potevo che non intraprendere questa strada, ho capito che era quello che dovevo fare fare. Ora, a distanza di un paio d’anni dall’esordio, mi sto levando un po’ di soddisfazione ho avuto conferma che è stata la scelta giusta per me.”

puertonico_giovanitalenti_musica_fotografiaPuertonico_03

4. La sua principale ispirazione non sono i grandi maestri del passato ma i suoi amici...

“Quelli veri, quelli stretti. Non c’è niente di meglio di una bella giornata di sole, un computer, un paio di casse, e i tuoi amici con te. Dipende molto dal contesto in cui mi trovo a scrivere e dal mio stato mentale/emotivo. Puertonico è questione di mood.”

5. Milano è il posto in cui ha deciso di rimanere.

Non so se sarà una scelta definitiva per la mia vita, perché sento ancora il bisogno di esplorare altro. Spero di morire a Roma, che è e rimarrà per sempre casa mia, tutti i miei amici sono lì, il mio produttore, a cui devo davvero tanto, è a Roma. So che prima o poi uno come me torna a casa. Ma per onestà intellettuale devo riconoscere che per il mio stile di vita, il mio lavoro e il genere musicale che faccio Milano è l’unico posto in cui dovrei stare, qui ho avuto modo di fare un upgrade nel modo in cui lavoro alla mia musica, anche grazie a persone che hanno iniziato a credere in me e mi hanno messo in condizione di lavorare bene.”

6. È abituato a fare tutto da solo.

"Ho iniziato a suonare con gli amici ed è partito tutto così, autoproducendoci senza neanche sapere di farlo, era semplicemente il fatto di scrivere e suonare al di fuori delle dinamiche discografiche. Per me è questa la normalità, e non lavorare con un produttore. Quando ho collaborato con Oriente (che prima era Alfa Beat) è stato bello perché condividevamo una visione affine della musica, ma in generale preferisco lavorare da solo e avere il controllo su tutto, anche se a volte è un'esperienza talmente intensa da risultare stressante. Il vero contro di questo approccio è che senza un riscontro esterno rimani a volte troppo compromesso nella canzone, ed è difficile avere uno sguardo distaccato e più lucido. Però al momento preferisco lavorare così perché sono riuscito a tirare fuori ciò che volevo esprimere. Digital Boy è nato da un processo molto hip-hop: ho lavorato con Oriente e abbiamo deciso di creato i beat direttamente in studio facendoci sopra un po' di freestyle e registrando le cose che ci piacevano di più. Quando succede succede è qualcosa di incredibile.""

puertonico_giovanitalenti_musica_fotografiaPuertonico_04

7. Però Digital Boy è nato dalla collaborazione con un produttore.

"Digital Boy è nato dalla collaborazione con Oriente. Devo molto a lui. Abbiamo deciso di applicare un nuovo tipo di approccio della musica: abbiamo creato i beat direttamente in studio facendoci sopra un po' di freestyle, registrando le cose che ci piacevano di più. Un processo molto hip hop: crei la vibe, la catturi e in 40 minuti hai la canzone. Se poi succede è qualcosa di incredibile."

8. Gli piacciono un casino i fumetti.

"Ho studiato fumetto e ho sempre tantissimi film e cartoni animati. Per questo ho molto chiaro in testa che tipo di immagini vorrei trasmettere con la mia musica; un intero mondo visivo che concretizzi la mia sensibilità musicale."

9. Sta ancora cercando il suo output definitivo.

"Trovare la forma estetica ideale è sempre stata la parte un po’ più dolorosa del mio progetto. L’inesperienza nei videomakeing spesso ti impedisce di capire quando ti devi fidare e quando invece ti puoi affidare, e c'è una differenza abissale. Per ora mi sono sempre un po’ fidato per quanto riguarda i miei videoclip, senza trovare davvero un'identità estetica che mi soddisfacesse, ma questo al contempo mi ha permesso di prendere coscienza su cosa volevo che il mio progetto comunicasse. Ho avuto l'occasione di lavorare con persone bravissime, Ludovico Failla è un genio come anche Cosmiclattex, però mi sono ritrovato a pensare; “Vorrei qualcosa di diverso”. Quel quelacosa è mezzo arrivato, ma devo ancora trovare l’output corretto."

10. Ma sta per succedere il panico.

"Lo spero. Sicuramente sta per succedere qualcosa: tra settembre e ottobre uscirà il primo EP del progetto dopo cinque singoli. Ciò significa che farà varie date in giro per l'Italia e mi dedicherò alla promozione. Nel futuro vedo anche la necessità di creare una nuova scena musicale all'interno della quale vorrei avere un ruolo attivo. Sta già prendendo forma una nuova idea di musica che abbia un respiro nazionale. È arrivato il momento di guardarsi intorno e imparare dagli altri, tornando a essere uniti come un tempo; un'unione che favorisca i singoli. Il collettivo di cui faccio parte, Talenti Digital al momento è in una fase di riorganizzazione, che non so se avrà mai un esito, ma sicuramente è stato un tentativo di creare una dimensione collettiva e riflettere sul concetto di individualismo".

puertonico_giovanitalenti_musica_fotografiaPuertonico_02

Segui i-D su Instagram e Facebook.

A proposito di un altro progetto che potrebbe essere il futuro della musica indipendente in Italia:

Crediti


Fotografia Giuseppe Triscari
Testo di Benedetta Pini
Art direction e styling Simone Furlan
MUA e capelli Martina Giudice
Assistente allo styling Yannine Avila

Tagged:
indie
Roma
Cantante
milano