Stanno tornando i trend tossici del passato, e rischiano di intossicarci di nuovo

Thigh gap, Moda Twee e altre estetiche che pensavamo di avere lasciato nei primi anni Duemila sono di nuovo su TikTok.

di Geremia Trinchese
|
13 aprile 2022, 10:37am

Artwork di Elisa Paiardi

Il successo di TikTok è in gran parte legato alla sua utenza, che lo rende uno dei social più inclusivi fino a ora, popolato da creator particolarmente attenta ai risvolti sociali del presente, alle intenzioni dietro a ogni trend, alle dinamiche di rappresentazione, marginalizzazione e, soprattutto, alla sensibilizzazione rispetto a questioni di salute mentale—quante volte ti è capitato di incontrare questo tipo di contenuto mentre stai scrollando TikTok?

Il trend di TikTok sulla salute mentale

L'hashtag #mentalhealthawareness, che conta 8,5 miliardi di visualizzazioni, conferma una delle missioni principali di TikTok dichiarate dalla piattaforma stessa: “Creare una community dove mettere fine agli stigma e parlare della nostra salute mentale”, come recita il disclaimer dedicato al tema. Missione che pare si stia concretizzando per davvero, considerando il numero di contenuti in cui gli utenti si raccontano in prima persona e quelli in cui i terapeuti provano a dare consigli—creando a loro volta dei trend, come nel caso di “put a finger down”.

I trend di TikTok su diversità, inclusività e sostenibilità

Un ambiente di questo tipo alimenta dunque la nascita continua di trend che tematizzano l’inclusività, tra piccoli business attenti alla size inclusivity, tematiche queer—persino all’identità di genere dei peluche—, riflessioni sui toni della pelle, sulla dimensione delle mani e a tutto quello che può essere considerato un trigger per qualcuno—ma anche una grande opportunità per qualcun altro.

La popolarità dei trend dedicati a diversità e inclusività innesca chiaramente fenomeni positivi. Un esempio è il trend dell’archive fashion, basato sulla ricerca di abiti iconici di seconda mano, che porta avanti un tipo di moda sostenibile e contraria alla fast fashion. O il subversive basic trend, che critica il sistema moda, inneggia al riutilizzo di abiti e accessori e incentiva un’economia circolare, mentre prova anche a spiegare come farlo tramite il DIY con oggetti e materiali che sicuramente hai già in casa—dunque eliminando il problema dell’acquisto, spesso costoso, che l’archive fashion pone.

Il ritorno del trend del thigh gap su TikTok

Ma non è detto che sia sempre così. Come non è detto che tutto ciò che nasce da presupposti anti-tendenza e anti-fashion abbia necessariamente dietro intenzioni consapevoli e inclusivi. Ed è il caso dell’Indie Sleaze. Ripescato dal periodo MySpace e Tumblr di fine 2006, è tornato su TikTok come nuova tendenza, immettendo nel social media capi con piccoli baffi e valori young and wasted, facendoci credere che fosse cool scappare di casa, assumere droghe pesanti, farsi inseguire da uno spacciatore e persino essere rapiti—sì, le reference a Skins non sono casuali. E aggiungiamoci pure che, secondo questa visione, essere anoressici come Cassie poteva essere anche un po’ cute.

Il ritorno dell’Indie Sleaze è solo un esempio di ciò che succede veramente su TikTok, al di sotto della facciata di inclusività ampiamente millantata. La riproposizione di trend del passato, incentivata dalla più ampia ondata di revival che sta dominando ogni social media, da Tumblr a Facebook, porta a galla molte vecchie tossicità che pensavamo di avere metabolizzato e archiviato. Basta cercare su TikTok hashtag come #skinnycheck o #thighgap per venire immediatamente rimandati alle risorse di supporto online per i disturbi alimentari.

Il ritorno del trend del thigh gap su TikTok

Tra gli ultimi trend ripescati direttamente da Tumblr c’è quello del thigh gap, l’ossessione per lo spazio che si crea in mezzo le cosce quando uniamo i piedi—di cui vi avevamo parlato anche qui. Da questo trend si è originata una serie di contenuti how to che spiegano “come ottenerlo”, ma anche una contro-tendenza per dimostrare che il thigh gap si basa su percezioni distorte e standard irrealistici.

Ma non basta criticare un trend per impedire che i valori tossici degli scorsi anni non tornino a invadere le nostre vite online e irl. E il thigh gap è solo la punta dell’iceberg: oggi TikTok si ritrova a dialogare anche col revival della moda Twee, l’ennesima estetica per cui possiamo incolpare senza remore Tumblr e Zoey Deschanel—che qui ringrazia TikTok per averle fatto scoprire il significato di “Twee”, ricevendo commenti di risposta del tipo “Come se non l’avessi inventato tu”.

Il ritorno della moda Twee su TikTok

L’estetica della moda twee si basa tutto ciò che ti fa ripensare agli anni 2000, come le gonne a vita alta, le camicie con colletto ricamato, i dolcevita e le cover indie suonate con l’Ukulele, e fin qui, cringe alert a parte, niente da obiettare. I problemi riguardano però l’altra faccia della moda twee, ovvero l’implicito ideale utopico di come un corpo dovrebbe essere: alto, magro e con capelli lunghi e lisci—insomma, la ragazza che vedi riproposta in questi meme.

Anche provare a slegare l’estetica dai valori che un tempo trasmetteva non è così semplice, perché si tratta di questioni non del tutto elaborate, metabolizzate e lasciate nel passato, che continuano a serpeggiare nella nostra società di oggi. La riproposizione di questi trend, dunque, scoperchia dei vasi di Pandora la cui tossicità si diffonde lungo le ferite ancora aperte del passato.

La società di oggi è davvero così inclusiva? O anche l’inclusività è uno dei tanti trend da seguire più o meno passivamente? Non esiste una risposta, soprattutto quando il nostro immaginario estetico è dominato da dinamiche industriali capitalistiche dalla memoria breve, da cui è difficile prendere le distanze e acquisire un punto di vista emotivamente e storicamente distaccato.

E che finché il sistema—incluso quello della moda—rimane invariato, i trend che seguiamo non cambieranno, e sono destinati a tornare ciclicamente facendo leva sul lascito dei canoni estetici del passato che abbiamo introiettato e che continua a venire riproposto da magazine, designer e spettacolo. A dimostrarlo sono trend evergreen, come quello di continuare a idolatrare Skins e tutte le serie che le somigliano (vedi Euphoria), romantizzandone le dinamiche al punto da chiamare i disturbi mentali con i nomi dei rispettivi personaggi.

Segui i-D su Instagram e Facebook.

Crediti

Testo: Geremia Trinchese
Artwork cover: Elisa Paiardi

Leggi anche:


Tagged:
Social Media
Trend
Moda
TikTok
Indie Sleaze