La nuova collezione YEZAEL esplora i concetti di identità e alienazione

Si chiama EUPHORIA e, senza dubbio, è la collezione streetwear (e artigianale) più grunge della Milano Fashion Week Donna 21.

di i-D Staff
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26 febbraio 2021, 1:48pm

Nel suo saggio Sorvegliare e punireMichel Foucault prende il panopticon, la struttura architettonica progettata da Jeremy Bentham, elevandolo a metafora del potere nella società contemporanea. Un potere invisibile, che non si cala più dall’alto ma la pervade esercitando un controllo subdolo su popolazioni ignare. O meglio, non più così ignare come nell’epoca in cui questo concetto fu teorizzato—oltre da Foucault, anche da Bauman e Orwell.

Ed è proprio da questa presa di coscienza, associata a una sempre maggiore consapevolezza e alla volontà di spezzare i meccanismi invisibili del potere per giungere alla vera essenza delle cose, che prende le mosse Euphoria, la nuova collezione YEZAEL by Angelo Cruciani e scattata da Alberto Pelayo:

Occhi che osservano, occhi che cerchiamo, occhi che ci guardano, sguardi e attenzione che desideriamo. Vogliamo che qualcuno ci guardi, vogliamo vedere. Ma i filtri davanti e dietro gli occhi sono infiniti, e la verità diventa sempre più illusoria.

Realizzata con la volontà di esplorare l'ossessione surreale per l’edonismo che caratterizza l’epoca contemporanea, Euphoria vuole ribaltare il messaggio della collezione precedente The Solution (S/S 21) “La felicità è una scelta di vita”, invertendo e sovrapponendo i piani della realtà e lanciando un nuovo, potente statement: “I sogni non sono illusioni, diventa chi sei.”

L’esito è un’estetica che rispecchia a pieno questo slancio entusiasta verso il futuro, parlando direttamente allo spirito curioso e propositivo della Gen Z, decisa a ribellarsi senza compromessi alle regole del consumismo. Così prende forma una collezione streetwear dall’anima artigianale e dalla visual identity grunge, poetiche graffianti, dove i difetti e le decorazioni si scambiano di ruolo e squarci e scuciture diventano essenziali. La perfezione non esiste, e se proprio non riusciamo a liberarcene, ci sembra dire YEZAEL, almeno cambiamone le regole.

Completamente ricoperti di occhi, gli abiti della collezione portano dunque alle estreme conseguenze il concetto foucaultiano del panopticon: guardare un abito che ti guarda, chi detiene realmente lo sguardo? Realizzati in chiffon, jacquard e nylon, i capi diventano così delle tele bianche pronte ad accogliere accenni estetici diversi da mescolare organicamente, lasciando spazio alla personalità di chi li indossa. Perché, in questo momento storico in cui tutto sembra estremamente irreale e sfuggente, ribadire l’indipendenza di pensiero e la libertà di esprimere a pieno la propria identità è forse ciò di cui abbiamo più bisogno. E per farlo, per diventare chi siamo, è necessario proteggere i nostri sogni dalle illusioni e dalle dispercezioni delle aspettative.

Tutto questo ha preso forma nel video della collezione, realizzato da Sergi Planas. Esplorando i confini tra reale e surreale attraverso effetti illusori, il cortometraggio descrive le allucinazioni della vita reale—identità e alienazione, ironia e crudeltà—, ponendo una domanda oggi più cruciale che mai: “Sei tu che stai guardando, o è il telefono che guarda te?.”

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Puoi guardare la collezione YEZAEL by Angelo Cruciani Euphoria sulle principali piattaforme social: TikTok, Instagram e YouTube.

Crediti

Creative Director: @angelocruciani @yezaelangelocruciani
Video: @sergi.planas
Fotografia: @albertoapelayo
Styling: @veronica
bergamini
Make-up e hair: @serenacongiu
Model: @denisemonachella @llilcr @la
modaaaaa @luca.covini @nicolotagliabue @albertoapelayo

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