Foto di Claudia Sicuranza e Marco Mazzone

Questa fanzine propone una narrazione fotografica del viaggio (finalmente) diversa dalle solite

Camera Doppia racconta la dimensione sospesa del viaggio attraverso gli spazi condivisi delle camere d'albergo—senza mostrare neanche un paesaggio!

di Gloria Venegoni
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07 aprile 2021, 3:11pm

Foto di Claudia Sicuranza e Marco Mazzone

Scattare è un atto di selezione, un’azione con cui ritagliamo dalla realtà soltanto ciò che crediamo essere significativo, bello e indispensabile. Con lo scatto dichiariamo: ‘A tutto il resto, preferiamo questa porzione del mondo’.

Così Claudia Sicuranza e Marco Mazzone, rispettivamente DOP e regista, ci presentano il loro ultimo progetto, Camera Doppia. Si tratta di una fanzine interamente autoprodotta che racconta la storia dei loro viaggi insieme—quando ancora si potevano fare—, ma senza mostrare nemmeno uno scorcio dei paesaggi di quelle mete lontane e vicine. Sì, proprio così. L’obiettivo della macchina fotografica è infatti sempre rivolto all’interno delle camere d’albergo, sugli spazi che i due condividono.

Da qui il titolo della zine: la “camera” che si sdoppia rappresenta le quattro pareti condivise da Claudia e Marco in quegli alberghi che li accoglieranno come casa per un breve lasso di tempo. Ma la “camera” del titolo si riferisce anche alla macchina fotografica in inglese (camera, appunto), che in questo caso si sdoppia: quella di uno e dell’altra, che propongono due prospettive sul mondo separate ma in dialogo tra loro.

camera doppia fanzine, foto di Claudia Sicuranza e Marco Mazzone

Come ci raccontano, Camera Doppia nasce in modo totalmente spontaneo, da quel guizzo di ispirazione che ti fa prendere la macchina fotografica e scattare nei luoghi più impensabili. La fanzine racconta di diversi viaggi attraverso tutto il mondo, da Roma all’Emilia-Romagna fino alla Corea, ritratti attraverso le stanze albergo in cui si fermano di volta in volta, quei non luoghi per definizione asettici e spersonalizzati che diventano invece parte integrante di momenti di intimità.

Questa narrazione, emotiva e tridimensionale, sovverte in modo definitivo quella stereotipata proposta dai soliti album di viaggio, insistendo su quel momento in cui la scoperta di nuovi luoghi cede il passo alla (ri)scoperta del proprio compagno di viaggio. La stanza d’albergo diventa così il simulacro di quella casa che ci lasciamo alle spalle, il teatro di un’intimità surreale, personale e universale allo stesso tempo, vissuta da tante altre persone prima di noi, e lo si legge negli oggetti consunti, nelle pareti scrostate, nelle lenzuola stropicciate da gesti non tuoi. E sono questi gli oggetti su cui si posano gli sguardi di Claudia e Marco.

camera doppia fanzine, foto di Claudia Sicuranza e Marco Mazzone

Il progetto nasce senza alcuna reference, premeditazione o studio alle spalle e mantiene una dimensione leggera e genuina grazie anche alla scelta di realizzarlo con mezzi atipici: oltre agli scatti con la macchina fotografica, ci sono le foto fugaci fatte con il telefono o scattate con macchine analogiche che fanno molto DIY.

Se all’inizio Marco e Claudia non avevano pensato a una narrazione organica e si limitavano a catturare momenti di vita nel suo fluire, è stata poi la narrazione stessa ad aver preso forma da se. Poi ci hanno raccontato di essersi resi conto che c’era una storia dietro a tutti quegli scorci rubati, un filo nascosto che li univa e che ha fatto scattare la scintilla della fanzine.

camera doppia fanzine, foto di Claudia Sicuranza e Marco Mazzone

Interamente autoprodotta, nasce con un concept minimal che lascia parlare le foto, ma presto Marco e Claudia si rendono conto che manca qualcosa, ci raccontano. Mancano gli oggetti che hanno caratterizzato quei viaggi, mancano le piccole testimonianze quotidiane, il passaporto, le pieghe delle lenzuola delle camere d’albergo, i biglietti da visita degli hotel. Ed ecco che la fanzine si riempie delle texture materiche e tridimensionali di quegli hotel, creando accostamenti concettuali o cromatici sulla carta riciclata della pubblicazione, che come le camere d’albergo era già stata abitata da altri prima di loro.

La pandemia, all’improvviso, si è messa in mezzo al progetto, ma contro ogni aspettativa ha funzionato da catalizzatore nella realizzazione del progetto. Se tutti i principi su cui si basava il progetto si basava—lo spostamento, il viaggio, la scoperta reciproca in luoghi sconosciuti—sono venuti a mancare, i due fotografi si sono trovati con il tempo di cui necessitavano per dare sostanza alla loro narrazione. Claudia, da DOP, segue la parte di sviluppo delle fotografie, Marco, da regista, costruisce lo storytelling dietro al progetto. Il risultato è una tiratura limitata indipendente di 25 copie. La prima tappa di un progetto che nelle brevi finestre di apertura tra un lockdown e l’altro può ampliarsi poco a poco, quando Marco e Claudia riescono a spostarsi e ritrovare quella dimensione di alterità in stanze dove rubare angoli di mondo tra quattro pareti.

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camera doppia fanzine, foto di Claudia Sicuranza e Marco Mazzone
camera doppia fanzine, foto di Claudia Sicuranza e Marco Mazzone
camera doppia fanzine, foto di Claudia Sicuranza e Marco Mazzone
camera doppia, foto di Claudia Sicuranza e Marco Mazzone

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Credits

Fotografie di Claudia Sicuranza e Marco Mazzone
Testo Gloria Venegoni

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