Ecco come King Krule ha incarnato un'intera generazione

In un pub a Sud di Londra, il giorno in cui è stata dichiarata la pandemia globale, King Krule ci ha parlato di "Man Alive!", un album che ha segnato l'inizio di un nuovo mondo.

di Ryan White
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02 luglio 2020, 4:00am

Questo articolo è originariamente apparso nel numero di i-D The Faith In Chaos Issue 360, dell'estate 2020. Ordina qui la tua copia.

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Se si dovesse racchiudere l’intero mood della gioventù inglese all’interno di un solo album – uno che racconti l’irrequietezza, la svogliatezza, l’oscillazione tra un’estate surreale e un altro collasso finanziario –, probabilmente avrebbe le sembianze di Man Alive! di King Krule. Lanciato a febbraio 2020, in concomitanza con l'esplosione della pandemia da coronavirus in Europa, l’album ha segnato l’inizio di una nuova decade per un artista che ha affermato pezzo dopo il proprio valore artistico. Qualche mese più tardi, in un momento in cui ogni giorno che passa si fonde a quello precedente, e mentre il pendolo oscilla tra l’apatia e la noia, la malinconia imperturbabile di Krule – che è un tratto distintivo di ogni suo album, ma ancora più evidente in questo – non è mai stata così azzeccata.

“Credo che questo non sia il mondo che sognavo,” canta nel singolo dell’album (Don’t Let the Dragon) Draag On, prima di chiedersi, “Credi che quei giganti blu si sentano uguali a prima? Credi che abbiano delle giornate simili?”

Lo incontriamo in un pub vuoto a Peckham Rye. L’OMS ha dichiarato la pandemia globale da coronavirus da poche ore. Tutte le conversazioni iniziano e finiscono con dubbi su cosa sarà del futuro, e dopo sole sei date, la prospettiva di portare a termine il suo tour sembra bieca per Krule. Ma lui si presenta, come sempre, imperturbabile. “Forse avrò bisogno di indossare una tuta protettiva per materiali pericolosi,” dice, con la sua attitudine calma e temporeggiante. Nel giro di pochi giorni, tutte le sue date sarebbero state inevitabilmente cancellate.

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King Krule indossa giacca e camicia di Gucci AI20.

Il lavoro per Man Alive! ha avuto inizio durante il tour del suo album precedente, The Ooz. “Mi sentivo davvero molto bene, molto ispirato. Pensavo di poter fare tutto quello che volevo, e amavo quello che stavo facendo,” afferma. “Avevo un bello studio a casa e tutto sembrava andare bene. Non ho mai perso il ritmo, finché...” afferma, perdendo il filo. “Mi ricordo che a un certo momento ascoltavo i pezzi e non ero più così tanto emozionato e soddisfatto. È stata una sensazione davvero frustrante. Così ho passato un anno a cercare di ritrovare quell’emozione.” Ora che il disco è stato consegnato al mondo (con la benedizione della critica), Krule non ha più bisogno di ascoltarlo ancora e ancora. “È come tutto il resto, quando crei qualcosa e ci passi davvero tanto tempo insieme, senti come se ci affondassi dentro, come se fossi all’interno di uno spazio tridimensionale. Ci vogliono anni per apprezzarlo in una sfera bidimensionale, nella maniera in cui lo ascolta il pubblico. L’ho ascoltato spesso sui treni che portano da qui fino al nord ovest dell’Inghilterra – e devo dire che ci sta proprio bene per quei viaggi.”

Archy ha passato alcuni mesi nell’Inghilterra del nord dopo che la sua fidanzata, la fotografa Charlotte Patmore, è rimasta incinta a metà della progettazione dell’album. È dove è cresciuta Charlotte e “aveva senso trasferirci lì”, afferma. Ora è tornato nella sua Londra Sud, che è il perenne riferimento e ispirazione per il suo lavoro, e anche il posto dove si sente più al sicuro e a casa. “Ma sai, casa può essere ovunque vai. Non ho bisogno di molto – di un tetto e di un letto.” Nonostante le lodi della critica rispetto ai suoi album, e la nascita della figlia, paradossalmente sembra che la carriera di Archy non abbia subito alcun cambiamento drastico da quando è apparso sulla cover di i-D nel 2013 per promuovere il suo album di debutto, 6 Feet Beneath the Moon. “Credo che le persone si dimentichino che tutti hanno delle giornate nere. Le persone dicono tipo: ‘Di cosa parlerai adesso nelle tue canzoni? Ora che hai i soldi e sei molto più benestante di prima.’ Molte persone non si rendono conto che, insomma, alcune cose non cambiano mai.”

