Sinistra: November 11 1988. Destra: November 8 2016 © Nancy FloydSin

Nancy Floyd ha scattato un ritratto di sé stessa ogni giorno per 40 anni

Nel 1982, la fotografa ha deciso di imbarcarsi in una prova: scattare un ritratto di sé stessa ogni singolo giorno.

di Ryan White
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09 dicembre 2020, 10:51am

Sinistra: November 11 1988. Destra: November 8 2016 © Nancy FloydSin

La serie vincitrice di Nancy Floyd Weathering Time ha avuto inizio da una semplice domanda che la fotografa si è posta già nel 1982: "Cosa succederebbe se scattassi un ritratto di me stessa ogni giorno, e mi vedessi pian piano invecchiare?"

All'epoca Floyd aveva 25 anni, e solamente l'inverno prima si era laureata all'Università del Texas ad Austin. "All'inizio dell'estate avevo risparmiato abbastanza per acquistare una Olympus OM1 usata come supporto alla mia vecchia Pentax SP1000," racconta. "Non avevo mai posseduto due macchine fotografiche e non sapevo che farne. Durante una conversazione con un amico, è saltata fuori l’idea di scattare un ritratto di me stessa ogni giorno per i successivi 20 anni, così da potermi vedere invecchiare… 45 anni ci sembravano parecchi in quel momento.” Così ha attaccato la Pentax a un treppiede e l'ha posizionata in un angolo della sua stanza, con in mente il progetto di scattare un ritratto di sé stessa ogni giorno, esattamente alle 9 del mattino.

La metodologia di Nancy era semplice: un obiettivo da 50mm puntato direttamente verso di sé, così da scattare un ritratto a figura intera del suo corpo, dalla testa ai piedi. “Se non riuscivo per qualche motivo a scattare la foto di un dato giorno, facevo avanzare la pellicola di un fotogramma in modo che non venisse registrata alcuna immagine. Ogni rullino di pellicola catturava un mese di immagini. Ci sono stati molti giorni, alcuni mesi e persino tre anni negli anni '90 in cui non ho scattato nemmeno una foto." Dal 2006 aveva anche iniziato a utilizzare una fotocamera point-and-shoot digitale quando si trovava a viaggiare per lunghi periodi. “Nel 2019 mi sono allontanata dalla pellicola e ora scatto esclusivamente in digitale. A partire dal 2012, e ancora oggi, ogni tanto mi capita di rimettere in scena una particolare immagine dell'archivio, per creare un contrasto tra i cambiamenti avvenuti nel corso del tempo, aggiungendo anche vecchie fotografie di famiglia dall'archivio dei miei genitori."

Il "calendario visivo" che ne risulta, come lo chiama ora Nancy, è composto da oltre 2.500 fotografie. "Molto spesso sono da sola in queste immagini semplici, ma a volte sono con la mia famiglia o amici. Col passare del tempo, si susseguono nascite, morti, celebrazioni e brutte giornate. Gli animali domestici vanno e vengono, le mode e le acconciature si evolvono, scompaiono le macchine da scrivere, gli orologi analogici e i telefoni con il filo; la pellicola lascia il posto al digitale e il computer sostituisce la camera oscura."

"Mentre Weathering Time racconta la mia giovinezza fino all'alba della mia vecchiaia, le immagini riflettono anche le esperienze della mia generazione e sottolineano i cambiamenti culturali, tecnologici e fisici che si sono verificati negli ultimi 38 anni.”

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SHIRTS WITH WORDS ©​ NANCY FLOYD

Vuoi parlarci un po’ del tuo lavoro al di fuori di Weathering Time e da quali storie sei particolarmente attratta?
Il filo conduttore della mia opera è stato costantemente di natura autobiografica e riflette il mio background e la mia esperienza. Nel 1986 ho completato un'installazione multimediale su mio fratello, che è stato ucciso in Vietnam; nel 1992 ho realizzato un documentario fotografico sui lavoratori dei reattori nucleare e sulle loro famiglie (all'epoca mio marito lavorava nel settore nucleare); nel 2002 ho creato un'installazione multimediale sull'invecchiamento, la mortalità e la perdita, utilizzando me stessa, la mia famiglia e la mia casa d'infanzia abbandonata come soggetti; infine, nel 2008 ho scritto un libro sulle donne proprietarie di armi in America.

