Fotografia di Reto Schmid

le modelle non sono manichini: smettiamo di trattarle come tali

'Photographing the Body in Fashion' è la mostra fotografica che ci racconta perché le top model non sono appendiabiti in carne e ossa, ma strumenti attraverso cui creare nuovi significati.

di Bojana Kozarevic
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03 novembre 2017, 2:46pm

Fotografia di Reto Schmid

Posturing: Photographing the Body in Fashion, nuova mostra co-curata dai giovani curatori/star Shonagh Marshall e Holly Hay, decostruisce il modo in cui la nuova generazione si è liberata della forma umana. Come? Usando l'inaspettato per destrutturare le interpretazioni più classiche dell'immaginario di moda.

Prendendo come punto di partenza il movimento e una ritrovata libertà corporea, Posturing si presenta come una selezione ricca di humour, sessualità e sensualità—un'esibizione che celebra le nuove, straordinarie voci nel creare le immagini.

La postura può essere usata per impressionare o sviare, per concentrare l'attenzione su un punto o per distrarla da un altro. Il corpo è uno degli strumenti più potenti di cui disponiamo. Possiamo usarlo per esprimere idee, sentimenti e creare un senso di sé. Quando si tratta di fotografia di moda, il corpo è stato fin troppo a lungo un semplice strumento usato per fare da corredo ai capi d'abbigliamento. Questa mostra unisce il lavoro di incredibili visionari per esplorare i modi in cui rivelano il potenziale del corpo umano nella creazione di significati. Di fronte ai loro obiettivi, le forme dei modelli sono catturate in modi più umanisti, sensibili e spesso surrealisti. È contemporaneamente una reazione alle visioni delle generazioni precedenti nell'industria della moda e un desiderio di offrire visioni ultraterrene.

Unendo le immagini di Tyrone Lebon, Zoe Ghertner, Hanna Moon, Brianna Capozzi, Joyce NG, Reto Schmidt e Charlotte Wales, Posturing si caratterizza per la continua sfida alle comuni pose da modella (mano sul fianco vi dice niente?). Hanna Moon—i cui scatti di Hari Nef per i-D fanno parte della mostra stessa—spiega come "sia stato un processo naturale. Si tratta di far emergere la personalità durante gli scatti. Oggi, tendo a dare meno indicazioni possibili ai modelli. Preparo la situazione e il set in modo che si possano sentire liberi di recitare ed esprimersi."

Un'intima danza tra modelli e abiti, fotografi e modelli, fotografi e spettatori che viene ulteriormente sottolineata dai cinque diversi livelli di cui la mostra si compone: casting, styling, location, oggetti di scena e direzione creativa, così da esporre in aggiunta il complesso processo di collaborazioni che si cela dietro ogni immagine. "Teamwork makes the dream work," [il lavoro di squadra rende il lavoro un sogno] come diceva Terry Jones.

Fotografia di Blommers e Schumm

Credi che ci sia stato un momento specifico in cui il focus sulla postura del corpo è diventato l'epicentro della fotografia di moda?
Shonagh: Il lavoro di fotografi come Viviane Sassen e Mark Borthwick si basa su un'idea interessante di gesti e pose. Il loro lavoro nella sfera della moda ci fa mettere in discussione gli abiti grazie al modo in cui si guarda al corpo. Ho notato circa tre anni fa che nella fotografia di moda contemporanea stava avvenendo un allontanamento dalla sessualizzazione del corpo, perché proprio in quel periodo una serie di fotografi hanno iniziato a sovvertire l'ordine gerarchico tra abiti e corpo, mettendo al primo posto proprio l'ultimo dei due elementi.

Holly: Lo si nota in tutta una serie di opere d'arte, ma questo nuovo approccio a un'estetica più ampia viene solitamente percepito come molto più contemporaneo. Credo che questi movimenti nascano sempre come reazione a qualcosa di precedente, in questo caso, a decenni di corpi fortemente sessualizzati e setting poco reali.

Credi che abbia a che fare anche con gli attuali dibattiti femministi?
Holly: Sono sicura che per alcuni fotografi sia così, ma per me queste immagini sono semplicemente portatrici di un messaggio positivo e a volte molto divertente. Mi piace pensare che sia una celebrazione della fotografia di moda, e che gli artisti presenti in questa mostra siano per il loro approccio innovativi e interessanti, perché non vedono corpi, ma caratteri.