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Camicia e T-shirt Gucci AI20. Pantaloni Gucci Pre-Fall 20. Collana (indossata in tutto l'editoriale) dall'archivio del modello.

Non esiste infatti alcun distacco tra lui e la sua musica, ma quella connessione sta comunque cambiando. Le sei date precedenti a questa intervista – nel Regno Unito, a Parigi e Bruxelles – avevano un feeling diverso. “Il mio modo di stare sul palco è cambiato, come anche la reazione del pubblico. Quando ero giovane,” afferma, facendo riferimento a quando era in tour come Zoo Kid, il suo primo nome d’arte, “ero abbastanza intimidatorio verso le folle. Mi prendevano sul serio. E non mi interessava se le persone parlavano. Dopo, con i tour di King Krule, alcuni live erano davvero strazianti, perché c’erano molte più persone, ma non calcolavano davvero. Ero un ragazzino sgraziato su un palco, e così molta gente mi prendeva in giro. Poi, quando è uscito The Ooz, i fan sono impazziti e non serviva fare molto, solo suonare e cantare. Forse, in qualche modo, mi trovo in una specie di limbo in questo momento. Ho appena iniziato il tour e la nuova musica ha un'attitudine diversa – è un po' più riservata e aperta alla rabbia, ed è anche molto pesante.”

Archy non si identifica come una persona di spettacolo. O almeno, non l’ha mai fatto prima d’ora. Adesso, con il tour cancellato, la sua prospettiva è cambiata un pochino. “Non sono un intrattenitore. Sento di essere un artista. Ma ora con il virus ho pensato che i calciatori fanno le partite lo stesso, anche senza la folla di tifosi, e mi sono chiesto se si potesse fare la stessa cosa per un concerto. Io non sono lì sul palco per la folla – o forse, in fondo, lo sono?”

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Camicia e pantaloni Gucci Pre-Fall 20. Scarpe Nike.

Compiendo 26 anni quest’estate, King Krule ha davanti ancora molto tempo per cambiare ed evolvere. Come gli album che lo hanno preceduto, Man Alive! è ancora una specie di eulogia, anche se il nome suggerisce qualcosa di opposto. Verso la fine del disco, nella canzone Please Complete Thee, Archy chiede: “Avete visto i disastri? Non abbiamo molto tempo prima che questa terra si allaghi”, finendo con: “Bambina / Per favore completami.” Con la paternità in testa, forse, e un certo bisogno di aiuto, ci chiediamo che cosa gli porterà questa nuova decade. “Ho alcune idee, ma non farò nessuna dichiarazione, perché le persone esagerano sempre tutto,” dice. “Voglio fare di più, creare di più, scrivere di più… è l’unica cosa in cui sono bravo. Ma vorrei anche scomparire verso i 30 anni, e riapparire quando ne avrò 80.”

Per ora, c’è già altra musica in fase di progettazione. “Il prossimo progetto a cui sto lavorando è incentrato su di me e la mia chitarra. Non so se sarò mai capace di fare questi spettacoli da solo. Probabilmente non ci riuscirei...” perde il filo ancora una volta. “Magari avrò bisogno di un beat boxer come Ed Sheeran.” E se le somiglianze tra lui e Ed Sheeran come artisti potrebbero finire lì, dal momento in cui è nata sua figlia anche le priorità di Archy sono cambiate. “Farò un po' di cose – non posso dirvele ora, ve le racconterò poi,” afferma. “Ho dei piani serrati da seguire, perché ora ho una persona di cui devo prendermi cura, e voglio che lei stia bene per tutta la vita.”

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Golf, camicia e T-shirt Gucci AI20. Pantaloni Gucci Pre-Fall 20.
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Golf, camicia e T-shirt Gucci AI20. Pantaloni Gucci Pre-Fall 20. Scarpe Nike.
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Camicia e T-shirt Gucci AI20. Pantaloni Gucci Pre-Fall 20.
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Camicia e T-shirt Gucci AI20.
Crediti

Fotografia Colin Dodgson
Styling Alastair McKimm

Capelli: Duffy at Streeters.
Trucco: Sally Branka per LGA Management con prodotti M.A.C Cosmetics.
Assistenti alla fotografia: Aaron Lippman e Jonathan Tasker.
Assistente styling: Madison Matusich.
Assistente capelli: Lukas Tralmer.
Assistente Trucco: Juan Jaar.
Produzione sul set: Alexis Piqueras.
Direttore casting: Samuel Ellis Scheinman per DMCASTING.


Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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