Tutte le immagini di Alessandro Inches

Italia, Albania, Croazia: 6 mesi in viaggio con i raver e traveller d'Europa

Foto che ti faranno scoprire il lato introverso e intimo dell'universo rave nel 2020.

di Benedetta Pini
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30 aprile 2020, 11:28am

Tutte le immagini di Alessandro Inches

Come in un paese delle meraviglie parallelo, crew provenienti da tutta Europa si muovono incessantemente alla ricerca di feste organizzate in quelle che chiamano TAZ, cioè Zone Temporaneamente Autonome. Ogni luogo lontano dalla civiltà può diventare una TAZ: boschi e radure, spiagge, capannoni abbandonati e zone industriali ormai in disuso. Per arrivarci, ogni mezzo di trasporto è lecito: camper e roulotte principalmente, ma per chi non può permetterselo anche treni, o addirittura a piedi. Arrivati nel luogo prescelto, montano i loro sound system e si lasciano avvolgere dalla musica. Luci e corpi danzanti iniziano a confluire davanti ai muri di casse, i bmp seguono un ritmo incessante e ripetitivo, spingendo i raver verso un progressivo abbandono della razionalità. E così fino al mattino, quando la luce dell'alba sorge nuovamente.

Foto rave in Italia 2020 Alessandro Inches
Foto rave in Italia 2020 Alessandro Inches

Tutto è organizzato in segreto, nessuno conosce la location esatta fino a poche ore dalla festa, e il loro sistema si è evoluto attorno a questa necessità. Con il passare dei decenni, i raver hanno dato vita a una società parallela in cui è possibile trovare la propria identità al di fuori di ogni pattern precostituito e aspettativa di normalità, abbracciando il sogno di sentirsi tutt* valorizzat* allo stesso modo.

"Ero curioso di capire le dinamiche di questo mondo, che (un po’ per il suo misticismo, un po’ perché mi incuteva timore) mi ha sempre attratto." Così esordisce Alessandro Inches, un fotografo italiano che per sei mesi ha seguito questi ragazzi e ragazze e le cui immagini sono poi confluite nella serie Ravers' Interiors. "Mentre lavoravo a un altro progetto, sono entrato in contatto con una ragazza che mi ha parlato dei rave, che oggi vengono anche detti semplicemente “feste” o “freeparty”. Così ho deciso di trascorrere del tempo dentro a questa realtà, sia di giorno che di notte; i principali eventi a cui ho partecipato si sono tenuti nel centro Italia e in Albania."

Foto rave in Italia 2020 Alessandro Inches
Foto rave in Italia 2020 Alessandro Inches

Avvicinarsi a un sottobosco così unico per filosofia di vita e dogmi sociali non è facile. Né lo è tantomeno guadagnarsi la fiducia di chi lo anima. Bisogna entrare nello stato mentale adatto, come sottolinea Alessandro: "Gli ho spiegato il mio progetto, mostrando anche alcuni lavori che avevo svolto in precedenza. Essere introdotto da una di loro ha fatto sicuramente la differenza, in un certo senso posso definirla la mia fixer quasi. Li ho seguiti con discrezione, senza fare mai troppe domande, sono andato dove andavano loro, quasi fossero delle passeggiate nella natura."

Paradossalmente, ben presto la sua macchina fotografica è diventata il lasciapassare per entrare nei loro camper, roulotte, tende. "L'ho fatto per ascoltare le loro storie, osservare come si organizzano e si arrangiano per sposare questo stile di vita, che continua nel corso degli anni nonostante divieti e demonizzazioni," spiega Alessandro. "Mi sono avvicinato, ho parlato con loro e mi sono goduto la festa da dentro per poterne comprendere il mistero, che con la sua lunga onda continua negli anni ad attirare raver e traveller."

Foto rave in Italia 2020 Alessandro Inches

Il fascino dei suoi scatti risiede proprio nel punto di vista da "osservatore partecipante" assunto da Alessandro: "Conoscevo la scena, ma non l'avevo mai frequentata direttamente. Ma appena ci sono entrato, ho capito di doverla scattare, perché vi ho ritrovato praticamente tutto ciò che mi interessa a livello fotografico: la cultura musicale che si evolve, la resistenza malinconica e nostalgica, il sopravvivere al passaggio degli anni, i codici estetici in continua evoluzione di un movimento che si protrae da prima degli anni '90." Anche se, comunque, nel corso del tempo qualcosa è cambiato al suo interno, specifica Alessandro: "Negli ultimi anni sono sempre più i frequentatori occasionali. Inoltre, alcune aree occupate e centri sociali in Italia—quelle che fungevano da base tra una festa e l’altra per i raver e traveller—oggi sostanzialmente non esistono più."

