Fotografia di Pascal Vossen 

Viaggio nella subcultura "raggare", la Svezia sommersa e ribelle che nessuno conosce

Nel perfettissimo ordine sociale scandinavo c'è chi sceglie di vivere ai margini, andando verso autodistruzione totale e annullamento delle responsabilità.

di Alina Cortese
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14 aprile 2020, 9:24am

Fotografia di Pascal Vossen 

Spesso quando si parla di paternità, la prima immagine che viene in mente è un ambiente tenero e sicuro, in cui il genitore concentra le sue attenzioni sul figlio per proteggerlo. Tuttavia non tutte le persone e non tutte le situazioni familiari sono uguali.

Pascal Vossen è un fotografo olandese con base a Londra. Nel 2014 viveva in Svezia, dove stava sviluppando un progetto sulla sottocultura svedese raggare ed è proprio lì che, un anno dopo, incontrò Tommy, giovane padre svedese con una storia di crimini violenti e ideologie politiche razziste, di chiaro stampo nazista, ma anche futuro protagonista della sua serie ancora in fase di sviluppo che tratta proprio di paternità e mascolinità, mettendo in luce la difficoltà di affrontare la quotidianità quando si sceglie di abbracciare uno stile di vita basato su precetti ideologicamente terribili.

Abbiamo intervistato Pascal per scoprire qualcosa di più su cosa voglia dire essere padre e allo stesso tempo appartenere a una subcultura che prevede il totale annullamento delle responsabilità, anche quando diventano sinonimo di ideologie tossiche, da condannare.

Pascal Vossen fotografia sottoculture

Ciao Pascal! Puoi parlarmi del progetto?
La parola svedese ragga si traduce più o meno in ribellarsi e deriva dalla controcultura giovanile svedese raggare, popolare nella classe operaia svedese e fortemente influenzata dalla cultura giovanile americana degli anni '50. Resa famosa dal film Rebel Without a Cause, si è annidata nelle classi operai della Svezia rurale. La narrazione del mio progetto ruota attorno alla vita di una giovane famiglia mostrando le difficoltà causate da un'educazione basata su differenze di classe, isolamento e necessità di appartenenza. Le generazioni cresciute nella regione boscosa di Dalarna, in Svezia (area in declino economico già a partire dalla chiusura delle sue principali industrie nei primi anni '90), hanno sentito la necessità di liberarsi dal loro confinamento sociale e geografico per provvedere alle loro famiglie.

Qui, sotto i pini nebbiosi e in una valle remota della regione, ho incontrato Tommy. Adesso è un uomo di 23 anni, ha precedenti penali, nessuna istruzione e ha tre figli piccoli con due diverse donne. L'ho incontrato durante l'estate del 2015, un anno prima che fosse condannato a trascorrere 22 mesi in prigione per aggressione aggravata. Io documento le sue lotte e il viaggio che sta compiendo per venire a patti con la paternità e la sua difficile situazione familiare. Essere a mia volta padre mi ha reso più interessato al benessere dei figli di Tommy: mi chiedo come bilancerà le sue scelte di vita con la paternità e se il suo stile di vita distruttivo verrà tramandato alle generazioni successive. Il suo background, inoltre, è problematico quanto il suo futuro: arriva da una famiglia distrutta, apparente violenza domestica e un senso di responsabilità nato dalla necessità di prendersi cura della madre e dei suoi quattro fratelli minori.

Perché hai scelto di concentrarti sulla Svezia e sulla sottocultura raggare?
Le lotte di Tommy sono in una certa misura rappresentative delle difficoltà che i giovani più vulnerabili affrontano in tutte le parti remote del mondo. La sottocultura fornisce a individui come lui un’identità, un mezzo per mostrare la loro disapprovazione nei confronti di una società che generalmente li vuole conformare.

La sottocultura raggare è la quintessenza svedese, rappresenta un rifiuto della Jantelagen, ovvero la Legge di Jante (un codice di condotta noto nei paesi nordici che definisce come indegno e inappropriato tutto ciò che non è conforme, fuori dall'ordinario o apertamente ambizioso) in cui il resto della società svedese si conforma generalmente a una certa morale e modo di vivere. Sono sempre stato attratto da persone che hanno uno spirito libero e trovano modi alternativi di vivere la propria vita. Nel 2014 vivevo in Svezia e quindi il progetto era praticamente nel mio cortile, anche se era ancora lontano un viaggio in treno di 6 ore da Stoccolma.