Shonagh: Non è il messaggio principale che queste immagini voglio trasmettere. La selezione è basata sull'equilibrio: dei 17 artisti, otto sono donne; sebbene sia poco meno della metà, ci sembra comunque un cambiamento significativo all'interno di un'industria solitamente dominata dal sesso maschile.

Photography Brianna Capozzi

Cosa rende uno scatto di moda diverso dagli altri?
Holly: La sensazione che ti spinge a vedere l'abito da un nuovo punto di vista.

Shonagh: Personalmente, amo gli editoriali in cui si sviluppa una vera e propria narrazione. Ci sono così tante storie da raccontare, storie in cui gli abiti giocano un ruolo di primo piano nella costruzione di personaggi e caratteri. Amo profondamente la moda quando sa raccontare delle storie.

Quanto sono importanti i diversi momenti di casting, styling, ricerca della location, individuazione degli oggetti di scena e messa a punto della direzione artistica?
Holly:
Non esistono separatamente. La collaborazione è l'elemento essenziale nella creazione di immagini di moda, come ci hanno confermato tutti i fotografi con cui ci siamo confrontati durante la creazione di questa mostra.

Shonagh: Abbiamo parlato a lungo delle sezioni tematiche che avrebbero deciso la suddivisione delle immagini. Il tema attorno a cui tutto ruota è la postura, ma volevamo avere un livello successivo di elaborazione, così abbiamo pensato all'intero processo di realizzazione. Ogni sezione è a sua volta divisa nei diversi momenti elencati nel call sheet. Volevamo richiamare l'attenzione sul fatto che queste immagini risultano sempre leggermente incomplete: in alcuni casi ci sono abiti indossati in modo "sbagliato", mentre in altri non sono proprio sul corpo. A volte, il viso del modello viene deliberatamente eliminato dalla composizione. Sono tutti aspetti diversi che possono essere notati durante la mostra, ma sempre in equilibrio tra loro.

Fotografia di Lena C Emery

Come descriveresti le pose che esemplificano la fotografia di moda contemporanea? Credi che nel futuro entreremo in una nuova fase circa questo aspetto?
Shonagh: Trovo molto interessante osservare alle immagini concentrandosi sul numero di donne che non rientrano nei canoni della classica modella. Ci sono la mamma e le amice di Marton Perlaki. Ci sono due bambini seduti a terra nello scatto 1 Granary di Joyce NG. Sibyl Buck, un'insegnante di yoga, musicista e modella, è fotografata da Charlie Engman. Non ho idea di quale sarà il futuro della moda, né di come il modo di posare si evolverà, ma certamente nella nostra mostra i modelli non sono appendiabiti, e spero che questa sarà la direzione che prenderà l'industria in generale. I fotografi hanno fatto emergere i caratteri dei modelli, e durante le interviste ci hanno svelato di aver chiesto loro di dimenticare tutto ciò che avevano imparato a livello professionale, in termini di pose e gesti. Volevano che fossero completamente liberi.

Come avete scelto i fotografi che avete scelto?
Holly: L'approccio al corpo è stato essenziale. Volevamo presentare fotografi che hanno una metodologia dedicata al e concentrata sul corpo.

Fotografia di Marton Perlaki

Cosa vorresti che rimanesse agli spettatori dopo aver visto questa mostra?

Holly: Vorrei che continuassero a riflettere sull'immaginario di moda così positivo che propongono questi fotografi.

Shonagh: Speriamo davvero che sia il punto di partenza per conversazioni più ampie sulla fotografia di moda contemporanea. Creare esibizioni non monografiche è qualcosa di raro, quindi speriamo il nostro lavoro si faccia portatore di nuove domande.

Perché è importante esporre anche immagini di moda negli spazi museali?
Holly: Vedere una fotografia di moda stampata e incorniciata in uno spazio fisico permette allo spettatore di considerare le storie che i fotografi vogliono raccontare. A volte, tra le pagine di un magazine si trovano immagini senza alcuna spiegazione né contesto, il che significa sfogliarle velocemente senza notare gli incredibili dettagli nascosti nella produzione creativa. Volevamo che le persone avessero l'opportunità di apprezzarle a pieno.

Shonagh: Personalmente, sono davvero interessato a esibire la moda per far sì che il processo venga messo in discussione.

Posturing: Photographing the body in fashion può essere visitata a Londra fino al 12 novembre presso il Ground Floor Project.

Photography Pascal Gambarte
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