Per farti un esempio di come lavoro, potrei raccontarti di come sono arrivata a fotografare le donne armate. Il progetto è nato dalla curiosità verso l'interesse di mio fratello per le armi da fuoco e il suo desiderio di essere un armaiolo. Jim si è formato nel settore della riparazione di armi leggere nell'esercito ed è stato ucciso in Vietnam nel 1969, quando io avevo 12 anni. Durante la prima guerra del Golfo americana nel 1993, ho pensato molto a mio fratello e alla mia posizione contro la guerra, e ho deciso di immergermi in prima persona nel suo interesse acquistando la mia pistola e imparando a sparare.

Non c'era alcun piano che intendesse trasformare questa curiosità personale in un progetto artistico. Tuttavia, durante le mie visite settimanali al poligono di tiro, ho incontrato molte donne che avevano recentemente acquistato armi da fuoco, scoprendo che l'industria bellica aveva notato questo crescente interesse e stava strategicamente targettizzando le donne anche all’interno delle loro pubblicità. Così ho voluto andare a fondo della questione tramite una serie di fotografie e interviste a donne amanti delle armi, supportata da una ricerca sui modi in cui si autorappresentavano e su come erano state rappresentate nel corso del tempo.

June 11 1985 ©​ Nancy Floyd
June 11 1985 ©​ Nancy Floyd

Hai iniziato Weathering Time, un progetto biografico a lungo termine, a 25 anni. All'epoca, avevi qualche idea o convinzione che credevi si sarebbe realizzata nel corso del tempo? E cosa ti ha motivato a continuare?
Non ho mai avuto dubbi per quanto riguarda la motivazione. Dovevo solo alzarmi la mattina, afferrare il cavo di rilascio, stare davanti alla telecamera e scattare il ritratto. Poiché le immagini erano catturate su pellicola, non potevo vedere subito il risultato, e quindi non aveva molto peso come azione quotidiana. Più o meno una volta all’anno sviluppavo le pellicole e creavo dei book con le immagini, che poi archiviavo.

Alcune volte, però, mi stufavo. Nel mio diario del 1984, ho scritto che non avrei scattato autoritratti per il resto di maggio perché ero in “burn out". Ho interrotto il processo nel 1991 e nel 1992, e poi di nuovo nel 1995. Nel gennaio 1996 ho capito nuovamente l'importanza di questo progetto e ho ricominciato. All'epoca pensavo che avrei dovuto farlo solamente per altri otto anni, così da raggiungere il mio obiettivo di 20 anni.

Passate quelle due decadi, ho scansionato tutti i negativi e ho creato un video dai ritratti. Osservando attentamente ciascuna immagine, mi è apparso sempre più chiaro che in ogni autoritratto ci fosse molto di più della percezione del passare del tempo attraverso il mio corpo che invecchiava. Ho capito che continuare a scattare questi ritratti di me stessa avrebbe rivelato altre sfaccettature. A quel punto era diventato un impegno a vita. Mi capita ancora di saltare dei mesi, ma non più un anno intero.

May 27 2006 ©​ Nancy Floyd
May 27 2006 ©​ Nancy Floyd

Molti artist, quando intraprendono un progetto fotografico a lungo termine come questo, conoscono intimamente i soggetti delle loro immagini, che si tratti di un solo individuo o di una comunità. In questo caso il soggetto sei tu stessa. Cosa credi di aver imparato su di te mentre portavi avanti la serie?
Non sono sicura di aver imparato qualcosa su me stessa, perché ogni immagine racchiude solamente una frazione della mia giornata, registra eventi che altrimenti non avrei potuto fotografare. Non ho mai pensato all'importanza delle immagini al momento dello scatto, ma ora, più guardo indietro nell'archivio, meno mi appaiono banali. Ed è osservando questi eventi che sono arrivata a una nuova presa di coscienza rispetto alla serie.

Ad esempio, la settimana in cui mio padre stava morendo, io e la mia famiglia abbiamo passato molto tempo seduti, facendo progetti e raccontandoci storie. Guardando indietro, emergono tanti momenti toccanti con papà e la mia famiglia, e le fotografie ne sono un documento. Ci sono due foto di mio padre vivo, e poi la sua stanza senza lui, e poi la mia famiglia riunita. Anche se mi rattristano, guardo queste fotografie con affetto, perché mi ricordano quanto mi sentissi vicina alla mia famiglia e ai miei amici in quei momenti. Mi sono resa conto che, se da una parte il mio archivio ha avuto inizio con lo scopo di narrare la mia vita, dall’altra è diventato sempre più il racconto di una perdita. La perdita della mia giovinezza, della mia innocenza innocenza e delle persone a me care.

