Cosa vale la pena guardarsi su Netflix a dicembre

Se il 2020 ci ha tolto ogni certezza, una rimane: Netflix & Chill sarà il nostro piano B ancora per chissà quanto tempo.

di Benedetta Pini
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30 novembre 2020, 2:20pm

Still dal film “Tiny Pretty Things”

Tra zone rosse, arancioni e gialle, una cosa è certa: il coprifuoco ci costringerà alla formula Netflix & Chill (o simili, tipo MUBI) ancora per chissà quanto tempo.

E se questo è un punto fisso, non possiamo dire lo stesso di tutto il resto, vacanze e festività incluse: chissà dove saremo, insieme a chi staremo e cosa potremo fare. Sarà sicuramente un dicembre all’insegna dell’anticonvenzionalità, dell’imprevisto e dei piani B, il che non dev’essere per forza un male. E se quella prozia che ogni anno vuole recuperare in un solo pranzo tutte le domande imbarazzanti e i commenti giudicanti che si è tenuta dentro per 12 mesi troverà il modo di farlo via Zoom o FaceTime, trasformando quel pranzo digitale in una un seminario familiare su quanto la tua vita sia un casino totale, non temere.

In quel caso ti basta aprire una nuova tab, disattivare il microfono, annuire con accondiscendenza ed evadere all’interno di uno dei nuovi film o delle nuove serie TV in uscita a dicembre. Qui ne abbiamo selezionate alcune.

La storia infinita 2 (dal 1 dicembre su Netflix)

Questo 2020 ha stravolto il mondo per come lo conoscevamo, festività incluse, e ci ha messi di fronte ad una scelta decisiva: approfittarne per liberarci di tutti quei riti che fanno parte della tradizione (e che non sopportavamo più), oppure ricrearci una comfort zone rassicurante e nostalgica con i film che ci accompagnano da sempre. Se tendi verso la seconda opzione, c’è un film dal quale partire meglio de La storia infinita?

Mank (dal 4 dicembre su Netflix)

Dopo Roma (2018), Netflix torna a puntare agli Oscar. Questa volta lo fa con David Fincher (il regista di Zodiac, Seven e Gone Girl, per intenderci) e con un film sulla figura di Herman J. Mankiewicz, detto Mank, niente meno che lo sceneggiatore di Quarto Potere, uno dei film seminali della storia del cinema diretto dal genio Orson Welles.

Sulla paternità della scrittura dell’opera, che fa sfacciatamente riferimento alla figura dell’imprenditore e magnate dell’editoria americana William Randolph Hearst, ci sono discussioni aperte ancora oggi: da una parte c’è il team Peter Bogdanovich, che sostiene i dialoghi siano stati scritti a quattro mani da Mankiewicz insieme a Welles, dall’altra c’è il team Pauline Kael, secondo cui Mankiewicz avrebbe fatto tutto da solo e in appena 60 giorni, ma poi Welles si sia indebitamente appropriato del suo lavoro. Fincher sceglie questa seconda versione, restituendo un Mank (Gary Oldman!) brillante ma scomodo, alcolizzato e depresso e quindi relegato a lavorare nell’ombra del dietro le quinte incessantemente. Tutto questo, sullo sfondo dei meccanismi dello star system della Hollywood degli anni ‘30 che iniziavano ad arrugginirsi.

Bombay Rose (dal 4 dicembre su Netflix)

Un blockbuster bollywoodiano d’animazione, che nel pieno della tradizione cinematografica indiana racconta tre storie d’amore impossibili che alla fine riescono a trionfare, superando ogni ostacolo culturale, sociale e religioso. Tre storie che sotto alla patina dolciastra svelano una riflessione sui grandi contrasti dell’India di oggi, tra villaggi e grandi metropoli, caos cittadino ed epicità rurale, problematiche attuali (sfruttamento minorile, intolleranza religiosa, immigrazione, condizione delle donne) e trasfigurazioni mitiche, problemi concreti e danze e musiche oniriche.

The Prom (dall’11 dicembre su Netflix)

Un gruppo di stelle ormai affermate del teatro newyorkese piomba in una profonda crisi quando il loro spettacolo si rivela un flop totale, rischiando di stroncare definitivamente la loro carriera. In parallelo, nel nulla dell’Indiana, la liceale Emma Nolan è alle prese con una delusione altrettanto pesante ma di tutt'altra natura: la presidente dell’associazione genitori ha imposto il divieto alle coppie omosessuali di andare al ballo insieme, e lei non potrà andare con la sua ragazza, Alyssa. Per un’improbabile connessione tramite i social media, i gruppi su incontrano e decidono di darsi mutuo supporto, insieme a una terza coppia di disillusi in cerca di una rivalsa. Rischio film token altissimo, rischio commedia plastificata altrettanto, ma stiamo a vedere.

Canvas (Una tela di ricordi) (dal 12 dicembre su Netflix)

Cortometraggio realizzato grazie ad una campagna di crowdfunding, il film racconta una storia “in cui ogni persona si può identificare,” si legge su Kickstarter. “A volte nella vita accadono cose che rendono difficile continuare a lottare per ciò che si ama. Ma si possono trovare forza e creatività anche nei posti più sorprendenti, e questa storia ne è un esempio.” La storia è quella di un uomo ormai anziano che, dopo un lutto dolorosissimo, perde ogni guizzo creativo. Finché non ritroverà l’ispirazione. Vi commuoverete. Tanto.

Tiny Pretty Things (dal 14 dicembre su Netflix)

Sul mondo della danza si è scritto, detto e girato tanto, e da prospettive anche diversissime (da Saranno Famosi a Il cigno nero con Natalie Portman, da Mignonnes a Nuereyev, fino agli estremi di Climax). Questo film si inserisce nel filone, raccontando le dinamiche di una prestigiosa scuola di danza di Chicago, dove ogni persona è amica e nemica, compagna e competitor, trasparente e torbida, in un incastro di intrighi, non detti, invidie e frustrazioni. Il rischio stereotipi e cliché è molto alto, ma per il momento gli concediamo il beneficio del dubbio.

Ma Rainey’s Black Bottom (dal 18 dicembre su Netflix)

Viola Davis nei panni di Ma Rainey. Serve aggiungere altro? Sì, stiamo parlando di una delle prime cantanti blues di professione, che non solo fece la storia del genere ma aprì la strada a tutte quelle donne venute dopo di lei che decisero di salire su un palco e mettere la loro firma nella storia della musica. Sicuramente un perla di questo nuovo drop Netflix, da non perdere.

Bridgerton (dal 25 dicembre su Netflix)

Londra, età della Reggenza (1811-1820). Nella sontuosa e plastificata alta società dell’epoca succede uno scandalo che riguarda Daphne Bridgerton, la figlia maggiore della famiglia più potente della città, proprio alla soglia del suo ingresso nel competitivo mercato matrimoniale di Regency London. Il rischio? Quello di compromettere la sua reputazione e quella della sua intera famiglia.

Le terrificanti avventure di Sabrina - Parte 4 (dal 31 dicembre su Netflix)

Chissà se qualcuno di voi sta ancora tenendo botta a questa serie, che pian piano sembra aver perso drammaticamente tutto il suo appeal iniziale, persino il barlume di svolta femminista si è mestamente spento—eppure ci speravamo davvero. Beh, sappiate che ora esce la nuova e ultima stagione.

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Crediti

Testo di Benedetta Pini
Immagine: still dal film “Tiny Pretty Things”

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