nella campagna gcds c'è pamela anderson e tutto il glam anni '90

Ma anche l'assurdità del 2018.

di Amanda Margiaria
|
23 febbraio 2018, 11:06am

Ogni decennio ha la sua icona indiscussa. Quella a cui tutti pensiamo istintivamente, quella che ci appare in testa e sappiamo che ha segnato un'epoca. Per gli anni '90 c'è di Pamela Anderson. Chi non ricorda la sua falcata in costume intero rosso fuoco sulle spiagge di Baywatch? O il suo essere sempre e comunque sopra le righe?

Ma per quanto sia semplice ripensare alle icone che tutti abbiamo visto in TV, molto più difficile è riuscire a individuare le icone della contemporaneità. Assistiamo da anni alla rivisitazione e successiva rielaborazione in chiave moderna di figure simbolo dei decenni passati, ma in pochi sanno presentare al pubblico nuove figure a cui fare riferimento: GCDS l'ha fatto scegliendo Caroline Vreeland come co-protagonista della nuova campagna primavera/estate 18.

Quando abbiamo chiesto a Giuliano Calza come descriverebbe il suo ultimo lavoro creativo, gli aggettivi che ha usato sono tre: "Geniale, una parola fin troppo sentita in questa Fashion Week, che va usata invece con attenzione. Ironica, perché questo lavoro è lo specchio della nostra realtà, in cui l'irriverenza è l'unico strumento per farsi spazio in un mondo che si prende troppo, troppo sul serio. Indipendente, perché tutto nasce da me e dal mio team: insieme abbiamo trasformato il lavoro in un processo creativo di gruppo."

Creatività certo, ma anche una visione ben precisa del sistema in cui è possibile svilupparla. Perché associarla a un simbolo della contemporaneità come Caroline Vreeland? Non basta la presenza di un emblema del passato per dare ulteriore luce al brand? "Per me Caroline è la Pamela di oggi," continua Giuliano. "Per questo le ho volute entrambe nella nuova campagna. Chi vede Caroline la ricorda per le sue forme, perché è biondissima e d'impatto. Per Pamela è lo stesso: c'è una componente sessuale non indifferente."

Ma la sexyness di Pamela non si limita a questo: per GCDS c'è molto di più. C'è ironia. c'è divertimento, ci sono sorrisi e strizzatine d'occhio all'assurdità del mondo contemporaneo. Tra parrucche e iconografie d'epoca, l'impressione è quella che gli anni '90 e la modernità possano dialogare con semplicità.

"Abbiamo lavorato a lungo a questa campagna, che per me ora è più un fashion film che un semplice advertising," conclude il Direttore Creativo. "Ci sono riferimenti a tutta la storia del Novecento: dalle creazioni di David LaChapelle alle produzioni cinematografiche come Le Colline hanno gli Occhi. Il mio lavoro è stato quello di unirle e renderle fruibili anche dall'audience del 2018." E come non essere d'accordo con lui.

Giudicate voi stessi: qui in anteprima per i-D il video racconto di GCDS primavera/estate 18.