Sottocultura Raggare Svezia

Come hai conosciuto Tommy e perché hai deciso che sarebbe stato uno dei protagonisti del progetto?
Stavo fotografando la sottocultura raggare durante il mio master in Fotogiornalismo e Fotografia Documentaria presso il London College of Communication nell'estate del 2014 e ho visto brevemente Tommy e il suo gruppo di amici in uno dei principali raduni annuali di automobilismo americano nella regione di Dalarna.

Quando sono tornato l'anno successivo, l'ho riconosciuto mentre guidavo davanti alla sua casa di famiglia e l’ho avvicinato. Ero particolarmente interessato a documentare la gioventù che viveva questa sottocultura e lui è saltato fuori con il suo aspetto e la sua presenza. All'epoca sapevo molto poco di lui, ma mi resi conto che avrebbe avuto la personalità perfetta per rappresentare la sottocultura che stavo affrontando fotograficamente. È stato dopo questo che l'enfasi del progetto è passata dalla sottocultura a lui come persona e come padre.

Come è cambiato il tuo rapporto con Tommy e il suo ambiente durante lo sviluppo della serie?
La prima cosa che mi ha colpito di Tommy è che all'inizio era sorprendentemente introverso nei miei confronti. Voglio dire, deve aver pensato che fossi un po’ strano a mostrare interesse per la sua persona di punto in bianco, quindi lo perdono. Nel tempo è diventato più estroverso e rilassato quando ero in giro, fino al punto in cui mi ha chiesto quando sarei tornato a fargli visita. Ma non parla mai molto, nemmeno con i suoi amici e tende a evitare le conversazioni, scegliendo invece di diventare una silenziosa presenza dominante. Quando si beve, questa parte di lui viene amplificata a un punto in cui il suo comportamento può diventare irrazionale. Di tanto in tanto ciò lo ha portato all’arresto da parte della polizia e alla condanna al carcere per aggressione.

Ho anche imparato che può essere molto gentile e amorevole con la sua famiglia e i suoi amici e adora i suoi figli, che sono nati subito dopo essere stato incarcerato per 22 mesi nel 2016. I suoi amici lo chiamano "Orso gentile". Avevo intenzione di visitarlo in prigione durante quel periodo e ho ricevuto una sua lettera con i moduli di visita da compilare per permettermi di entrare in carcere. Si era preso il tempo di scrivermi, dicendo che non gli sarebbe dispiaciuto se mi fossi unito alla sua famiglia per una visita e uno dei suoi figli aveva decorato la busta con piccoli disegni. Ho finito per non andare dal momento che era stato trasferito in un'altra prigione, il che è stato un peccato. È stato rilasciato nell'estate del 2018 e ho avuto la possibilità di essere lì e fotografare le sue prime ore da uomo libero, trascorrendo del tempo con i suoi figli.

Sottocultura Raggare Svezia

Pensi che il tuo approccio alla fotografia sia cambiato dall'inizio della serie? Avevi un'idea chiara della direzione della serie quando hai iniziato?
Quel momento in cui è stato rilasciato dalla prigione nell'estate del 2018 è stato per me un punto decisivo nel progetto, ho deciso che la serie era indirizzata più su di lui e sul suo fronteggiare la paternità e le sue lotte personali. Quindi, la narrazione si è sicuramente sviluppata nel tempo e sto ancora lavorando su come includere l'aspetto dei bambini in modi più coinvolgenti. Al momento è una giustapposizione tra lui nel suo ruolo di padre e l’immagine di giovane travagliato che è apparentemente istituzionalizzata.

Hai viaggiato in un altro paese e vissuto a contatto con persone che non conoscevi per lo sviluppo della serie. Ti ricordi un momento divertente o strano che è successo durante il tempo trascorso con Tommy e la sua famiglia?
Ho chiamato casa la Svezia dal 2008 al 2018, anno in cui mi sono trasferito nel Regno Unito. Quando lavoro al progetto, di solito affitto una stanza in una vecchia fattoria tenuta da una coppia di anziani in un villaggio vicino. Adoro essere lì, è il posto perfetto da cui lavorare poiché puoi davvero disconnetterti da tutto il resto e concentrarti su ciò che stai cercando di ottenere.