Foto rave in Italia 2020 Alessandro Inches
Foto rave in Italia 2020 Alessandro Inches

Ma la forza di resistenza del movimento è inesauribile, e questi ragazzi e ragazze continuano a spostarsi dove trovano maggiori possibilità e spazi, dall’Inghilterra alla Francia, dall’Italia ai Balcani e alla Repubblica Ceca. "Le discoteche non possono contenere questa esigenza espressiva." Ed è proprio questo il motivo principale della recente popolarità del movimento rave: se all'inizio degli anni '00 esistevano molti locali con un'offerta musicale variegata, tra cui anche discoteche storiche e consolidate, che erano dei punti di riferimento per ogni nicchia, oggi tutto questo non esiste più, ed è rimasto solo un profondo vuoto identitario e comunitario. "La volontà di stare insieme, condividere un luogo in cui riconoscersi e sentirsi simili e vicini a qualcun altro resta il motore principale di questi movimenti, anche e soprattutto oggi," aggiunge Alessandro.

Foto rave in Italia 2020 Alessandro Inches

Alcuni di loro continuano a vivere rincorrendo questo sogno. Altri lo fanno a fasi alterne, quando sospendono la loro vita ordinaria di docenti, meccanici, baristi o studenti. Ma da dove traggono la loro energia e resilienza? La risposta di Alessandro solleva un altro punto cardine della scena: "Arriva dalla voglia di realizzare qualcosa di concreto che si possa toccare con mano, sentire con le orecchie e vivere al massimo dell'intensità. Una delle componenti importanti e spesso poco raccontata è costituita dalla fase del viaggio e del campeggio libero, dove si ritrovano tutti insieme, lontani dalla vita di ogni giorno, e nascono amicizie, amore, connessioni, esperienze."

È un movimento che neanche bada a frontiere e confini. "Li passano e basta, non si sa come. Mi sto ancora chiedendo come siano arrivati tutti quei camper, camion, furgoni e macchine sulle coste albanesi. Semplicemente si ritrovano, vivono un’esperienza insieme e ripartono. Ovviamente possono nascere delle discussioni, ma la natura dei rapporti tra loro si fonda su una profondità tale da prendersela fino a un certo punto, per poi lasciare correre. Sarà poi la carovana a fare la selezione tra chi continuerà a frequentare e chi arrivato ad un certo punto deciderà di smettere."

Foto rave in Italia 2020 Alessandro Inches

Il desiderio che li accomuna è quello di prendere le distanze dal mondo quotidiano e dei giudizi e dal concetto retorico di "normalità", quindi l'aria che si respira è: "di equilibrio e di rispetto, perché non esistono ruoli predominanti e gerarchici, ogni individuo ha un valore fondamentale e paritario, e nessuno prevale sugli altri," spiega Alessandro. A maggior ragione, la strumentalizzazione e l'appropriazione dell'estetica della cultura rave da parte della logica di marketing di alcuni grandi brand, se da un lato può avere arricchito la moda underground, dall’atro lato ha indebolito e reso commerciale un mondo che ha come priorità quella di prenderne le distanze.

"Ma c’è chi ancora resiste," sottolinea Alessandro. "Ci sono alcuni marchi che fanno da catalizzatore per un certo stile di abbigliamento, cavalcando un’onda che si protrae dagli anni '90: piercing, tatuaggi, capigliature e make-up sono stati sicuramente sdoganati o resi più pop grazie all’utilizzo dei codici di riferimento del movimento. Ma si tratta di cliché."

Foto rave in Italia 2020 Alessandro Inches

La quarantena ha chiaramente bloccato tutto, eppure anche in questo periodo Alessandro è rimasto in contatto con alcuni dei ragazzi e delle ragazze che ha conosciuto in quei mesi, insieme ai quali sta realizzando una sorta di secondo capitolo del progetto, così da continuare a esplorare quella "sensazione di libertà e di lasciarsi andare" che ha provato insieme a loro.

"La loro apertura, la loro disponibilità e qualche piccola avventura per raggiungere i luoghi in cui ho scattato" sono i ricordi che Alessandro porterà per sempre con sé da questa esperienza. Un'esperienza che più di tutto gli ha insegnato ad avere fiducia nei rapporti umani, ad avere rispetto degli altri e ad approcciarsi sempre alla realtà con la mente più aperta possibile, perché in queste feste, su cui spesso grava una visione moralizzante e stereotipante, "si può trovare molto di più di quello che spesso si immagina."

Foto rave in Italia 2020 Alessandro Inches
Foto rave in Italia 2020 Alessandro Inches
Foto rave in Italia 2020 Alessandro Inches

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Crediti

Testo di Benedetta Pini
Fotografie di Alessandro Inches

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