February 22 1985  ©​ Nancy Floyd
February 22 1985 ©​ Nancy Floyd

È stato difficile adattarsi questa nuova routine quotidiana? Con il tempo è diventato un gesto automatico, oppure ti è sempre piaciuta la struttura e la routine di eseguire questa azione?
Quando la routine è costituita da una videocamera posizionata in un angolo di una stanza, e tutto quello che si deve fare è schiacciare un bottone stando a pochi metri di distanza, è facile. Mi piace stare davanti alla telecamera per quella frazione di secondo.

Da quando mi sono trasferita nel Northwest nel 2018, è diventato più difficile scattare, perché non ho scelto un punto fisso in cui installare e lasciare la videocamera. Il mio posto preferito è il portico anteriore, perché adoro i portici e mi siedo sempre in veranda. Ma questo significherebbe trascinare la telecamera fuori e configurarla ogni giorno. Il risultato è che non riesco a fotografarmi tutte le volte che vorrei, e al momento non esiste una vera e propria routine quotidiana.

July 28 2018 ©​ Nancy Floyd
July 28 2018 ©​ Nancy Floyd

Guardandoti la te di 25 anni, cosa vedi di cambiato—come artista e fotografa, ma anche come persona—, al di là delle tendenze e dei cambiamenti superficiali?
Ho iniziato questo progetto un anno prima di iniziare un corso magistrale a Chicago. Quando mi guardo a 25 anni, vedo un'artista giovane e ambiziosa che ha incanalato tutte le sue energie negli studi. Avevo un unico obiettivo e si può vedere chiaramente in tutte le foto: sul tavolino c’è qualche saggio che stavo leggendo, insieme a rullini di pellicola, macchine fotografiche, luci da studio e la mia macchina da scrivere. Dal 1982 al 1987 ero certa di voler diventare un’artista. Mi sono persino distaccata da amici intimi e persone care quando ho lasciato il Texas per la scuola di specializzazione. Niente mi avrebbe potuto ostacolare.

February 3 1985 ©​ Nancy Floyd
February 3 1985 ©​ Nancy Floyd

A uno sguardo esterno, queste immagini esprimono una serenità di fondo. Esaminandole bene, riesci a individuare i momenti di difficoltà che forse un occhio superficiale potrebbe non cogliere?
Lo stile delle mie fotografie non si presta a rivelare traumi o lotte. Neanche in quelli in cui ho una caviglia slogata o una mano rotta, oppure ho in mano la fotografia di una persona cara defunta. Ogni fotografia è solo una traccia degli eventi di quella determinata giornata.

June 1 1986 ©​ Nancy Floyd
June 1 1986 ©​ Nancy Floyd

Cosa ti piace di più dell’accostare queste migliaia di immagini?
Mi piacciono le sorprese che sorgono quando metto insieme le fotografie per creare delle nuove categorie: come Pantaloni o Camicie con Scritte. È bellissimo scoprire le immagini occasionali, come quelle in cui qualcuno si è mosso oppure non ha sorriso alla fotocamera, ma ha fatto una smorfia o ha usato le dita per fare delle corna dietro la testa di qualche persona. Mi piace anche ingrandire le immagini per vedere i dettagli della stanza e gli oggetti di cui mi sono circondata in passato.

Ho aspettato anni per raggiungere la stessa età che avevano i miei genitori nelle mie foto d’archivio. Quest'anno ho realizzato la prima: Io e mamma a 63 anni. Guardando le foto una accanto all'altra non c'è alcun dubbio che sono la figlia di mia madre.

Il mio sogno è quello di avere un giorno l'opportunità di esporre tutte le fotografie in ordine cronologico, con spazi vuoti per i giorni e gli anni in cui non ho scattato. Sarebbe affascinante vedere tutte le immagini insieme, inedite.

April 12 2000 ©​ Nancy Floyd
Cavallino Rampante Berlinetta Fang Smith April 12 2000 ©​ Nancy Floyd

Riesci a individuare un momento particolare in tutte queste immagini, il più viscerale?
Le fotografie create durante i periodi di perdita continuano a colpirmi molto duramente.

May 12 1983
Koda Chrome Floyd and Chuck Smith August 5 2019 ©​ Nancy Floyd
Koda Chrome Floyd and Chuck Smith August 5 2019 ©​ Nancy Floyd
July 9 2014 ©​ Nancy Floyd
July 9 2014 ©​ Nancy Floyd

“Weathering Time” è il vincitore de ICP / GOST First Photo Book Award e sarà pubblicato a gennaio 2021. Puoi preordinarlo qui.

Crediti


Tutte le immagini su gentile concessione di Nancy Floyd e GOST

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