9 serie tv, cortometraggi e videoclip che hanno segnato il 2020

Questa non è una classifica.

di Benedetta Pini
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29 dicembre 2020, 5:00am

Still da "Ouverture of Something that Never Ended"

Il 2020 è stato un anno tragico, ma anche paradossale. Il paradosso delle persone cinefile si è manifestato nella forma dell’incapacità, totale o parziale, costante o momentanea, di mantenere l’attenzione dall’inizio alla fine di un film, entrando davvero in quel mondo altro, proprio in un periodo in cui l’escapismo era l’unica cosa che ci rimaneva per trovare un po’ di sollievo dalla pandemia.

La stasi a cui è stato costretto il mondo intero ha comportato apatia, blocchi e disinteresse generalizzati. Chi si è trovato in questa situazione, è incappato in un paradosso difficile da digerire: nell’anno in cui avrebbe potuto vedere più film che mai, ne ha visti pochissimi, e ne sono usciti ancora di meno. Ma va bene così. Quel tempo passato a non fare nulla non è stato inutile, la nostra mente si è riposata, i nostri pensieri hanno esplorato strade mai battute prima e abbiamo fatto cose che altrimenti non avremmo mai fatto—persino annoiarci.

Le cose viste quest’anno e che ci sono rimaste impresse, acquisiscono così un valore doppio. Questa non è una classifica, è una selezione di cose belle da vedere, che vi assicuriamo vale davvero la pena recuperare.

1) Dark, Germania | serie tv

La serie tv più coinvolgente, intensa e stratificata che possiate vedere al momento, e non succedeva dal 2004, cioè dai tempi di Lost. Se vi serve un altro motivo per vederla, un contest indetto da Rotten Tomatoes l’ha eletta la migliore serie originale Netflix di sempre. Forse vale la pena darle una chance.

2) Feel Good, UK | serie tv

Miniserie firmata, interpretata e liberamente tratta dalla vera vita della comica canadese Mae Martin. Vale la pena guardarla perché 1) fa genuinamente ridere 2) è facilmente fruibile, perché scende giù velocissima senza drenarvi l’anima. Se siete alla ricerca di altri spunti di lungometraggi o corti queer da vedere, il programma del Festival MIX Milano potrebbe essere la risposta.

3) Ouverture of Something that Never Ended, Alessandro Michele e Gus Van Sant, Italia | serie tv

Il GucciFest è stato probabilmente il festival digitale di moda e cinema più seguito del 2020, ideato per presentare la nuova collezione. Dal 16 al 22 novembre abbiamo visto fashion film di giovani designer indipendenti da tutto il mondo e una mini-serie in 8 episodi, co-diretta da Alessandro Michele e Gus Van Sant e con protagonista è l'attrice, artista e performer Silvia Calderoni (trovi una nostra intervista a Silvia qui). Ecco come Alessandro Michele ha reinventato la comunicazione di Gucci alla velocità della luce, cogliendo (ancora una volta) lo zeitgeist prima di chiunque altro.

4) The Innocence Files, USA | docuserie

Questa serie mostra i dettagli delle storie personali dietro a otto casi di condanne ingiuste, su cui The Innocence Project e altre organizzazioni hanno lavorato per portare chiarezza e giustizia. Ne emerge un ritratto dello spietato, corrotto e spaventoso sistema giudiziario americano, i cui metodi hanno portato, soprattutto tra gli anni ‘80 e ‘90, all’incarcerazione di molte persone innocenti—di cui il 61% nere.

5) La casa dell’amore, Luca Ferri, Italia | cortometraggio

Corto documentario, La casa dell’amore descrive la vita quotidiana e lavorativa di Bianca, una donna transessuale di 39 anni che esercita la professione di prostituta nel suo appartamento di Milano, dove vive dal 2009. Ma Ferri prende le distanze dal documentario in senso tradizionale, restituendo tramite meravigliosi tableaux vivant la sua personale visione del soggetto. Al centro c’è il rapporto solido, dolce e intenso con la fidanzata Natasha, una trans di origini giapponesi attualmente in Brasile che non vede da due anni; un legame fatto di lunghe telefonate e ancor più lunghe attese.

6) Former Cult Member Hears Music for the First Time, Kristoffer Borgli, Norvegia | cortometraggio

Lo shock emotivo e sensoriale di una ragazza scappata da una setta mentre ascolta la musica per la prima volta.

7) Carne, Camila Kater, Brasile | cortometraggio

Riflessioni intime, sfaccettate e schiette su argomenti considerati dei tabù nella nostra società, tutti legati al corpo femminile che cambia e al rapporto continuamente da negoziare con esso.

8) A-WA - Hana Mash Hu Al Yaman, Omer Ben-David, Israele | videoclip

Il nostro videoclip preferito della sezione Video Musicali del Guarimba Film Festival, che dimostra una volta per tutte la dignità di questa forma narrativa, da sempre sottovalutata all’interno dell’industria dell’audiovisivo e presente in un numero ancora limitatissimo di festival cinematografici. Con un’occhio a M.I.A. come modello per stile e mood, le A-WA si definiscono “3 sisters 1 Yemenite soul”, e se non le conoscete ancora dovete assolutamente andarvele a sentire.

9) Bébé Colère, Caroline Poggi e Jonathan Vinel, Francia | visual essay

Forse non lo sapevate ancora, ma da cinque mesi Fondazione Prada sta pubblicando online (sul suo sito e sul canale YouTube dedicato) una selezione di contenuti audiovisivi sperimentali provenienti da tutto il mondo, andando a costruire il progetto Finite Rants, una library virtuale curata da Luigi Alberto Cippini e Niccolò Gravina. Questo è il sesto degli otto cortometraggi, una narrazione che indaga l’estrema delicatezza dell’atto del nascere, nella sua connotazione più pessimista e disillusa. Attraverso gli occhi apparentemente puri e inconsapevoli di un neonato in CGI, l’opera solleva una riflessione introspettiva sulle ragioni dell’esistenza dell’individuo all’interno della società.

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Crediti

Testo di Benedetta Pini
​Immagine: still dalla serie tv GUCCI OUVERTURE of Something that Never Ended di Alessandro Michele e Gus Van Sant

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