In realtà, esistono due momenti né divertenti né strani, ma sicuramente memorabili. Tommy, la sua sorellastra più giovane e il fratellastro più giovane insieme ad alcuni amici hanno deciso di andare a una festa a Särna, un villaggio vicino a un'ora di auto e dovevo unirmi a loro per scattare delle foto. A quel punto due cose mi preoccupavano leggermente; Tommy era in libertà vigilata per vedere i suoi figli e indossava un localizzatore. Non doveva assolutamente lasciare la sua casa. Essendo presente in quella “fuga” in macchina ho sentito che in qualche modo lo lasciavo infrangere la legge. Mi dissi che lo avrebbe fatto comunque, con o senza il mio consenso e forse la cosa che mi preoccupava di più era che avesse scelto di andare a fare festa invece di stare con i suoi figli. L'altra preoccupazione era che avrebbe guidato una vecchia Volvo Amazon malridotta, che è un'auto comunemente guidata dai raggare in Svezia, tra due città che non avevano nient'altro che foresta tra loro. Era aprile in quel momento e le notti possono essere ancora molto fredde all'estremo nord. Non fu quindi una sorpresa che rompemmo una cinghia sulla strada di ritorno, a metà strada tra le città. Dopo essere stati fermi al freddo per almeno 3 ore nel tentativo di riparare la macchina, Tommy ha sostituito la cinghia rotta con un paio di lacci delle scarpe e ci ha portato a casa in tempo per la colazione al distributore di benzina.

La mia ultima visita è stata nel 2019, quando Tommy è stato arrestato e tenuto in prigione per 14 giorni. Potevo scegliere tra tornare a casa nel Regno Unito o trascorrere alcuni giorni con la sua famiglia. Erano felici di avermi intorno e ho scelto di restare. È stato molto bello vederli tutti riunirsi e prendersi cura dei bambini. Insieme alla madre, i fratelli di Tommy hanno fatto davvero del loro meglio per tenere occupati i bambini. Ad un certo punto il figlio di Tommy, Harley (che ha due anni in quel momento), chiede dove sia suo padre. Malin, la sorellastra più anziana di Tommy, risponde che suo padre è in vacanza. Harley accetta la risposta e continua a giocare. Probabilmente, la migliore risposta che avrebbe potuto dare in quel momento.

Sottocultura Raggare Svezia

Hai iniziato questo progetto nel 2015, ma questa è una serie ancora in corso. Come la svilupperai in futuro?
Questo progetto è sicuramente un lavoro lento. In parte perché il protagonista vive molto lontano e ci vuole molto tempo per arrivarci, ma anche perché ha trascorso molto tempo in prigione e non vi è alcuna garanzia che lui sia in giro quando la data del nostro incontro successivo si avvicina. L'anno scorso ero in aeroporto andare a Stoccolma e continuare il progetto, ma sua sorella mi ha sorpreso poco prima di partire informandomi che Tommy era stato arrestato di nuovo dalla polizia e che lo avrebbero trattenuto almeno 14 giorni. Sfortunatamente, queste cose accadono e come artista devi cercare di trarne il meglio. Cerchi di guadagnare un po’ di più in modo da poter tornare e continuare il progetto.

La comunicazione è un altro fattore da tenere in conto, perché spesso ci vuole molto tempo prima che Tommy risponda. Non sono sicuro del perché, ma sicuramente rende difficile pianificare le visite. Attualmente la mia prossima visita è in pausa a causa del virus COVID-19, ma spero di poterlo rivedere entro la fine dell'estate.

Inoltre, sospetto Tommy sia più a suo agio in prigione che nel suo ruolo di padre. Sto cercando di fargli condividere di più con me e speravo di fare un'intervista audio con lui durante la mia prossima visita per parlare della sua infanzia, la paternità e il tempo trascorso in carcere. Sospetto che affrontare tutto questo sarà difficile per lui, ma spero che vorrà parlarne. Continuerò a lavorare sulla contrapposizione tra Tommy criminale Tommy padre, riflettendo su come questi due universi possano coesistere.

Alla fine, l'intera ragione per cui ho sviluppato questa serie molto personale è sfidare il punto di vista di altre persone su di lui e le persone come lui. È conveniente classificarlo semplicemente come un delinquente violento, ma non credo che siamo nati violenti o razzisti. Le persone spesso sviluppano questo carattere attraverso fattori esterni, come educazione, traumi, povertà e isolamento. Con lui questo non è diverso e tutto ciò che ha vissuto ha plasmato la sua persona. La sottocultura gli fornisce semplicemente un sipario per nascondersi e mostrare le sue frustrazioni per la sua situazione e la società in cui vive. Gli dà un posto a cui appartenere.

Questo articolo è stato editato in data 5 maggio 2020 per sottolineare in modo assolutamente non fraintendibile che il protagonista della serie, Tommy, è un nazionalista le cui posizioni politiche non riflettono in alcun modo quelle della testata.

Sottocultura Raggare Svezia
Sottocultura Raggare Svezia

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